Caserta tra Reggia ed immondizia – 3

Sono finalmente in grado di mostrarvi alcune delle immagini che ho scattato in alcuni comuni dell’alto casertano, letteralmente invasi dai cumuli di immondizia. Si dice, con un malcelato sollievo, che le operazioni di rimozione dei rifiuti si stiano ora operando secondo una politica ‘a rotazione’… come a dire: “mal comune, mezzo gaudio”… lascio ai lettori il commento su questa “politica”…

Le foto si riferiscono, in particolare, a 3 comuni, di cui uno rinomato per lo storico incontro tra Vittorio Emanuele II di Savoia e Garibaldi: Teano. La foto seguente mostra un piccolo saggio di quello che si può incontrare in una delle piazze del paese dello storico incontro.

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Gli altri due comuni sono Tuoro e Casafredda, due piccoli paesi che si succedono sul percorso stradale che da Teano conduce a Roccamonfina, località turistica a circa 40 km da Caserta. I due comuni, estremamente ridotti (le popolazioni di entrambi i paesini sono si qualche centinaio di abitanti), sono praticamente invasi dai rifiuti. Le immagini che seguono si riferiscono a Tuoro:

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mentre le immagini seguenti illustrano la situazione in cui versa la piccola cittadina di Casafredda (notate un’automobile abbandonata da tempo che affianca, dall’altro lato della carreggiata, i cumuli di immondizia, quasi ad “arricchire l’abbondanza”…):

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come si nota la situazione è davvero disastrosa, in netto contrasto con la città di Caserta semi depurata dai cumuli maleodoranti di rifiuti.

Nel frattempo il Natale si avvicina, e da questo blog parte un appello/proposta, rivolto a tutti quelli che si sentono coinvolti da questo esecrabile stato di cose: la proposta è quella di addobbare gli alberi dello strettissimo centro cittadino di almeno un sacchetto di immondizia (niente paura per le povere piante: probabilmente soffrono questa situazione quanto noi…), per rendere i bambini felici… ma soprattutto coscienti (malinconica ironia a parte)…

Sergio Cammariere, ‘Il pane, il vino e la visione’

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Dopo circa 2 anni dall’uscita dell’album “Sul sentiero”, ritorna un grande, raffinato pianista/cantautore italiano: Sergio Cammariere. Il suo nuovo album, in uscita in questi giorni, si intitola “Il pane, il vino e la visione”, e si preannuncia, già dalla scelta del titolo, come l’ideale continuazione di quella maturità sonora ed artistica sviluppatasi nel passaggio da “Dalla pace del mare lontano” (album post partecipazione a Sanremo, che riprendeva alcuni brani di “I ricordi e le persone”, uno dei primi alcum incisi da Cammariere insieme a R. Kunstler e alla “Stress Band”) ad, appunto, “Il sentiero”. Il nuovo lavoro del cantautore, anticipato dal singolo “Non mi lasciare qui”, è stato pensato e concepito a 4 mani dall’artista con la collaborazione, come sempre, di Roberto Kunstler. Per le registrazioni, l’album è stato invece realizzato avvalendosi della sua band arricchita anche da nuovi elementi: Roberto Gatto (batteria), Luca Bulgarelli (contrabbasso), Bebo Ferra (chitarre), Simone Haggiag (percussioni) e l’Orchestra d’Archi diretta dal Maestro Paolo Silvestri.

www.sergiocammariere.com

Ségolène Royal

Di tanto in tanto sembra si spenga, sembra diminuire il suo spirito totalmente anticonformista, ma il padre diuna buona fetta dei bloggers che curano aspetti scomodi e indiscussi della società in cui viviamo, Beppe Grillo, riesce sempre a sorprendermi. Riporto liberamente ed integralmente un suo bellissimo articolo, del giorno 17 Novembre 2006:


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Qualcosa sta cambiando.
Se una donna nata a Dakar in Senegal. Madre di quattro figli senza essere sposata. Che convive da venticinque anni. Una donna che dichiara che gli insegnanti francesi devono lavorare a tempo pieno e non solo diciassette ore. Con scandalo dei sindacati e delle sinistre francesi. Che ha introdotto gratuitamente la pillola del giorno dopo in tutti i licei. Che ha previsto il congedo di paternità per la nascita dei figli. Che è definita populista, antiparlamentare sommaria, guardia rossa di Mao. Ma anche Zapatera francesa.
Se una bella signora di 53 anni che propone giurie popolari estratte a sorte che a scadenze fisse giudichino l’operato dei politici. Che vuole ridurre a due i mandati per ogni politico o funzionario pubblico. Che chiede di eliminare l’uso dell’amnistia per i politici. Che pensa che le rivolte nelle banlieue parigine nascano anche dalla corruzione dei politici.
Se un’elegante socialista francese che crede al rinnovamento dello Stato dal basso. Dalle realtà e dai movimenti locali. Che pensa ai cittadini in termini di intelligenza collettiva. Che parla con le persone nel suo blog. Che se ne infischia dell’apparato.
Se una donna così vince le primarie socialiste per la corsa alla presidenza francese qualcosa sta cambiando.
Poi guardo Prodi, Bertinotti, Berlusconi. Settantenni d’oro. E Fini, Casini e D’Alema, cinquantenni di piombo. E mi riprende lo sconforto.
Liberalizziamo la politica europea. Libera circolazione di deputati. Proponiamo uno scambio tre per uno ai francesi: Bindi, Turco e Santanchè per Ségolène Royal. E un conguaglio di un paio di miliardi di euro a carico degli italiani. Pagherebbero tutti, volentieri e subito.


