Reportage da un mondo di luogocomunisti

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Caserta tra Reggia e immondizia – 18

12 Settembre 08

  • Dal dizionario De Mauro on line:

mar|cia|piè|de
s.m.
AU
1a parte laterale di una strada destinata all’esclusivo transito dei pedoni spesso rialzata e delimitata da un gradino

  • Dalla corrispondente voce Wikipedia:

L’articolo 3 comma 1° nr. 33 Codice della Strada definisce

Marciapiede: quella parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni [...] Conosciuto nell’antichità, sparì durante il Medioevo, in quanto a quell’epoca le strade venivano realizzate con un ruscello centrale che provvedeva a ripulire la strada dai fanghi e dai rifiuti

Ecco come ad Aversa, tra Caserta e Napoli, le più banali definizioni vengono sovvertite:

Come di può notare, non solo nel Medioevo, ma anche ai giorni nostri può capitare che un marciapiede “sparisca”…

  • Un’ultima citazione:

“Abbiamo fatto il primo Consiglio dei Ministri a Napoli 58 giorni fa e oggi sono orgoglioso di dire che già non c’è più spazzatura per le strade” [Silvio Berlusconi, 18/07/2008, fonte http://italiadallestero.info]

Con le mie parole [agli "ospiti" dei CPT]

12 Settembre 08

E lei gli disse: “Voglio iniziarti… iniziarti alla Vita…”.
“E come?”, rispose l’uomo, le mani sulle sbarre.
“Con le mie parole”.

Il carattere patogeno della detenzione, causato principalmente dalle strutture e dall’assenza di comunicazione (fino ad atteggiamenti di disprezzo) dei responsabili con le persone trattenute; misure securitarie sproporzionate per persone trattenute in un quadro amministrativo; nessuna assistenza alle persone vulnerabili; servizio medico presente ma carente, soprattutto nei centri altamente popolati; carenza del servizio d’interpreti e traduttori; mancanza di un servizio d’assistenza legale”. Per questo si chiede con urgenza, “la ristrutturazione dei centri e l’eliminazione delle gabbie; l’accesso permanente di Ong e giornalisti; il miglioramento dei servizi igienici, medici e legali.’

[da un rapporto dell'Unione Europea sui CPT]

Fonte: http://oltrelesbarre.splinder.com/

Rifiuti in fattori elementari

11 Settembre 08

Ricorrere alla semplicità. Questa la soluzione. Un problema, infatti, non è mai tanto complesso da non poter essere ridotto a una serie di sotto-problemi più semplici da approcciare e, di conseguenza, da risolvere.

Altra premessa: il problema della spazzatura in Campania (ma forse sarebbe più esatto scrivere “in Italia”) è tutt’altro che risolto; sta, viceversa, conoscendo una delle sue fasi più acute, per via della feroce disinformazione della quale è oggetto. Per intenderci: rimuovere i rifiuti dalle strade, ometterli alla nostra vista, e sostenere che il problema della nettezza urbana è stato risolto, equivale a fornire di una scatoletta di sardine ogni abitante del pianeta e tranquillizzarsi del fatto che la fame nel mondo è scomparsa!

Ciò premesso, vorrei sottolineare come in Giappone, tenendo presente la regola di scomposizione in fattori più elementari di cui sopra, un piccolo paese, Kamikatsu (2000 abitanti), abbia risolto definitivamente il problema dello smaltimento. Niente cassonetti, niente imprese per la raccolta di rifiuti. Questo perchè, semplicemente, tutti i residenti operano la raccolta differenziata. E non solamente con la plastica, la carta, il vetro e l’organico. I cittadini hanno l’obbligo di differenziare ben 34 diverse tipologie di rifiuti. E sono loro stessi a portarli presso i centri di recupero che poi provvederanno al riciclaggio.

