Ebay, palline vendonsi…

19 Gennaio 08

Tante le immagini che in questi giorni sono balenate dinanzi agli occhi di tutti noi dalla cronaca: dalla ormai onnipresente spazzatura non smaltita delle nostre regioni alle indagini sulla moglie del guardasigilli Mastella, dalle tenerezze dell’orsetto di Norimberga alle presunte “censure” papali.

Tra le tante immagini italiane e d’oltreconfine, quelle di Piazza di Spagna, o più precisamente della bellissima scalinata di Trinità dei Monti, a Roma, hanno fatto il giro del globo, grazie alla trovata del futurista Graziano Cecchini, ormai noto alle cronache per le sue… opere dalla preponderante estremizzazione dell’impatto mediatico (molti di voi ricorderanno di certo lo spargimento di un colorante rosso nelle acque della Fontana di Trevi, qualche mese fa).
Al di là del forte impatto sull’immaginario collettivo e, di conseguenza, mediatico, la cascata delle 500mila palline colorate (atto a denuncia, secondo l’artista, della situazione drammatica dei rifiuti in Campania), l’episodio ha scatenato una sorta di “caccia al reperto artistico”: come pezzi di un mosaico, le palline colorate sono state infatti raccolte dai passanti e… messe in vendita come pezzi d’arte. Cercando infatti sul più diffuso portale per l’e-commerce, ebay, è possibile rilevare decine e decine di inserzioni che propongono le “bellissime palline colorate di Trinità dei Monti” a prezzi che oscillano dai 2-3 Euro a 10 Euro ed oltre. L’immagine che segue mostra le varie inserzioni al giorno 18 Gennaio (clicca sull’immagine per ingrandirla):

palline-spagna-inserzioni-bay.jpg

Visibili anche al seguente link (soltanto, naturalmente, per i giorni rimanenti al termine delle aste on-line):

http://search.ebay.it/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=piazza+spagna&category0=

Che questi particolari “pezzi” dell’opera siano autentici o meno non è dato saperlo; appare piuttosto lecito osservare quanto l’arte contemporanea spinga sempre più nella direzione del colpo di scena e dell’oggetto quotidiano come mezzo allegorico per deformare e riformare il reale… e quando l’Arte discende dai piedistalli dei Musei per affacciarsi alla strada e comunicare in maniera diretta e, talvolta, più efficace, allora non c’è più legge che freni la comunicazione… nemmeno quella del libero mercato.

(Grazie a Mahyo per la segnalazione)

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