Caserta tra Reggia e immondizia – 16

16 Gennaio 08

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Pubblico per intero il contenuto di una mail inviatami dal comitato “Unart Group” di Marcianise (CE), che propone il “Principio delle 4R” promosso da legambiente.

“Ridurre l’immondizia da raccogliere. Questo il primo passo per uscire dall’emergenza in Campania, a partire dal carrello della spesa. A fornire qualche consiglio utile è Legambiente, che lancia “il principio delle 4R”: riduzione alla fonte degli imballaggi, riuso, riciclaggio, recupero di energia. In un processo virtuoso l’immondizia diminuisce, si riducono alla fonte gli imballaggi e si riusano gli oggetti prima che diventino rifiuti (dal vuoto a rendere alla redistribuzione dei vestiti usati), poi si riciclano i materiali attraverso la raccolta differenziata. Solo alla fine arriva lo smaltimento: con il recupero energetico della frazione di rifiuti non altrimenti riciclabile e in discarica per i materiali che non possono avere altra destinazione.

Ecco le regole d’oro di Legambiente per una spesa più amica dell’ambiente, che pensa a diminuire l’immondizia in discarica:
LA LISTA DELLA SPESA: evitare acquisti inutili; scartare i prodotti con imballaggi eccessivi o difficilmente riciclabili, meglio prodotti dagli imballi meno voluminosi.
COSA PREFERIRE: sfuso è meglio, ad esempio acquistando frutta e verdura fresca sfusa.
I SACCHETTI: utilizzare sacchetti per la spesa in stoffa o in materiale biodegradabile, o se di plastica riutilizzarlo più e più volte per la spesa.
LE CONFEZIONI: scegliere ricariche e confezioni salvaspazio o formato famiglia, “no al monodose”; prediligere supermercati che vendono alla spina; no acqua minerale, sì acqua di rubinetto o dai dispenser.
PLASTICA: evitare l’uso di piatti e bicchieri in plastica, prediligere oggetti di lunga durata.
VETRO: prendere il vetro, più igienico, inerte e riutilizzabile
PRODOTTI BIO: scegliere prodotti biodegradabili, riciclabili o riciclati.
VUOTO A RENDERE: meglio il vuoto a rendere anziché vuoto a perdere.
A CASA E IN UFFICIO: usare sempre il fronte retro nelle fotocopie; evitare l’usa e getta, applicare l’usa e riusa; ridurre sempre i volumi quando si getta un rifiuto; bere acqua di rubinetto; in bar e mense scegliere bevande alla spina.”

L’emergenza resta ancora alta, nonostante i primi carichi di rifiuti siano in questi giorni in partenza dal sito di stoccaggio “temporaneo” Ex-Ucar, nell’area Saint-Gobain, in direzione Emilia Romagna. Molto interessante il reportage di Claudio Coluzzi del Mattino, che evidenzia come la zona di Viale carlo III (Il “Vialone”), Caserta, sia ormai una “Terra di Nessuno”, dove nottetempo, scoraggiando così persino “l’attività” di prostitute e viados, “i galoppatoi borbonici [i vialetti paralleli laterali al viale, n.d.r.] diventano luogo di scarichi abusivi“. Una situazione che nonsarebbe difficile da arginare, o almeno da tenere sotto controllo, anche perchè l’ampio viale, un tempo costeggiato da rigogliosi alberi e completamente esente da traffico urbano, rappresenta viceversa oggi la principale via d’accesso, per chi proviene da Napoli, alla città di Caserta; e che oggi accoglie turisti (e non solo) con cumuli informi di nettezza urbana che, come accennavo qualche riga fa, vengono di notte trasportati in queste aree da chissà quale altra area afflitta dal triste problema dei rifiuti non smaltiti. Cosa più importante rispetto al problema apparenza, il fatto che in queste zone sono presenti diversi terreni agricoli coltivati, abitazioni, attività commerciali, che vengono in tal modo ad essere soggette alle esalazioni ed alle infiltrazioni dei materiali provenienti dalla spazzatura in decomposizione.
Nel frattempo, critica resta la situazione della città di Aversa (CE) (di cui vi ho parlato qualche articolo fa), dove il sindaco della città Ciaramella lamenta un “privilegio”, per quanto riguarda lo smaltimento, nei confronti del capoluogo a sfavore della provincia aversana, afflitta da ben tremila tonnellate di rifiuti.

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2 thoughts on “Caserta tra Reggia e immondizia – 16

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