L’idea nacque nel 2003, quando il paese si impegnò, per l’anno 2020, a ridurre a zero ogni spreco connesso allo smaltimento dei rifiuti, in un’ottica di totale riciclo. Ecco alcuni dei punti chiave introdotti dalla Kamikatsu-cho Zero Waste Declaration:


1. Kamikatsu-cho will strive to foster individuals who will not pollute our environment!
2. Kamikatsu-cho shall promote waste recycling and resource reuse to the best of its ability to eliminate waste incineration and landfill by 2020!
3. Residents of Kamikatsu-cho shall join hands with people around the world in order to improve the earth’s environment!

Il programma è invece disponibile sulla mirror giapponese di Greenpeace, a questo indirizzo.

A m o r e & M o r t e …

11 Settembre 08

{ L’amore e la morte hanno [...] in comune quello
stato d’animo di “ebbrezza” per cui l’individuo
rinuncia totalmente a voler “apparire ciò che non è”,
e quindi comprende l’inutilità di persistere nella finzione
e nella vanità di ogni giudizio che non sia fondato sulla pura realtà. }

[Ludovico Geymonat, I sentimenti]

Il coraggio di risvegliarsi

10 Settembre 08


“You live like this, sheltered, in a delicate world, and you believe you are living. Then you read a book (Lady Chatterley, for instance), or you take a trip, or you talk with Richard, and you discover that you are not living, that you are hibernating. The symptoms of hibernating are easily detectable: first, restlessness. The second symptom (when hibernating becomes dangerous and might degenerate into death): absence of pleasure. That is all. It appears like an innocuous illness. Monotony, boredom, death. Millions live like this (or die like this) without knowing it.
They work in offices.
They drive a car.
They picnic with their families.
They raise children.
And then some shock treatment takes place, a person, a book, a song, and it awakens them and saves them from death.


Some
never
awaken.”

[Anais Nin]

Tutto è intorno a te

19 Maggio 2008


Si stanno stringendo la mano. Due uomini. Le dita di lui, che ha gli occhi cerchiati di vaghe venature bluastre e le scarpe invecchiate di qualche anno, accarezzano per qualche istante fugace quelle dell’altro. Si gira a guardarlo. Gli lascia la mano mentre nella calura pre-estiva del pomeriggio il treno au-ralenty sferza d’aria d’Altroquando i loro vestiti, i loro capelli, i loro lineamenti. Lo guarda come solo un fratello maggiore sa fare. E il sorriso che i suoi occhi rimandano è il segnale. Stanno percorrendo il binario giusto.

Corinne è all’angolo. L’alto platano offre ai suoi pensieri scomposti il riparo necessario dall’ordinarietà del sole. Guarda la camicia bianca, i seni che la arrotondano perfettamente. Guarda le sue mani curate. Isola per qualche istante la sua mente in un’urna personale, psicologica, provando ad immaginarsi librata nell’aria, quella vera, reale, olfattiva, ossessiva per chi non l’ha mai percepita. L’urna le riempie l’anima, passando dalla mente al corpo. Come un’orgasmo. Come una placenta che si disgrega di piacere. Il rumore di un treno che rallenta, e nella sua testa fa capolino un pensiero, l’immagine affollata da arrivi e partenze, mormorii reciproci, un avviso che non si ascolta perchè la musica disegna dinanzi agli occhi un mondo artificiale. E la domanda: “Stiamo percorrendo il binario giusto?”.

Sente il guinzaglio rodergli i peli del collo. Vorrebbe dirlo, ma non può. Sente un’ambulanza, si gira verso gli occhi distratti che errano dietro gli occhiali da sole di Giulio, che si perdono nella folla. Quegli occhi li, in alto. Ma Giulio non sente nulla. Tommy pensa che il suo padrone sia insensibile. Incoerente. Muore/sta male/ha bisogno qualcuno di qualcun altro. E lui non sembra accorgersene. Gira il volto dall’altra parte. Lo sfrigolio dei freni sui binari del treno gli attanaglia l’udito. Lo satura violento. Tommy spicca un salto, e ricade posando le zampe sul binario azzurro delle strisce di un parcheggio.

