Reportage da un mondo di luogocomunisti

Peppino è vivo e lotta insieme a noi

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Giuseppe Impastato, il giovane siciliano di Cinici, che il 9 maggio 1978 fu ammazzato dalla mafia per essersi candidato alle elezioni ed aver organizzato una mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi, fu anche autore di diverse poesie. Riporto una che mi ha particolarmente colpito, liberamente tratta dal sito web a lui dedicato www.peppinoimpastato.com

Un mare di gente
a flutti disordinati
s’è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
E’ tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolo di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell’odore di calca
c’è aria di festa

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