Er commissario (per la) monnezza

19 Gennaio 08

Prendo a prestito il nomignolo di un’icona del cinema trash italiano, il Commissario Giraldi, per porre all’attenzione il problema dei commissariati straordinari per l’emergenza rifiuti. Da una recente sentenza della magistratura contabile italiana (contenuta nella relazione su “La gestione dell’emergenza rifiuti effettuata dai Commissari straordinari del Governo”), dei magistrati Antonio Mezzera e Renzo Liberati si evincono i dettagli della paradossale vicenda delle cinque regioni del centro sud, commissariate dal 1997 al 2005, nelle quali sono stati spesi ben 1,8 miliardi di Euro senza ottenere il benché minimo risultato.
Cito testualmente la sentenza, in particolare nella sezione “I capi d’accusa”:


La relazione evidenzia senza mezzi termini l’anomalia della figura del Commissario che molto spesso ha coinciso con quella del Presidente della Regione: «Singolare risulta il fatto che il commissariamento venga sollecitato quasi sempre dagli stessi organi regionali diminuiti nelle loro funzioni, che non temono la surrogazione, anche perché (…) la scelta del Commissario delegato si è andata sempre più incentrando, paradossalmente, sugli stessi sostituiti, e cioè i Presidenti delle Regioni,(…) con l’attribuzione di competenze straordinarie ad organi ordinari». Senza peraltro velocizzare i procedimenti amministrativi visto che l’assenza di confronto democratico con le realtà locali «ha prodotto una pletora di ricorsi amministrativi, costituzionali e, addirittura, a livello comunitario, che hanno pesantemente rallentato la soluzione dell’emergenza».
[…]

Entrando nel merito della gestione integrata, la Corte denuncia che «la riduzione della produzione dei rifiuti è stata spesso ignorata e comunque mai ritenuta come strategia prioritaria» e al tempo stesso ricorda che negli anni di commissariamento «il gap nella percentuale della raccolta differenziata con la media nazionale si è addirittura aggravato, e questo nonostante il profluvio di risorse dedicate allo sviluppo della stessa».
[…]
Per quanto riguarda gli impianti «ancora, in buona parte, non realizzati», la relazione rileva «l’assenza riscontrata spesso nei bandi dei criteri di dimensionamento (…), delle modalità di utilizzo del prodotto e dello smaltimento dei sovvalli» a dimostrazione di «una sostanziale abdicazione della gestione commissariale dalle sue prerogative di programmazione e coordinamento».
E poi contesta fortemente la libertà di scelta data dai Commissari agli operatori privati su «i siti dove ubicare i vari impianti e dove provvedere agli stoccaggi provvisori, la scelta se realizzare o meno i termovalorizzatori o di servirsi di impianti esistenti per l’incenerimento, ecc.- che non si è rivelata positiva, stante la delicatezza di tali determinazioni, per le loro implicazioni ambientali, sociali ed economiche, che dovrebbero essere assunte dalla pubblica autorità, al fine di una loro ponderata valutazione, ispirata esclusivamente ad interessi pubblici e non di parte».

Parole abbastanza grevi (potete leggere l’intera sentenza a questo link) su una questione che va oramai avanti da più di 14 anni e che sembra sempre più un paradosso che si consuma nell’Italietta dell’inconcludenza. Di seguito un riassunto delle spese procurate allo Stato e alle Regioni:

spese_commissari.png

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2 thoughts on “Er commissario (per la) monnezza

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