Tempo di indignarsi – parte 7

A Shenzhen, nel sud della Cina, un centinaio di prostitute hanno subito un vero e proprio processo di piazza. Sono infatti state esposte al pubblico, per strada, imbavagliate, in manette e casacca gialla; insieme a loro alcuni loro clienti, vestiti allo stesso modo.

Se da un lato il capo della polizia della città, che ha ordinato questo “singolare” trattamento, è stato posto sotto inchiesta dal Ministero provinciale per la pubblica sicurezza, dal web sono invece affiorati, attraverso accesi dibattiti sui vari forum, inneggiamenti a questa vergognosa pratica verificatasi, vista a quanto pare come un’idea da non scartare, ma anzi da esportare in altri stati.

L’assurdo nell’assurdo è il fatto che proprio nella città di Shenzhen esiste una tra le fabbriche di produzione di articoli per adulti più conosciuta al mondo, la Shaki, produttrice dei più svariati articoli per le pratiche sessuali, dei quali, ancora più assurdamente, la Cina è uno dei maggiori esportatori.

Una vergognosa gogna retaggio di un Medioevo che non vuole ancora cessare…

Notizia ispirata da XL di Repubblica

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