Teardrop, Massive Attack, in 3 versioni…

Ritorno a scrivere su questo blog dopo questa piccola pausa natalizia; i miei migliori auspici per un nuovo anno degno di questo nome.

Ecco a voi una chicca dedicata agli appassionati, come me, della musica britannica, in particolare dei Massive Attack (ma non solo). I due video che seguono accompagnano una delle canzoni più belle, introspettive, oscure e al contempo piene di luce che siano mai stati scritte. Uno di quei brani che entrano nel gotha personale, musicale, e non ne escono facilmente. Sto parlando di “Teardrop”, brano di punta (punta di un iceberg, naturalmente) della corrente Trip Hop britannica. Il primo è proprio il videoclip del brano (sarebbe sprecato definirlo eccezionale, nonostante qualche pecca grafica dell’epoca – parliamo del 1998). Il video vinse il premio nella categoria “Best Videos Of the Year”, agli MTV Awards del 1998. Il secondo ne è una bellissima versione live:

Massive Attack – Teardrop (videoclip):

Massive Attack – Teardrop (versione live):

Quella che segue è invece una esecuzione particolare del brano, fatta in maniera amatoriale, ma molto ben eseguita, da una ragazza, che si fa chiamare ReoRae.

Ecco il filmato:

Altri post sui Massive Attack su questo blog: Collected, il Greatest Hits dei Massive AttackMassive Attack: il nuovo brano “Live with me”, Massive Attack – Weather Underground

Buone feste…

In corrispondenza delle festività natalizie, i migliori auguri a tutti i miei lettori. Questo blog si prende una piccola pausa, riprendendo la sua normale “attività” con il nuovo anno 2007… a proposito, in questi giorni il blog compie un anno, iniziò la sua attività negli ultimi giorni del 2005.

Al prossimo anno ;),

Sebastian

Wish you were here…

Una dedica speciale…

So, so you think you can tell Heaven from Hell,
blue skies from pain.
Can you tell a green field from a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?
And did they get you to trade your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange a walk on part in the war for a lead role in a cage?
How I wish, how I wish you were here.
We’re just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year,
Running over the same old ground.
What have we found? The same old fears.
Wish you were here.

parole accavallate … per te …

 

Caserta tra Reggia ed immondizia – 5

A distanza di quasi 2 mesi dal primo articolo sui rifiuti a Caserta, la situazione non sembra essersi sbloccata. Oggi stesso, in treno, al ritorno dall’Università, dal finestrino ho scorto cumuli di qualche centinaio di metri di lunghezza nella città di Marcianise, che sembra essere la più colpita dal fenomeno del mancato smaltimento e contemporaneamente la più muta in quanto a proteste.

Vi propongo attraverso delle foto la situazione nella cittadina di Casagiove, a 2 passi da Caserta, nella zona confinante col muro di cinta del giardino della Reggia di Caserta, uno dei monumenti più belli del mondo.

Le foto seguenti si riferiscono alla zona residenziale della parte nuova di Casagiove. Si pensi che da questa zona è possibile ascoltare il rumore delle onde dei laghetti presenti nel giardino della Reggia (al solito, cliccate sulle immagini per ingrandirle):

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come potete vedere, in alcune foto sono presenti anche divani, abbandonati a quanto pare da diversi giorni. Le foto immortalano inoltre diverse strade, e sono poche semplicemente perchè ho omesso tante altre immagini non diverse da queste, scattate in differenti strade.

Dimenticavo: tra qualche giorno avranno inizio le festività natalizie, e il quantitativo di rifiuti non è certo destinato a diminuire… Auguri.

L’Enel finanzia gli inceneritori spacciandoli per fonti rinnovabili

Sono un grande estimatore dell’attore Giancarlo Giannini, perciò ho molto apprezzato, tra le tante, l’interpretazione dello spot 2006 dell’Enel, una sorta di cortometraggio/favola di circa 3 minuti, che di certo chi segue la tv avrà avuto modo di vedere. Il filmato è il seguente:

Ciononostante, sono rimasto basito quando ho scoperto che questo bellissimo spot, forse, potesse essere nato per nascondere l’interesse verso una vicenda salita alla ribalta grazie a Beppe Grillo e ai suoi vari meetup. Mi riferisco in particolare ai sovvenzionamenti alla realizzazione di inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti. Tale sovvenzionamento è reso implicito da una voce presente su tutte le bollette ENEL;

prendete una qualsiasi bolletta, consultatela e troverete molto facilmente, sulla parte inferiore di una delle pagine, alcune componenti aggiuntive al totale della bolletta. Tra le varie componenti, osservate la A3: questa componente corrisponde, come potete vedere, alla voce “costruzione impianti fonti rinnovabili”, e nel mio caso è di circa 3 Euro. A cosa pensate quando si parla di fonti rinnovabili? Energia eolica (vento), energia solare (sole), ecc. Questi soldi vengono invece destinati alla costruzione di INCENERITORI!!!

