Vinicio Capossela – Ovunque proteggi

 

In occasione dell’uscita del nuovo album di Vinicio Capossela, “Ovunque Proteggi”, ho ripreso un post sul mio vecchio blog, che “allora” fu quasi una notizia in anteprima assoluta!!!

Scherzi a parte, l’album di Vinicio è stupendo, consiglio a tutti di ascoltarlo, magari più di una volta per la sua non-immediatezza. Ecco il post, che risale al 28 Dicembre del 2005:

 Ovunque proteggi – Vinicio Capossela  

Ha una data d’uscita nei negozi di dischi il nuovo album del musicista tedesco Vinicio Capossela. Il giorno è il 20 Gennaio dell’anno prossimo venturo, ed il titolo è “Ovunque Proteggi”.
Il disco, per un totale di 13 brani, vede la collaborazione, per la produzione, tra Pasquale Minieri e lo stesso Capossela, mentre dal punto di vista dei featuring artistici figurano nomi come Mario Brunello, Ares Tavolazzi, Roy Paci, Stefano Nanni, Marc Ribot, Gak Sato, personaggi abbastanza consoni a prestarsi alla collaborazione e all’estro di Capossela, al suo mondo di pagliacci, donne ed uomini, ebbrezze notturne, alterazioni, sensazioni, figure allegoriche al limite del macchiettismo…
«Ho deciso di intendere i brani come ognuno a se stante, a ognuno un luogo, a ognuno i suoi musicisti», spiega Capossela. «Il risultato è stato portare ciascun brano all’estremo delle sue potenzialità, ciascuno in fondo alla sua suggestione»

 nella foto : Vinicio Capossela

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5 thoughts on “Vinicio Capossela – Ovunque proteggi

  1. Nel mio “vecchio” blog sono piovuti una montagna di commenti su questo disco.
    In effetti Vinicio ha saputo spiazzare completamente i suoi ascoltatori più affezionati, con un album bellissimo, sempre in equilibrio precario tra la razionalità e la follia, fra i suoni “leggeri” e le situzioni sonore anacronistiche e completamente fuori dall’ordinario.
    Ogni brano sembra riuscire ad aprire e chiudere un discorso completo, dimostrando, a volte anche nel corso di un solo brano, una scioltezza di idee e al contempo una volontà di formare una vera e propria architettura dei suoni complessa e variegata.
    Come ho già avuto modo di osservare, si tratta di un album che va ascoltato più volte, con attenzione, per coglierne alcune sfumature spesso difficilmente intuibili ad un primo ascolto (vedere, o meglio ascoltare, brani come “al colosseo – il rosario della carne” oppure “lanterne rosse” o ancora “ss. dei naufragati” per credere!!!).

    Sebastian alias Gringoire

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