La “sbronza De Gennaro” – Parte 2

30 Gennaio 08



Come evidenziato qualche post fa, le misure del Commissario straordinario Gianni De Gennaro, la cosiddetta “sbronza De Gennaro”, sono state messe in opera, annunciate dall’incipit poco felice di un sito per l’alloggiamento delle ecoballe a Pianura, previsto dal Commissario, nel quale, perfettamente a norma di legge, operavano ben 12 fabbriche – e che la dice lunga sulla scarsa competenza dei commissari straordinari (e strapagati) per l’emergenza rifiuti.
Tali misure, come molti lettori sapranno, prevedono l’apertura di tre discariche (e 5 siti di stoccaggio). Viene lecito chiedersi, dato il precedente creatosi nel caso del capannone per le ecoballe su menzionato, se l’ex capo della Polizia di Stato De Gennaro si sia informato, effettivamente, sulle condizioni normative dei siti individuati (sono legali o no?), se si sia informato sui rischi potenziali di disastro ambientale che lo stoccaggio di tonnellate di rifiuti potrebbe recare alle zone prescelte, se De Gennaro, magari, abbia vagamente idea – al di là dei nomi dei siti – del dove l’opera di stoccaggio verrà realmente effettuata.

Fatto sta che i cittadini di queste zone, in questi giorni, stanno portando avanti una dura (e repressa) opposizione a tali misure, assieme a sindaci e comitati, per la legittima salvaguardia dei loro territori già (o non ancora) compromessi. Opposizione che spesso ha trovato (diversamente da quanto accadeva a Caserta nelle scorse settimane dove, ricordiamolo, la situazione si è tutt’altro che risolta) una altissima adesione in termini di partecipanti, e che documento attraverso le seguenti immagini amatoriali.
Nelle immagini che seguono, le proteste a Montesarchio, TrePonti:


Nelle immagini seguenti, le proteste ad Ariano Irpino, Difesa Grande:


Nel video seguente, le proteste a Villaricca, Cava Riconta:

La “sbronza De Gennaro” – Parte 1

25 Gennaio 08

Partono i primi effetti della “sbronza De Gennaro” in tema smaltimento (in emergenza) dei rifiuti. Le misure del “commissario (straordinario) Giraldi”, ricordiamo, prevedono per la Campania le seguenti azioni:

  • Riapertura di 3 discariche: Difesa Grande (ad Ariano Irpino), Cava Riconta (a Villaricca), Tre Ponti (a Montesarchio), oltre ad una quarta discarica (Parapoti, a Montecorvino Pugliano) che, con linguaggio militaresco, servirà come “riserva strategica” e quindi, per il momento, non sarà riaperta.
  • Riapertura di 5 siti di stoccaggio (oltre a quelli temporanei già allestiti, come quello Ex-Ucar – a Caserta – che dopo due giorni di brillante attività si è esaurito, favorendo lo smaltimento, nuovamente, nel “panettone tossico” Lo Uttaro): Marigliano, Ferrandella, Pianura, Casalduni, Acerra.

Tralasciando la risposta del signor Bassolino alle feroci – pacifiche – opposizioni dei cittadini allarmati per la loro salute (“Bisogna isolare chi si oppone”… dove isolarci, signor Bassolino, in un lazzaretto di manzoniana memoria???), l’attuazione della “sbronza De Gennaro” ha prodotto i primi effetti colllaterali della sbornia. A Pianura, infatti, all’arrivo dei tecnici incaricati di allestire il sito per il deposito delle ecoballe, il sito stesso ha riservato una sorpresa: al suo interno, regolate dai ritmi incalzanti delle 8 ore giornaliere, erano – e sono tuttora – presenti ben 12 aziende, con duecento dipendenti, perfettamente in regola (documenti alla mano, i tecnici di De gennaro hanno dovuto impacchettare “baracca e burattini” e tornare dal loro capo). Lecito a questo punto chiedersi: può un commissario straordinario (e strapagato) per l’EMERGENZA RIFIUTI (modo gentile di definire il DISASTRO AMBIENTALE, ECONOMICO E TERRITORIALE che TUTTI NOI stiamo subendo) inviare una squadra di tecnici senza neanche essere a conoscenza dell’occupazione effettiva della zona in cui intende mettere in atto i suoi strampalati provvedimenti? E’ questa l’essenza del modello americano tanto predicato dal signor De Gennaro?