Il tempo di inalare l’aria, di guardare gli occhi di suo fratello, che non vuole percepire sensazioni, che le eclissa perchè dorrebbero. Gli occhi dell’ultima speranza, destinata ad allontanarsi da lui di mille chilometri. La distanza che chi resta sulla piattaforma deve percorrere necessita ancora di qualche anno, per essere calcolata. Quella distanza che legge negli occhi chi sale su un treno, chi parte, chi lascia, e percorre, scopre, riscopre, vive. La speranza di occhi che non tradiranno mai, nonostante non si dica a parole. Quella speranza ha ancora bisogno di qualche anno. Poi scoprirà che vivere è possibile. Senza rimorsi, né sconfitte.

Corinne abbassa la testa. La rialza. Apre gli occhi. Immagina un soffio di vento. Che arriva. La cinge e la distrugge. Le strappa i capelli. Le lacera la pelle, le ossa, le stritola l’anima in una morsa di impotenza e di inquietudine animale. Di Corinne rimane solo l’essenza dell’essere. Ma è solo immaginazione. Ora riapre davvero gli occhi. Qualche istante di silenzio, poi un’auto passa. E scompare, rivelandole la desolata consistenza di una strada infangata dalla pioggia che si è insinuata nella spazzatura. L’olezzo pesante della decomposizione. Un tanfo che come un orrido la precipita in un’angusta fame di inconsapevolezza. Che non può essere soddisfatta. Pensa a una neonata deforme. Pensa al cadavere di un ratto perso tra le confezioni di dessert, tra buste Sisa, Ikea, Carrefour, Albero. E urla, Corinne, incurante della donna che da sessant’anni porta un cesto di verdura sulla testa per gli stessi, consumati settecento metri, e che ha paura di guardarla, accelerando il passo.

Giulio guarda Tommy, che rimanda uno sguardo tenero, venato da una inconsueta e strana inquietudine. Giulio pensa sia il rumore. Tommy pianta le zampe al suolo caldo ed umido. Giulio lo osserva, con dolcezza. Si toglie la mascherina, guardando accigliato i residui color terra che ne hanno attaccato il biancore dall’esterno. La posa sul muso di Tommy, evitando di interpellare i recessi della sua razionalità. “Sono come Tommy, seguo l’istinto”, pensa. Risollevandosi passa una mano tra i capelli. Vede una donna che piange, le sue lacrime calde d’amore rigano il volto bello, partenopeo. Pulito. Ha un’anima ancora tutta da costruire, stretta tra le braccia, che cerca con la bocca il suo seno. Sotto il balcone il rogo si bagna delle lacrime che gocciolano lente dagli occhi di lei. Giulio osserva atterrito. “La morte non è necessariamente la fine, di una vita”.

No par condicio

Ecco un video (fonte Youtube) nel quale un anziano signore esprime uno sdegno, un pò sgangherato, sulla società e, in qualche modo, sulla attuale classe politica…

La porcheria del Superminimo

3 Aprile 2008

Pubblico per intero la lettera, inviatami dal mio caro amico e assiduo lettore Francesco (che ringrazio per la sua testimonianza), sul diabolico marchingegno (uno dei tanti) in cui è probabilmente incappato ogni metalmeccanico alle prese con il “Superminimo”. A lui la parola:

Ciao a tutti,
prima di tutto ringrazio Sebastiano e il suo blog per avermi dato la possibilità di dire a tutti voi lo schifo delle cose che ho appreso e visto in questi giorni di lavoro.
Io sono Francesco un onesto metalmeccanico che come tutti si aspettava l’aumento contrattuale e in questi giorni anche i famosi 300 euro previsti quando c’è stato l’accordo con i sindacati. In realtà l’aumento contrattuale e i 300 euro non ci sono stati ne per me ne per i miei colleghi. Il merito è dovuto a una voce presente sulla busta paga che prende il nome di superminimo. Ma cos’è il superminimo?

Il superminimo è la quota di retribuzione che, per accordo delle parti, viene corrisposta al lavoratore in aggiunta rispetto alla paga base e alla contingenza.

