Una sola generazione…

 

 

E’ propria di tutti, è presente inevitabilmente in una certa dose, o proporzione, la volontà o la inevitabilità di aggregarsi ad un principio, ad una ideologia (che poi tanto più ideologia finisce per non essere…), ad un tam tam. Il tam tam inteso come un tamburo battente che riecheggia alle menti e ai cuori di tutti noi donandoci l’ennesima spinta, rivoluzione, o moda di turno.

Quando dalla canna di una pistola aleggia fumo verso il cielo azzurro, allora scoppia un frenetico tamburellare; quando le pistole sono nelle tasche interne delle giacche, magari dalla sagoma comunque delineabile, il tam tam è debole, troppo debole e non amplificabile perché smuova le coscienze. Beh, ora le canne delle pistole fumano, il sangue intinge le strade, che ogni giorno percorriamo, del suo sapore amaro… e quindi il tam tam risuona nell’aria. Politici, giornalisti, opinionisti, uomini di cultura, cyber-giornalisti riaffiorano dal letargo fatto di novità tecnologiche, gossip e risultati sportivi, esprimendo ad infinitum la propria ponderata, raffinata, comprovata opinione sul caso. Il tam tam continua a risuonare. Ma poi si spegne. Chi ha parlato si ritira come un’ombra dalla luce (o come la luce da un’ombra), e resta una piccola rimembranza di sgomento soffocata dal ‘poco tempo per occuparsi di quelle cose’. Ma c’è qualcuno che non si ferma: tra quegli alti palazzi, negli uffici, tra i mille volti delle strade e quelle giacche che tutti ci sfiorano risiede la mente di una precarietà che ci inquina tutti, che non tronca il suo flusso di parole, di atti, di impunità. E questo stesso flusso non dovrebbe trovare interruzioni nel suo antagonismo, quello reale, indiscusso, che scinde l’essenza stessa della libertà e della democrazia da quella fittizia via di fuga che si concretizza proprio, purtroppo, nel mutismo e nell’omertà.

La cattiva nuova è che questo risiede nel pensiero, vi è da seppur poche generazioni malamente radicato; ma basterebbe una sola generazione. Una generazione non immaginaria, non utopica; piuttosto una generazione di massa, come quelle masse che hanno saputo ridar vita a paesi e popoli e soprattutto ridar vita alla dignità di un luogo trasbordante di mille culture eterogenee, che tra loro fuse non possono dare origine al più spregevole dei fenomeni, qual è
la Camorra. Una generazione che non si avvalga di demagogia, e soprattutto che non combatta, se non attraverso le vie della legalità e di uno Stato Puro e Presente, il nemico sullo stesso piano.

Basta una sola generazione.

 

[Gringoire]

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