OLPC: La sfida continua

9 Gennaio 08

Qualche tempo fa (leggi qui il post), vi parlai di un’operazione del leader libico Gheddafi che, insieme a Nicholas Negroponte (responsabile del MIT), intendeva dotare (entro il 2008) più di un milione di studenti libici di computer portatili realizzati con una dotazione hardware e software che ne consentisse un basso prezzo (meno di 150 dollari).

Il progetto ha avuto alterne vicende nel corso di questi anni (vedendosi anche in alcuni casi “clonato”) a causa delle divergenze tra Negroponte e la Intel Corporation (quest’ultima in passato sponsorizzò e prese parte al progetto del MIT). Negroponte parla di “concorrenza sleale, da parte della Intel, al consorzio OLPC (One Laptop per Child, il progetto per la distribuzione dei pc low-cost) in svariate e ripetute occasioni, proprio mentre era parte e sponsor del progetto“, citando inoltre il caso dei rapporti col governo peruviano, che aveva ordinato, allo stesso Negroponte, 270.000 pezzi del notebook low-cost, e con il quale governo la Intel avrebbe stretto rapporti commerciali proponendo – come alternativa al pc “di Negroponte” – il suo Classmate, un pc dello stesso livello ma del tutto estraneo al progetto dell’organizzazione No profit di Negroponte.
Polemiche a parte, il problema nasce probabilmente in virtù dello scopo del tutto sociale (e soprattutto no-profit) dell’idea di Negroponte, buona idea che è finita quindi nel mirino della “speculazione” di una grossa corporation dell’hi-tech.

Fonte: repubblica.it

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