Appello alla nazione…

I lettori più attenti ( … ) avrano notato che, negli ultimi tempi, questo blog sta soffrendo molto di carenza di aggiornamenti.
Fortunatamente non dipendente da un calo di idee o di spirito giornalistico, questo calo della pubblicazione di post dipende piuttosto da una grossa mole di impegni – che spesso si sovrappongono; in primo luogo sono riuscito (finalmente, aggiungerei!) a dare il via ala realizzazione del mio primo cortometraggio, che mi vede nelle molteplici vesti di soggettista/sceneggiatore, regista e (ahimè) in un piccolo ruolo di attore. Anche se, a distanza di due settimane dall’inizio delle riprese, ed a distanza di 6 mesi dalla scrittura del soggetto ( rivisto, comunque, nel corso del mese di Maggio corrente ), il cortometraggio non ha ancora un titolo (!), devo dire che l’esperienza mi sta coinvolgendo molto, rendendomi sempre più entusiasta ad ogni colpo di ciak… e questo soprattutto grazie al, seppur esiguo, validissimo gruppo di persone che mi accompagna in questa avventura, ovvero Gianluca, Federica, Claudio ed il funambolico Alessio, indispensabile factotum del set…
Oltre al cortometraggio, il mio impegno è rivolto all’organizzazione, insieme al mio amico Dario Salvelli, del RoyalCamp, secondo (ahinoi) barcamp del Sud Italia. Ciò che potrebbe sembrare una semplice organizzazione di un evento della portata di qualche centinaia di persone è in realtà un vero e proprio scontro con mille problemi di natura principalmente burocratica.
Infine, oltre ai mille, piccoli grandi impegni che riempiono le giornate, l’Università contribuisce a completare il quadro, spingendo sempre più, in direzione del povero studente, la “infernale” sessione estiva, fatta di ore di studio doppiamente faticose per il caldo che incombe e per la svogliatezza inevitabile…

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Acqua: i dieci comandamenti

9 Maggio. La bella stagione comincia ad avvicinarsi pigra, preannunciandosi torrida “come non accadeva più da qualche secolo a questa parte”. I centri commerciali, le catene aziendali specializzate, i mezzi di diffusione di massa cominciano a dare una risposta a queste sensazioni, attraverso nuove tipologie di condizionatori, nuove tipologie di deumidificatori, attraverso l’esaltazione delle comodità di un’amaca o del soave rumore del motore di un trattorino da giardinetto.

Ma l’onda che progressivamente porta uomini, donne e bambini (psicologicamente, più che fisicamente) verso la bella stagione finisce inesorabilmente per impattare col terreno duro del buon sentimento, forse per quel desiderio inespresso di ritagliare, sempre, un angolino di buon cuore, forse per il palesarsi di una nota malinconica nel flusso dei propri pensieri già in vacanza, o ancora forse, semplicemente, per pura e innata omologazione. Nel calderone dove trito e ritrito finiscono per essere ripescati – a caso – negli anni, gli argomenti e le “notizie d’effetto” non mancano di certo; ma, come i lumi tutelari di una qualsivoglia Suor Germana o un qualsivoglia Vissani insegnano, tali argomentazioni finiscono, col tempo, a stagnare nello stesso brodo in cui sono state portate a cottura.

Ecco perciò che lo scoop finisce per essere di difficile reperibilità; e visto che i politici latitano di buoni argomenti e su assassinii e malefatte è stato imposto da qualche tempo il monopolio, si va a cercare altrove l’argomento/tormentone dell’estate. Così facendo, però, si rischia assurdamente di valicare il confine che dalla facezia di un pomeriggio pre-estivo porta al ben più ostico terreno delle questioni sociali più complesse e preoccupanti: guerre, petrolio, Politica (non politica) gli argomenti più gettonati, fra i quali, non da molto, si è avuta una new entry: l’oro (di colore blu) del nuovo millennio… l’acqua.

In Italia, in particolare (ma purtroppo la questione tralascia sciocche questioni nazionaliste), la siccità imperversa, in alcune zone l’acqua viene razionata, i livelli dei fiumi e dei laghi raggiungono ormai ogni anno livelli sempre inferiori. La questione diviene infinitamente più catastrofica se si scende di latitudine verso l’equatore, dove ci si accorge che interi villaggi sono privi di acqua, che migliaia e migliaia di persone periscono ogni giorno per la mancanza di acqua potabile, che l’agricoltura è pressochè impossibile da mettere in atto, che per intere popolazioni è più facile procurare, piuttosto che acqua, Coca Cola…

Ma in Italia, dicevamo, anche l’acqua fa notizia. Di conseguenza, TG, rubriche, trasmissioni tematiche, pubblicità progresso suggeriscono un utile decalogo per affrontare, piuttosto democraticamente, il problema. Riporto di seguito quello dell’Amref:

http://www.amref.it/Locator.cfm?SectionID=636

La notizia parte, si diffonde e finisce per attecchire nelle menti più borghesemente coscienziose, che prendono tale decalogo a mo’ di Tavole della Legge dei tempi di Mosè per la regolamentazione dei propri sprechi idrici.

