Caserta tra Reggia ed immondizia – 1

Colgo con la giusta dose di amarezza ed impotenza l’appello diffuso dai bloggers della rete (in particolare dal mio amico Dario) originari della mia regione, la Campania, per segnalare, attraverso immagini autoesplicative, il grave problema dello smaltimento dei rifiuti urbani. In particolare le immagini si riferiscono ad alcune zone della mia città, Caserta, letteralmente invasa da cumuli informi e maleodoranti di nettezza urbana. per il momento vi mostro alcune immagini da me scattate.

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Un milione di pc in Libia

Il leader libico MuhammarGheddafi, insieme a Nicholas Megroponte, responsabile del MIT (Massachusetts Institute of Technology), si è accordato affinchè entro il 2008 gli studenti della Libia (circa 1,2 milioni), ricevano i computer portatili a basso prezzo (meno di 150 dollari) messi a punto dall’organizzazione no-profit OLPC (One Laptop Per Child).Negroponte, fratello del responsabile dell’intelligence USA John, ha incontrato Gheddafi ad Agosto raggiungendo l’intesa.Il compter in questione, di colore verde, ha uno schermo che può essere ruotato in tutte le direzioni, ma soprattutto è dotato di una manovella grazie alla quale è possibile caricare la batteria senza necessità di corrente elettrica. Grazie a quello che è stato ribattezzato <<computer a manovella>>, la Libia potrebbe diventare uno dei paesi più informatizzati al mondo, superando addirittura Usa e Singapore.

notizia tratta dalla sezione ‘Cronache’ del Corriere della Sera, in edizione ‘Operazione invito alla lettura’

Joe Barbieri – Leggera

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Sono rimasto piacevolmente impressionato dal brano “Leggera”, di Joe Barbieri, brano inserito nel suo ultimo lavoro discografico “In parole povere”. Non ho ancora ascoltato l’intero cd, ma la leggerezza e la eloquente linea melodica di questo particolare pezzo donano una quiete quasi tangibile, e sembra quasi che “il cerchio si chiude, tutt’intorno a questa stanza”…

Ho sempre lo stesso problema
il vizio di dire quello che penso
il gusto di cercare quel che ha senso
per me.

E no, che non lo faccio apposta
non ho neppure abbastanza faccia tosta,
per esser fino in fondo quel che voglio,
no.

Ma il cerchio si chiude
giusto intorno alle tue gambe
a quella tua faccia da grande
al tuo muso serio.

Leggera, è solo musica leggera,
l’aria che respiro,
leggera.
Leggera, nella scelta di un sorriso,
nella bellezza di un silenzio,
leggera.

E vivo di poche parole,
di poche pretese e di mille altre cose,
fuori dal mondo, la testa fra le nuvole.

E forse me ne rendo conto
il nuovo meno equilibrato del mondo,
faccio acqua da tutte le parti.

Ma il cerchio si chiude
tutt’intorno a questa stanza,
e sento già la tua mancanza
mentre sei qui.

Leggera, è solo musica leggera,
l’aria che respiro,
leggera.
Leggera, nella scelta di un sorriso,
nella bellezza di un silenzio,
leggera.

Ma il cerchio si chiude
tutt’intorno a questa stanza,
e sento già la tua mancanza
mentre sei qui,
sei qui.

[Gringoire]

Tempo di indignarsi – parte 5


Continuano le violenze sulle donne ad Haiti. L’organizzazione militante Commission Of Women Victims for Victims ha indetto una manifestazione nella quale, sfilando a Port-au Prince, centinaia di donne hanno protestato per chiedere aiuti e risarcimenti a favore delle donne vittime di crimini.

Negli ultimi anni, il numero degli stupri e delle violazioni dei diritti umani, ad Haiti, è infatti aumentato a dismisura.

fonte: XL, Ottobre 2006

Donna #2

Che ne sai di un bambino che rubava
e soltanto nel buio giocava
e del sole che trafigge i solai, che ne sai
e di un mondo tutto chiuso in una via
e di un cinema di periferia
che ne sai della nostra ferrovia, che ne sai.
Conosci me la mia lealtà
tu sai che oggi morirei per onestà.
Conosci me il nome mio
tu sola sai se è vero o no che credo in Dio.

Che ne sai tu di un campo di grano
poesia di un amore profano
la paura d'esser preso per mano, che ne sai
(l'amore mio) che ne sai di un ragazzo perbene
(è roccia ormai) che mostrava tutte quante le sue pene:
(e sfida il tempo e sfida il vento e tu lo sai)
la mia sincerità per rubare la sua verginità,
(sì tu lo sai) che ne sai.

Davanti a me c'è un'altra vita
la nostra è già finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me.
Davanti a te ci sono io (dammi forza mio Dio)
o un altro uomo (chiedo adesso perdono)
e nuove notti e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi.

(Conosci me) che ne sai di un viaggio in Inghilterra
(quel che darei) che ne sai di un amore israelita
(perché negli altri ritrovassi gli occhi miei)
di due occhi sbarrati che mi han detto bugiardo è finita.
Che ne sai di un ragazzo che ti amava
che parlava e niente sapeva
eppur quel che diceva chissà perché chissà adesso è verità.

Lucio Battisti [Pensieri e parole]

Autunno

 

Si diffonde,

e in un dedalo

in un segreto

piangi le tue lacrime.

 

Lo senti nel cuore d’aria,

e lascia un segno

nero.

 

Lo senti tra la folla

della notte,

sei il solo.

 

Muto.

 

Organo.

 

D’autunno.

 

[Autumn, October ’06, The first day

of the rest of my life.

Computer room, Sebastian, cod. 5368]