Così, sotto mentite spoglie, ognuna delle nostre famiglie sta contribuendo a questa vera e propria distorsione di intenti, una truffa bella e buona, alla quale bisogna dare voce, anzi urla. Diversi autorevoli studi hanno infatti dimostrato che l’uso di inceneritori, se costruiti e messi in opera non rispettando i criteri ambientali e di sicurezza, porta come principale effetto danni alla salute, piuttosto che una reale ed efficace soluzione ai problemi di smaltimento rifiuti. Ne parlai tempo fa in un mio post, sempre su questo blog, nel quale riportavo anche proposte alternative all’uso degli inceneritori. Invito chiunque a diffondere la notizia e a firmare le varie petizioni che si trovano facilmente on-line, di cui comunque vi darò a breve un elenco.

Ricordate: il grande Giannini recita, proprio all’inizio dello spot, <<a volte è un’illusione, un gioco della luce…>>… e sembra che descriva abbastanza bene le manovre dell’azienda che contribuisce a pubblicizzare.

Scaricare i video da YouTube

Piccola parentesi prettamente informatica con questo post.
I miei post contengono sempre più spesso filmati multimediali, in genere linkati da YouTube. Se desiderate scaricarli, prelevate l’indirizzo relativo al filmato e procedete come segue.

  • Video da YouTube:

Potete scaricare i video e successivamente convertirli in un più comodo formato mpeg oppure avi. Ciò è molto semplice. Per scaricare i video dovete dotare il vostro browser (Mozilla Firefox o SeaMonkey, niente Internet Explorer, per favore ;)) di un piccolo Add-on chiamato Video Downloader, scaricabile, nel caso di browser Mozilla Firefox, al seguente link:

https://addons.mozilla.org/firefox/2390/

Un’alternativa all’uso dell’Add-on Video Downloader può essere l’uso di un’estensione chiamata GreaseMonkey, scaricabile dal sito

http://greasemonkey.mozdev.org/

(vi trovate anche tutte le informazioni necessarie per l’istallazione). In quest’ultimo caso, dopo aver effettuato l’istallazione, nella pagina di YouTube corrispondente all’indirizzo del filmato, vedrete apparire in alto un piccolo frame di colore rosso recante la scritta “Save as to download Flash Video”, come nell’immagine seguente:

immagine5.JPG Clicca sull’immagine per ingrandirla

Cliccando col tasto destro sulla scritta, apparirà la classica schermata di salvataggio Windows, dove dovrete aggiungere, al nome che sceglierete per il file che state scaricando, l’estensione flv, come nell’immagine che segue:

immagine6.JPG Clicca sull’immagine per ingrandirla

Che si usi Video Downloader o l’alternativa dell’estensione GreaseMonkey, una volta scaricato, potete convertire il file (che ritroverete sul vostro disco in formato .flv) nei formati desiderati (.avi o .mpeg) tramite il software Riva FLV Encoder. Vi rimando all’articolo sul blog del mio amico Dario per questo. In alternativa potete usare per la visione il player FLV Player, scaricabile all’indirizzo

http://www.download.com/FLV-Player/3000-2139_4-10467081.html

Buona visione.

La questione Macrico a Caserta

MA.C.RI.CO. sta per MAgazzino Centrale RIcambi mezzi COrazzati.

Nella città di Caserta, Macrico è anche sinonimo, o forse emblema, di una possibile risposta all’ondata di cemento che sommerge e invade a macchia d’olio la periferia cittadina (i confini tra le provincie sono ormai sempre più sbianditi dall’espansione, a discapito di una politica di “riutilizzo”). Per capire l’entità della cementificazione e del continuo vilipendio ai monti circostanti Caserta, il sito terra-nostra-caserta.it propone una raccolta di articoli di testate giornalistiche che affrontano il tema (vedi qui gli articoli). Una risposta al malcontento cittadino tanto più forte in quanto quest’area, ex militare e dismessa da qualche tempo dal Ministero della Difesa, è:

  1. formalmente proprietà dell’ Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero (un’ex area militare è un possedimento di un istituto diocesano? uhm…). D’accordo che tali istituti si occupano di erogare “le risorse necessarie e le remunerazioni ai Sacerdoti che svolgono servizio in favore della Diocesi”, però…

  2. potenzialmente un concreto e vasto punto di aggregazione, svago, intrattenimento cittadino, all’interno del quale poter trascorrere il proprio tempo libero, organizzare manifestazioni artistiche e non, ed in generale riscoprire il rapporto con una zona verde in una città tra le più alte per densità di inquinamento atmosferico, e soprattutto in una città dove le strutture pubbliche ed i servizi sociali sono carenti o completamente assenti (per fare un esempio di assenza di servizi, da studente universitario ho avuto fin troppo modo di constatare la vera e propria povertà di testi in cui versa la biblioteca comunale di Caserta – sulla quale proporrò presto, su questo blog, un’inchiesta).

  3. effettivamente lasciata all’abbandono ed al degrado!

Dalla seguente immagine, acquisita tramite il sistema Google Earth, si nota che il Macrico (area cerchiata di rosso) copre una superficie pari a quasi 30 campi di calcio regolamentari (lo stadio “Pinto” di Caserta è evidenziato in viola):

macrico.jpg

Clicca sull’immagine per ingrandirla

E’ molto importante poi ricordare che il Decreto di approvazione del vigente P.R.G. di Caserta prevede che tutte le zone militari dismesse debbano essere Continua a leggere