Ed in silenzio se ne va…

23 Gennaio 08

Così come è nato, nello stesso silenzio chiude (abbondantemente in anticipo sui tempi di pensionamento) il portale Italia.it, diventato famoso alla community degli sviluppatori e non per gli abnormi – ed ingiustificabili – costi realizzativi (ben 45 milioni di euro!) stanziati dal Governo attraverso un bando, e per la mancanza totale di una qualsiasi pubblicizzazione del portale in Italia e nel resto del mondo. La chiusura, avvenuta a quanto pare per scarissimo numero di utenza (e quindi per inutilità), era già stata annunciata dal Ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli (lo stesso Rutelli si fece promotore dell’inaugurazione del portale qualche tempo fa) nel corso di quest’autunno.

Ciò che sorprende è il silenzio generale della stampa (sia in apertura che in chiusura del portale), che chiudendo gli occhi di fronte ad un vero e proprio “spreco legalizzato” di denaro pubblico finisce per coprire l’ennesima mossa sbagliata del Governo in ambito tecnologico: sostanzialmente 45 Milioni di Euro per un bigliettino da visita al mondo dell’Italia… poco più di una cartolina telematica.
Come sottolinea il blog “scandaloitaliano” in un suo interessante articolo (riportante le varie fasi che hanno portato alla decisione della chiusura), “Italia.it è solo tanto denaro pubblico, interessi di combriccole e un oceano di incompetenza”.

Fonte: http://vitadigitale.corriere.it/

Er commissario (per la) monnezza

19 Gennaio 08

Prendo a prestito il nomignolo di un’icona del cinema trash italiano, il Commissario Giraldi, per porre all’attenzione il problema dei commissariati straordinari per l’emergenza rifiuti. Da una recente sentenza della magistratura contabile italiana (contenuta nella relazione su “La gestione dell’emergenza rifiuti effettuata dai Commissari straordinari del Governo”), dei magistrati Antonio Mezzera e Renzo Liberati si evincono i dettagli della paradossale vicenda delle cinque regioni del centro sud, commissariate dal 1997 al 2005, nelle quali sono stati spesi ben 1,8 miliardi di Euro senza ottenere il benché minimo risultato.
Cito testualmente la sentenza, in particolare nella sezione “I capi d’accusa”:


La relazione evidenzia senza mezzi termini l’anomalia della figura del Commissario che molto spesso ha coinciso con quella del Presidente della Regione: «Singolare risulta il fatto che il commissariamento venga sollecitato quasi sempre dagli stessi organi regionali diminuiti nelle loro funzioni, che non temono la surrogazione, anche perché (…) la scelta del Commissario delegato si è andata sempre più incentrando, paradossalmente, sugli stessi sostituiti, e cioè i Presidenti delle Regioni,(…) con l’attribuzione di competenze straordinarie ad organi ordinari». Senza peraltro velocizzare i procedimenti amministrativi visto che l’assenza di confronto democratico con le realtà locali «ha prodotto una pletora di ricorsi amministrativi, costituzionali e, addirittura, a livello comunitario, che hanno pesantemente rallentato la soluzione dell’emergenza».
[…]

