il suono del nulla – Sebastian’s writings

Sono qui ed ascolto.

Cosa? Di cosa parli?

Il nulla. Saprei riconoscerlo nel Medioevo e sul pontile di un mercantile affollato (crowded, come suggerisce la mia coscienza).

C’è qualcuno che bivacca, insolito, dall’altro lato della spiaggia, nell’antro oscuro della fredda miniera. Guarda la notte senza comprenderla, nonostante gli astri siano pittori e assassini pentiti, stanotte.

Il nulla.

Ma ci pensi, abbiamo scoperto il centro della terra? E’ caldo e racchiude come un’infinita valigia tutti i rimpianti del mondo, l’ho intuito subito… sono un sognatore e ho dalla mia la vita.

Santiago ha fatto pesca grossa, la Natura non ha vinto, e nella sua piccola capanna in riva al mare lo attende un plotone d’esecuzione, che spara lische d’acciaio. Santiago.

Forse la Natura ha vinto, quella dell’uomo. Voltati, è il turno sbagliato. La sedia di vimini e sfilacciata, consunta, logora.

Il nulla.

Che suono ha l’avvenire? Si perde tra celebri sonorità ancora da incidere, o è un’unica chitarra strappata all’ultimo bambino (child… è la coscienza) sulla Terra?

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