19 Marzo… 13 anni…

19 Marzo. San Giuseppe. Festa del papà.  Ogni Giuseppe festeggia, offrendo caffè, zeppole, dolci, pranzi. Ogni papà festeggia, contornato dai baci dei suoi bambini. C’è stato un Giuseppe che non ha mai avuto moglie o figli. Un Giuseppe che avrebbe pagato a grosso prezzo un proprio festeggiamento, una propria vittoria. Un Giuseppe che HA pagato a grosso prezzo, la sua stessa vita. Un prete della Chiesa. Della Chiesa vera. Quella a contatto con la sofferenza, con la morte, e con la libertà di essere. Un uomo che disse basta!, nel Giugno del 1982, con un documento dal titolo ispirato al profeta Isaia: Per amore del mio popolo non tacerò.

Parlo di Don Giuseppe Diana, parroco di Casal di Principe, nel napoletano, ammazzato dalla camorra il 19 marzo 1994, nella sacrestia della chiesa, mentre si stava preparando a celebrare la Messa, proprio nel giorno del suo onomastico. 4 proiettili. Bagnati dello stesso sangue che ricoprì il pavimento della chiesa. Il sangue di un uomo che urlava contro la camorra, un urlo che spesso di perdeva (e si perde) tra i mille dedali di una città dai mille volti.

(…) Mi rivolgo a te, terra bagnata dal sangue di non pochi tuoi figli ed ora, da ultimo – e che sia veramente l’ultimo – da un tuo figlio che é prete e prete in mezzo a te. Un tempo questo lembo di terra era detto “Campania felice”, oggi vede le nostre lacrime. Eppure in te ci sono energie positive, volontà generose; i tuoi giovani coltivano sogni di pace; gli occhi dei tuoi bambini guardano con incanto al futuro; la tua gente é capace di impegno e di tenacia. E allora? Terra di Casale e intero Agro aversano, bandisci le armi! Gettale via. Non ce ne siano più nelle tue case, nelle tue mani, nei tuoi pensieri. “Forgeranno le loro spade in vomeri; le loro lance in falci”, cantava Isaia. Riscopriamo tutti insieme il fascino della legalità, della giustizia, dell’umanità, nella civile convivenza. Intorno a questi valori rifacciamo il tessuto delle nostre comunità. Ciascuno dia il suo contributo, come oggi ciascuno ha esposto il suo bianco lenzuolo: le istituzioni dello Stato, le forze sociali, le agenzie educative. Ad una realtà complessa e frammentata non bastano risposte semplicistiche e occasionali. Occorre progettualità che investa la dimensione produttiva e occupazionale, gli aspetti amministrativi e gestionali, gli spazi della educazione e il ruolo della famiglia. Nessuno può riuscire da solo: ciascuno da solo potrà al più sopravvivere, non vivere e tanto meno costruire il futuro. E’ in questo senso che cogliamo con gratitudine e speranza la solidarietà espressaci in questa drammatica vicenda del Capo dello Stato e da tutte le altre massime autorità della Repubblica. Con noi sente e invoca questa solidarietà tutto il Paese e l’amministrazione comunale, che come noi piange questa tragedia e ha proclamato due giorni di lutto cittadino. E nel parlare di Casale la parola va alla mamma e al papà, ai familiari di don Peppino, così crudamente colpiti. Ai suoi parrocchiani, alle suore carmelitane, ai giovani, agli scouts, agli immigrati presenti, ai malati. Conservare la sua memoria é continuare ad operare il bene. Quanti avete ricevuto da lui, ora in suo nome donate. E il cammino continuerà….

[Dal discorso tenuto da mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Aversa, durante i funerali di Don Peppino Diana]

Nella foto, la locandina del Progetto “Casa Don Diana”: i beni confiscati alla camorra vengono ristrutturati ed adibiti a centri di accoglienza per i giovani senza futuro.

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5 thoughts on “19 Marzo… 13 anni…

  1. sono rimasto impressionata, non conoscevo questa fatto e non ne ho sentito parlare mai in questo giorno, d’altronde probabilmente è considerato un altro omicidio di camorra, come tanti altri, è invece è importante far capire alla gente che c’è gente che muore per la lotta alla “gomorra” (grande R. Saviani).
    grandissimo seby come sempre

  2. Grazie mille, Ale.
    Non voglio anticiparti nulla del libro di Roberto Saviano, ma anche lui cita don Peppino Diana nel suo romanzo-inchiesta.
    Non è da “Gomorra”, comunque, che ho preso spunto per il mio articolo, ma dalla lettura di alcuni siti e di alcuni blog in giro per la rete, come ad esempio (l’unica fonte che, ahimè, ricordo :P) il sito web lospettro.it.

    Rendiamo omaggio alla memoria di Don Peppino Diana, a sostegno di tutti i “sacerdoti finti”, come li definisce sarcasticamente Beppe Grillo, che lottano contro le mafie e le indifferenze.

  3. sono d’accordo la forza della malavita è proprio il silenzio.
    mai credere che se si è detto molto si è detto abbastanza
    grazie

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