“Break the gears in your lives”

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Tante cose sono cambiate, dall’inaugurazione di questo spazio virtuale. E tra le parole annegate nel mare del Web, ripescate di tanto in tanto da qualche gentile avventore, accade una serie inarrestabile di avvenimenti durante i quali non si ha la facoltà di bilanciare gli stessi col tempo che si disgrega. Ognuno è spettatore inconsapevole del mondo che ha contribuito a creare attorno a sè. Il suo. Il Microcosmo.

Ma quanto dura? Come e in che misura è quantificabile la stabilità del proprio Microcosmo…? Quanto è grande e duraturo il “proprio” mondo? Sempre troppo poco, se intendiamo coglierne la stabilità e l’adeguata consistenza. E sempre troppo, prima che questo ci venga a monotonia.

Noi esseri umani siamo stelle fluttuanti alla ricerca perenne di un Nuovo. Pensate non sia così? E allora provate ad affacciarvi fuori dalla vostra corrente. Provate ad afferrare una lettera che vaga persa nello spazio che c’è oltre voi ed oltre le vostre convinzioni. Provate a staccarvi per un attimo dal percorso di Vita che credete inevitabile e che invece è solo acqua della fonte di qualcuno che per voi ha scritto il vostro destino… Cosa succede?

Spostate lo sguardo da questo monitor. Guardate alla realtà fuori come al sogno di qualche pazzo inventore del mondo che stiamo vivendo e delle sue barbare e incongruenti vicissitudini. E il vostro Microcosmo non sarà che un’infinitesima scintilla. Tanti nel corso della Storia ( il maiuscolo è d’obbligo ) l’hanno capito. Hanno capito che la realtà è un artefizio da retrobottega, e che sventare i piani sortiti ai danni di chi nasce, cresce e muore senza aver provato l’AMORE, la MAGIA, la FELICITA’, la GIUSTIZIA, la VITA, era possibile. Si, possibile. Anche a costo di rinchiudersi tra quattro alberi in una foresta inesplorata. A costo di indossare un vestito da gallina e scappare via da una città, affermando il proprio diritto anche ad essere anormale. Si, anche così. Come Stevenson, alla ricerca della SUA Vita. Sgretolando i confini del Microcosmo di default, verso quello che più si ritiene giusto. Verso ciò che si vuole.

E come potrebbe essere più semplice di oggi? Viviamo in un mondo completamente digitalizzato, nel bene e nel male. Potremmo sventrare le nostre carceri chiamate case e lavorare da qualsiasi angolo del globo. Far crescere i nostri figli nel mondo. Allevarli senza casa. Senza pregiudizi. Vivendo dove e quando ci piace. E invece…? Charlie Chaplin lo intuì un bel pò di anni orsono… “Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà” [ “Il grande dittatore”, 1940 ]. E quindi, contrariamente alla tendenza dei mass-media, che continuamente osservano il fenomeno della fuga di cervelli, sottolineandone soltanto “l’andare” ( e non il “PERCHE’ andare”), non si parla di giovani laureati preda di una catena di montaggio scellerata ancor prima di lasciare la penna BIC sui banchi universitari. Non si parla di persone che “tirano a campare”… tirare per arrivare dove e a cosa??? Non si parla della morte di qualsiasi velleità artistica che annega nella mediocrità dilagante.

E allora lo volete un consiglio? “Break the gears in your lives”… rompete le righe, gli ingranaggi… Stracciate la vostra quotidianità come straccereste un assegno scoperto. Liquidate chi vi fornito la tracciatura di un paesaggio campestre da colorare con le vostre matite. Strappate il foglio e schizzate figure astratte. Date anche al vostro Cervello una opportunità di fuga. E che a seguirlo sia il vostro Cuore. Senza sè e senza ma. Salvate le vostre esistenze. Senza bisogno di spot pubblicitari, o format mass-mediatici preconfezionati, per stabilire cosa essere nella Vostra Vita.

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