Caserta tra Reggia e immondizia – 2

L’emergenza rifiuti sembra essere stata in parte arginata. Lo scandalo dei cumuli di immondizia, come ogni anno, scompare proporzionalmente alla prima operazione di rimozione dei rifiuti. Come per la camorra, che “c’è ma non si vede”, il problema della nettezza urbana continua a persistere. In particolare mi sono accorto che basta uscire di qualche centinaio di metri dai confini della città di Caserta, per ritrovare lo scempio che imperava nelle vie del centro sino a qualche settimana fa. In alcune zone di Marcianise, per esempio, alcune aiuole spartitraffico, qualche giorno fa, erano letteralmente invase dai maleodoranti cumuli di rifiuti, creando così una sorta di “collinetta” multicolori, che inibiva metà del passaggio anche sulla strada stessa. Altri esempi li ho rilevati in alcuni piccoli paesi dell’alto casertano, in particolare nella zona di Roccamonfina, dove i cassonetti risultavano invisibili, trasbordanti di nettezza urbana com’erano. Altri ancora nei comuni di Aversa, Santa Maria Capua Vetere, San Prisco, Casagiove, e non credo che il fenomeno si limiti a questi comuni.

Di questi esempi rammarico, oltre la gravità delle situazioni, la mancanza di testimonianze visive (foto o video). Il problema è tutt’altro che risolto, e il tam tam, come la solita moda “striscialanotiziana”, si è già dissolto. Questo blog cerca di tenerlo vivo. Chissà che non continui a riecheggiare, fino a quando qualcosa di non virtuale venga messo in atto…

Sesso inosservato

Siamo nel paese dei santi, dei poeti, dei navigatori e degli impuniti, e di quest’ultima categoria “noi” ci stupiamo ogni giorno di più (salvo la stragrande maggioranza, per la quale <<è normale… è l’Italia.

Accolgo la riflessione fatta da una persona che oserei definire “collega d’opinioni”, Clemente, per analizzare un fenomeno di cronaca che ci ha lasciati alquanto basiti, se non altro per la carenza di gravità con la quale è stato trattato (e quindi parlerei di impunità d’opinione…). Mi riferisco all’episodio che ha visto coinvolta una maestra 33enne e 5 giovani alunni 13enni. L’insegnante è stata trovata nell’aula di sostegno completamente denudata, in compagnia dei cinque tredicenni, tre dei quali con i pantaloni abbassati. La donna è stata denunciata ai carabinieri da una collega e subito sospesa dal Provveditorato.

Non voglio peccare di moralismo o puritanesimo, ne fare del maschilismo, ma consultando la rete ho notato il grado di leggerezza, di ironia, spesso di volgarità con cui la notizia stessa è stata accolta… Mi sono chiesto perciò cosa sarebbe successo se la sistuazione, dal punto di vista dei sessi, fosse invertita; se, cioè, un giovane insegnante 33enne fosse stato beccato in compagnia di 5 ragazzine, per giunta svestite. Il caso non sarebbe stato accolto così ironicamente: oltre alla denuncia sarebbero fioccate proteste, insulti, forse anche percosse al colpevole, tali da far degenerare l’accaduto in qualcosa di molto più grave, come effettivamente è, di una specie di bonaria “ammucchiata”.

[da una discussione con ‘l’opinionista’ Clemente ;)]

La strada dei fiori di Miral – R. Jebreal

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<<…Ogni tanto anche lei andava in spiaggia, ma preferiva un altro punto rispetto a quello della sorella e delle amiche. Osservava le altre ragazze della sua età, e le vedeva scherzare serene fra loro. Quelle ragazze, pensava, forse si facevano meno problemi di lei, forse erano più felici. Del resto, se qualcuno avesse visto lei e Nual pochi giorni prima, ne avrebbe potuto dedurre una spensieratezza che in realtà non apparteneva loro. Ogni tanto, chiacchierando con l’amica, per un istante si era illusa che anche lei un giorno avrebbe vissuto una vita normale.>> […] <<Camminando lentamente verso casa, mentre il sole accendeva di un rosso intenso la striscia di mare all’orizzonte, pensava che lei, al pari di sua madre, che era sempre stata una donna indipendente, non aveva alcuna intenzione di seguire un binario che qualcuno le avrebbe imposto.>>

Scritto in maniera semplice, diretto al cuore o meno, narra di Miral e di altre donne palestinesi, alla ricerca di una libertà interiore, individuale o di massa; attraverso manifestazioni, odori e voci confuse dei luoghi di una terra radicata nella tradizioni e bisognosa di rinnovamento e d’amore, si snoda l’apologo dello scontro infinito tra due culture divise, spaccate… martoriate.