Edward Hopper – Il poeta del Vedere

Edward Hopper è stato più di un pittore, è stato un poeta silenzioso, come qualcuno ha detto e scritto di lui; è stato colui che ha saputo trasportare la sua visione impersonale dell’arte nei dipinti.
Qualunque sia la tecnica usata, i capolavori di Hopper testimoniano una modestia artistica difficilmente raffrontabile ad altri “poeti del vedere”;
ma tralasciando ciò, scavalcando la barriera della modestia, della flemma forse, troviamo un monito, un grido, un insperato diritto all’affermazione dell’ uomo, rappresentato dalla centralità, dalla scorporazione dell’uomo stesso dal fondo, dallo scenario in cui si trova, si muove, conduce la sua esistenza.
Ciononostante, questi scenari, in cui in genere compaiono solo pochi personaggi, sono strutturalmente, architettonicamente studiati, quasi a sottolinearne l’inevitabile, impressionante concretezza, nelle luci, nelle forme, nella staticità generale.
Non mancano, a questa visione così singolare dell’arte pittorica, maestri di riferimento e plausibili riletture: echi di Manet, Sisley, qualche accento impressionista; in generale però prevale la tendenza al traslare le concezioni della natura dei suoi predecessori/ispiratori verso i paesaggi metropolitani, le città a lungo osservate e, in un certo senso, studiate (dal punto di vista delle contraddizioni e dei contrasti) da parte del giovaneEdward ai tempi dei suoi viaggi in Europa.
Questa sua costanza artistica, questo suo immutabile concetto dell’arte, questo rimaner fedele alle tematiche anche in presenza della sua variegata esperienza stilistica e umana, lo accompagnerà sino alla fine dei suoi giorni.

Ecco alcuni dei suoi dipinti, a testimonianza del suo quasi inconfutabile stile:

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2 thoughts on “Edward Hopper – Il poeta del Vedere

  1. Tramonti d’amore

    Ho appeso nella grotta
    tutte le mie stelle
    Le ho appese come croci
    ad ogni chiodo
    Ho appeso la mia luna
    Ad uno specchio
    Preda oscura delle mie amare illusioni
    Ho chiesto ai pianeti tutti
    Di togliermi dal petto il loro peso
    poi ho atteso l’alba
    E il sole era cosi bello
    Come un sogno
    Ho vissuto folgorata in un incanto
    Preda dei caldi tramonti d’amore.

    Mostrami il tuo volto Sole

    Mostrami il tuo volto
    sorriso d’amore,
    illumina le tenebre
    del mio cuore infranto:
    Parla da solo
    il Sole che tramonta.

    La terra ascolta in silenzio
    E l’ albero della Vita
    Può chiamarti Amore.

    Il vento potrà cancellarti
    presenza nel mio cuore:-
    Sei stato tempesta di fuoco
    “ mio Sole!”.

    Vieni dal cielo

    Vieni dal cielo
    colmo di colombe
    rinasci profetica poesia
    nelle mie mani. di vento.
    Brilla lontano
    Rubato dal sole
    questo tuo Amore;
    ha disegno di nuvole
    che sublime incanta
    “Magellano”;
    ha albero in germogli
    arco di Vita,
    giaciglio
    sul letto del fiume.

    Canto per la mia terra

    Terra
    terra dei mietitori;
    nei viali erbosi della mia infanzia;
    canto di rondini, e del cane
    che scodinzola tra le mani
    nere del contadino!
    Ovunque senza spazio,
    e senza tempo,
    come albero felice
    nello scrigno dei ricordi.

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