Acqua, un diritto negato

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Rete di Lilliput è un’organizzazione che ha come “obiettivo principale quello di far interagire e collaborare le miriadi di esperienze locali che nel nostro Paese cercano di lottare contro le disuguaglianze nel Mondo”. Questa “rete” di persone affronta diversificate tematiche. Questa mattina, in occasione di una manifestazione tenutasi a Napoli, ho avuto modo di discutere con un membro dell’organizzazione di un problema purtroppo progressivamente sempre più attuale, la privatizzazione dell’acqua. Ho appreso delle attività in merito dell’associazione, del fatto che nel mondo oltre 1,4 MILIARDI DI PERSONE NON HANNO ACQUA POTABILE nelle loro case, rispetto al 1970 in cui il numero ammontava alla pur spaventosa cifra di 100 milioni. Ogni anno 200 MILIONI DI BAMBINI MUOIONO PER MALATTIE LEGATE ALLA PRESENZA DI ACQUA INQUINATA, che sono costretti a bere. Riporto testualmente un estratto di un volantino informativo :

“L’acqua non è più abbondante come una volta ed è sempre più preziosa. Chi ha il controllo sull’acqua ha ed avrà un potere sempre crescente per il futuro, sia economico che politico. Ecco perchè le multinazionali stanno facendo forti pressioni perchè l’acqua sia considerata come una qualsiasi merce, che deve essere garantita ai privati. Ecco perchè i paesi ricchi cercano di controllare direttamente o tramite aziende dei loro paesi o stati vassalli le risorse idriche dei paesi poveri. In molti paesi del Terzo Mondo già sta succedendo che viene tolta o limitata l’acqua alle popolazioni per garantirla ai campi o alle industrie delle multinazionali : le merci per gli abitanti dei paesi ricchi considerate più importanti di uomini, donne e bambini.”

sito web : retelilliput.it

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