Entrando nel merito della gestione integrata, la Corte denuncia che «la riduzione della produzione dei rifiuti è stata spesso ignorata e comunque mai ritenuta come strategia prioritaria» e al tempo stesso ricorda che negli anni di commissariamento «il gap nella percentuale della raccolta differenziata con la media nazionale si è addirittura aggravato, e questo nonostante il profluvio di risorse dedicate allo sviluppo della stessa».
[…]
Per quanto riguarda gli impianti «ancora, in buona parte, non realizzati», la relazione rileva «l’assenza riscontrata spesso nei bandi dei criteri di dimensionamento (…), delle modalità di utilizzo del prodotto e dello smaltimento dei sovvalli» a dimostrazione di «una sostanziale abdicazione della gestione commissariale dalle sue prerogative di programmazione e coordinamento».
E poi contesta fortemente la libertà di scelta data dai Commissari agli operatori privati su «i siti dove ubicare i vari impianti e dove provvedere agli stoccaggi provvisori, la scelta se realizzare o meno i termovalorizzatori o di servirsi di impianti esistenti per l’incenerimento, ecc.- che non si è rivelata positiva, stante la delicatezza di tali determinazioni, per le loro implicazioni ambientali, sociali ed economiche, che dovrebbero essere assunte dalla pubblica autorità, al fine di una loro ponderata valutazione, ispirata esclusivamente ad interessi pubblici e non di parte».

Parole abbastanza grevi (potete leggere l’intera sentenza a questo link) su una questione che va oramai avanti da più di 14 anni e che sembra sempre più un paradosso che si consuma nell’Italietta dell’inconcludenza. Di seguito un riassunto delle spese procurate allo Stato e alle Regioni:

spese_commissari.png

Ebay, palline vendonsi…

19 Gennaio 08

Tante le immagini che in questi giorni sono balenate dinanzi agli occhi di tutti noi dalla cronaca: dalla ormai onnipresente spazzatura non smaltita delle nostre regioni alle indagini sulla moglie del guardasigilli Mastella, dalle tenerezze dell’orsetto di Norimberga alle presunte “censure” papali.

Tra le tante immagini italiane e d’oltreconfine, quelle di Piazza di Spagna, o più precisamente della bellissima scalinata di Trinità dei Monti, a Roma, hanno fatto il giro del globo, grazie alla trovata del futurista Graziano Cecchini, ormai noto alle cronache per le sue… opere dalla preponderante estremizzazione dell’impatto mediatico (molti di voi ricorderanno di certo lo spargimento di un colorante rosso nelle acque della Fontana di Trevi, qualche mese fa).
Al di là del forte impatto sull’immaginario collettivo e, di conseguenza, mediatico, la cascata delle 500mila palline colorate (atto a denuncia, secondo l’artista, della situazione drammatica dei rifiuti in Campania), l’episodio ha scatenato una sorta di “caccia al reperto artistico”: come pezzi di un mosaico, le palline colorate sono state infatti raccolte dai passanti e… messe in vendita come pezzi d’arte. Cercando infatti sul più diffuso portale per l’e-commerce, ebay, è possibile rilevare decine e decine di inserzioni che propongono le “bellissime palline colorate di Trinità dei Monti” a prezzi che oscillano dai 2-3 Euro a 10 Euro ed oltre. L’immagine che segue mostra le varie inserzioni al giorno 18 Gennaio (clicca sull’immagine per ingrandirla):

palline-spagna-inserzioni-bay.jpg

Visibili anche al seguente link (soltanto, naturalmente, per i giorni rimanenti al termine delle aste on-line):

http://search.ebay.it/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=piazza+spagna&category0=

Che questi particolari “pezzi” dell’opera siano autentici o meno non è dato saperlo; appare piuttosto lecito osservare quanto l’arte contemporanea spinga sempre più nella direzione del colpo di scena e dell’oggetto quotidiano come mezzo allegorico per deformare e riformare il reale… e quando l’Arte discende dai piedistalli dei Musei per affacciarsi alla strada e comunicare in maniera diretta e, talvolta, più efficace, allora non c’è più legge che freni la comunicazione… nemmeno quella del libero mercato.

(Grazie a Mahyo per la segnalazione)