Pochi di costoro sanno, però, che attorno all’acqua ruota già da qualche anno una crescente spirale di interessi economici: la scintilla scoccò durante il 2° Forum mondiale sull’acqua, tenutosi all’Aja nel Marzo del 2000. Il Forum affrontò il problema delle risorse idriche, trovando una soluzione “globale”. La soluzione fu quella di farle cambiare status: da diritto umano (svincolato dalle leggi di mercato) diventò un bisogno umano, e come tale regolato quindi dalle leggi della domanda e dell’offerta.

A partire da questa scintilla, pochi di costoro sanno, poi, che in alcuni casi il Fondo Monetario internazionale e la Banca Mondiale hanno subordinato la concessione di prestiti a paesi poveri in cambio della gestione dei servizi idrici a società private estere. E’ solo una delle tante sfaccettature di quello che può solo definirsi un precoce sciacallaggio: i giganti che si contendono la privatizzazione del nascente mercato dell’acqua sono tanti: tra gli altri, le aziende francesi Vivendi e Ondeo, ex Suez-Lyonnais des Eux, la tedesca RWE, i colossi Nestlé e Danone, l’americana Coca Cola, l’italianissima ACEA.

Oltre all’effetto serra, costoro non sanno, altresì, che la seconda causa fondamentale del problema idrico che investe il pianeta è il fortissimo inquinamento “da terra”: ad esempio, i fiumi Yangtze e Mekong, in Cina e nel Sud-Est asiatico, sono minacciati da un inquinamento feroce, dall’iper-sfruttamento e dalla pesca eccessiva. Lo Yangtze rappresenta il 40% delle risorse idriche della Cina e da esso dipendono più del 70% della produzione nazionale di riso, il 50% di quella di grano e più del 70% delle risorse ittiche: in una cifra, questo bacino rappresenta il 40% del PIL cinese. Negli ultimi 50 anni, i livelli di inquinamento sono cresciuti del 73%, tra acque reflue e scarichi industriali. Il Mekong – il più grande bacino fluviale del Sud-Est asiatico – è tra i più intatti e quindi tra i più pescosi, con un valore commerciale dei prodotti ittici pari a più di 1,7 miliardi di dollari, ma la pesca eccessiva e le pratiche illegali rischiano di privare 55 milioni di abitanti della loro principale fonte di sostentamento (l’80% delle proteine animali viene dal Mekong).

Ma torniamo all’Italia. Sarà indifferente forse, per i seguaci dei decaloghi, sapere che in Italia, specie al Sud, le condotte della rete di distribuzione idrica perdono una media del 40% del totale dell’erogazione. Già, in media. Perchè se la situazione la si osserva focalizzandosi sulle città, si scopre che le condutture delle città di Cosenza, Latina, Campobasso, Pescara, Vibo Valentia, Rieti, Bari, Siracusa, Nuoro, Agrigento, Sassari e Belluno perdono, nel corso del loro tragitto, più del 50% dell’acqua; ovvero la metà del prezioso oro blu italiano, in queste città, si vaporizza nella distribuzione.

Una politica di interventi a tappeto sul territorio, mirata da un lato a ridurre gli sprechi agricoli ed industriali (quelli si, davvero massici!) e dall’altro ad operare una totale sostituzione o, laddove possibile, ristrutturazione degli impianti ormai invecchiati, potrebbe essere davvero una soluzione. Ma l’Italia, si sa, è un paese religioso e un pò ortodosso, e la fedeltà ai decaloghi sembra sempre e comunque la via più facile…

Fonti: http://www.disinformazione.it, http://www.ecplanet.com, http://www.ifatti.com

Volta, il nuovo disco di Bjork

E’ prevista per il 7 Maggio l’uscita ufficiale di “Volta”, il nuovo album di Bjork; l’album arriva a quasi 3 anni dall’uscita di Medulla, album in cui l’artista trasportò tutta la sua verve sperimentalista verso suoni acustici e onomatopeici.

“Volta” è anticipato da un singolo, “Earth Intruders”, nato da un viaggio della eclettica cantante islandese nei territori devastati dallo tsunami. “Ho passato alcuni giorni nella provincia di Aceh e in alcuni villaggi spazzati via dalle onde”, ha dichiarato l’artista.
“In una città sono sparite nello stesso momento più di 180.000 persone, e ancora oggi si sente l’odore di morte e le ossa continuano a emergere dal terreno”. Il brano vibra di forza caotica, e parla di un sogno nel quale uno tsunami, formato da milioni di poveri del pianeta, è in rotta di collisione verso la Casa Bianca.

Il video di “Earth Intruders” è visibile du YouTube: