Il progresso da lontano

Ormai sono un ingegnere informatico (a proposito: yaaaaahhuuuuuuu… ehm, pardon), quindi, per andare, al solito, controcorrente (e contro me stesso :)), citerò un brano dei tiromancino, che mi ha sempre colpito, e che denuncia la negatività che ognuno di noi sortisce attraverso l'uso distorto della tecnologia e del progresso:

Ho provato ad immaginare il progresso
Come una grande anima malata
Una enorme concatenazione di cause ed effetti
Grandi numeri e probabilità infinitesimali

Come certe albe di Roma
La cui luce elenca piano gli alberi
Così la linea del progresso si espande
Trasformando i colori delle cose in uno solo
Il bianco

Ho provato ad immaginare il progresso
Come masse di uomini che si spostano
Rincorrendo equilibri impossibili
Mescolando il colore di una bandiera
Con il rumore elettrico di un fast food
Io confondo il bene con i beni
E mi disperdo la coscienza in sensi unici

Guarderò il progresso da lontano
Per esserne affascinato e non coinvolto fino in fondo
Non vedo un altro modo per salvare l’entusiasmo
In questo mondo

Dove ognuno tende ad inseguire
Solo l’ideale di se stesso
Moltiplicando il senso del potere
Ricercando il compromesso

Eppure noi viviamo nel progresso
Lo utilizziamo per ascoltarci
Per accomaodarci, per salvare l’entusiasmo
E lo fraintendiamo con la cultura dell’immagine
Del corpo, dell’apparenza

Ne occupiamo le frequenze,
e ci serviamo di certe sue estensioni
fino a rimanerne abbronzati
perchè può sostituire anche la luce del sole
e la ricerca di un Dio

Così, d’istinto, cerchiamo protezione
E poniamo distanze tra l’ieale di noi stessi
E tutto il diverso
Moltiplicando il senso del potere,
ricercando il compromesso.

Guarderò il progresso da lontano
Per esserne affascinato e non coinvolto fino in fondo
Non vedo un altro modo per salvare l’entusiasmo
In questo mondo

Dove ognuno tende ad inseguire
Solo l’ideale di se stesso
Moltiplicando il senso del potere
Ricercando il compromesso

Mi piace immaginare un altro punto dell’universo
Opposto al nostro
Dove un uomo divaga sul progresso del suo mondo
Da una finestra ricavata
In mezzo a una metropoli 

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7 thoughts on “Il progresso da lontano

  1. il testo é molto carino ma qui in italia il progresso per ora é stata solo una utopia… nel senso che il progresso piace ma tutti restano legati al passato. prendi una stazione dei treni, si comandano i binari e i passaggi a livello con delle leve arrugginite, ci sono dei marchingegni ferrosi che misurano non si sa cosa e i guasti e gli incidenti sono all”ordine del giorno, poi guardi fuori, pieno di enormi monitor al plasma ed lcd SPENTI e con scritto sopra TRENITALIA. gli orari sono ancora scritti su mega poster in rosso su giallo o in rosso su bianco, illeggibili. le macchinette che forniscono i biglietti sono inusabili oppure se arrivi alla fine dell’acquisto del biglietto ti dicono che puoi pagare solo con il bancomat… il progresso resta solo nelle canzoni e nei sogni purtroppo…

    Saluti!

  2. ciao deltatipico,
    grazie del tuo intervento (e del link al mio blog nel tuo spazio http://deltatipico.wordpress.com/).
    Hai perfettamente ragione (te lo dico anche in virtù della mia pluriennale esperienza in fatto di treni :)), anche se più che mancanza di progresso mi piace pensare a un progresso impari, ad una scala in cui i vari livelli rappresentano il grado di progresso. Proprio la parola, ‘progresso’, la cui etimologia va ricercata nel latino ‘progressus’, ossia cammino, letteralmente ‘passo avanti’, ci indica che questo termine andrebbe adoperato per indicare uno spostamento, un passo appunto generale, completo, ben definito, e non l’introduzione di un qualcosa che si amalgama e si definisce poi col tempo. Considera ad sempio la legge Gasparri sulle telecomunicazioni: si è tentato di introdurre, al grido “Il digitale terrestre è sceso sulla Terra”, una tecnologia da decenni obsoleta negli Stati Uniti D’America, non riuscendo ciononostante ad introdurla a pieno regime nei tempi previsti (faccenda che poi ha delle interessanti implicazioni se si pensa al taglio dei fondi alla ricerca previsto dalla politica attuata dall’ormai ex governo).
    Il progresso, a mio parere, dovrebbe basarsi sugli stessi principi della democrazia: parafrasando qualcuno, ‘non c’è benessere se questo non è diffuso ed alla portata di tutti…’
    Ciao, Sebastian

  3. A mio modo di vedere il digitale terrestre è stato introdotto non per il beneficio di molti, non ha dato nessun servizio utile infatti, ma ha portato al guadagno di pochi tipo la possibilità di buttarci su canali gratis a berlusconi, di far comprare la gente da casa su mediashopping ecc. E non mi si venga a dire che c’è interattività votando con un modem a 56k. E’ la solita cazzata all’italiana, in cui si compra tecnologia scadente e si obbliga la gente ad usarla. Vedrai quanta gente quando diranno che non si trasmette più per la tv normale, si butterà sul digitale terrestre. Perchè prendere una parabola non se ne parla noh, dato che ogni tanto criptano gli interessantissimi film su mediaset (ce ne fosse uno ogni tanto almeno…) Si perdono la possibilità però di vedere il bouquet rai che secondo me è molto ricco di contenuti e interessantissimo. Per non parlare della possibilità di guardare trasmissioni in inglese almeno, dato che in italia sapere l’inglese è ancora una cosa rara, a volte non si sa nemmeno l’italiano. Beh speriamo che se ci sarà progresso questo sarà a beneficio di molti e con un guadagno anche di molti in senso culturale. Per esempio come mai c’è ancora gente che non ha una flat adsl a casa ma si collega a suon di euro? come dice beppe grillo dovrebbe essere al pari dell’acqua corrente l’adsl. E invece ci sparano 25 euro di canone a bolletta e le flat hanno dei costi non molto bassi… Come al solito il progresso resta di coloro che se lo possono permettere o di coloro che ne sono affascinati e rinunciano a qualcosa pur di fare (come dicevi tu) un passo in avanti ed uscire dalla caverna…
    è un piacere discutere con te! Alla prossima!
    Saluti.

  4. @Seb: Quel yahuuu me lo sono immaginato urlato nelle orecchie di Rak con i capelli che svolazzavano e la barba che gli cadeva: son immagini disgustose,lo so.
    Cari miei l’Italia guarda davvero poco al progresso,ma non perchè (o almeno non solo) sponsorizzi tecnologie obsolete solo per arricchire i soliti noti ma poichè non dà la giusta e fondamentale importanza alla ricerca. Per me il progresso vuol dire questo,un gruppo di uomini che si da da fare per migliorare la vita e le condizioni sociali di tutti: su questo i cinesi ci battono,rispetto a noi aumenteranno del 12 percento i fondi e chissà quanto ancora,forse superando anche gli Usa tra qualche anno. La Cina è la Cina,ma nel nostro piccolo bisognerebbe darsi da fare veramente (personalmente non farei mai il ricercatore,almeno non in Italia,seppur la cosa sia affascinante…poi bisogna aver alte capacità sia chiaro).

  5. Già, infatti era proprio questo che intendevo con “delle interessanti implicazioni se si pensa al taglio dei fondi alla ricerca previsto dalla politica attuata dall’ormai ex governo”.

    Ad ogni modo, l’urlo liberatorio Rak non ha avuto modo di scoltarlo, pero’ si è prestato volentieri a quella foto in cui io, Andrea e, appunto, lui, mostriamo i nostri pollici alzati… FENOMENALE!!! 😀

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