Da questa definizione sembra che il superminimo sia una cosa positiva in quanto è una quota aggiuntiva data al lavoratore rispetto a uno stipendio base. In realtà è una delle più grandi “INCULATE” che le aziende riservano ai propri dipendenti. Infatti grazie a questo superminimo io e tutti i miei colleghi non abbiamo avuto l’aumento contrattuale e i 300 euro che ci spettavano.
Ora spiego con un esempio il trucco sporco che si cela dietro a questa parola.
Ah dimenticavo di dire che il superminimo è “assorbibile” dallo stipendio base.
Facciamo dunque un esempio considerando due aziende, una azienda A dove lo stipendio viene pagato a un dipendente come somma di stipendio base e superminimo e una azienda B dove non esiste il superminimo (uguale a zero) e lo stipendio viene pagato solo come stipendio base. Supponiamo che ci sono due dipendenti, un dipendente per l’azienda A e uno per l’azienda B che cominciano la propria carriera partendo dallo stesso stipendio lordo, ad esempio 1100 euro. Il lavoratore B prenderà questo lordo sullo stipendio base, mentre quello dell’azienda A lo prenderà per una parte sullo stipendio base, ad esempio 1000 euro, e per l’altra parte sul superminimo, in questo caso 100 euro. La situazione di partenza è dunque la seguente dove entrambi i lavoratori prendono gli stessi soldi:

immagine1.jpg

Ora supponiamo che dopo un anno ci sia un aumento dovuto al rinnovo del contratto, e che questo aumento comporti un aumento dello paga base di 100 euro.
Per il lavoratore dell’azienda B (quella senza superminimo) questo aumento verrà assegnato sullo stipendio base, mentre per il lavoratore della azienda A, dal momento che il superminimo è assorbibile, questi soldi verranno tolti dal superminimo e messi sullo stipendio base. Quindi dopo un anno avremo la seguente situazione: Leggi il resto dell’articolo

Dio è morto

14 Marzo 08

“O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell’intelligenza. ” Ernesto Che Guevara (1928-1967).

Siamo di fronte all’applicazione di un pattern politico vecchio ormai più di una idea rivoluzionaria o controrivoluzionaria. Seduti in riva a un acquitrino dove vediamo scorrere fluidi senza più appartenenza, tra i detriti e la sporcizia di un passato meno ingombrante del presente e la foschia di un futuro prossimo – o anteriore – evanescente, poniamo nuove pietre nella nostra mente affinchè il percorso mentale che guida i nostri pensieri sia ben tracciato. Le stesse pietre che dovrebbero inceppare il meccanismo della consuetudine dei nostri connettivi logici, per spalancare un terzo occhio. Un terzo occhio per capire. Senza controllo. Senza censura. Mi ritrovo sempre più spesso a pensare che sotto qualsiasi veste la società ci etichetta o potrà etichettarci, noi, uomini, e i nostri pensieri siamo nudi. E quindi liberi. Perchè rifiutare questa libertà, imprigionati in una gabbia di parole insensate, che scorrono più veloci dei bit che le trasportano?

E’ la quotidianità che ci trasporta verso un “modello di normalità” che prendiamo per buono perchè non abbiamo vista. Un punto di riferimento può essere ignorato. Sei miliardi sono difficili da ammutolire, finiscono inesorabilmente per coprire la voce sottile della mente col loro frastuono sempre più pesante. Come un uomo che trova uno specchio su una piazzola autostradale e finisce per non capire più qual è il nord, quale il sud, quale il passato, quale il futuro.

E la quotidianità, che ci copre con morbidi veli dal freddo della verità, ingloba qualsiasi “realtà particolare” che risiede nella nostra mente.

Sono trascorsi dieci anni. Pochi. E troppi. Il fuoco è sempre li, rende i miei risvegli una voglia innaturale di ricerca, corsa, rincorsa. Leggi il resto dell’articolo

Lucariello – Love song

5 Febbraio 08


Quello che segue è un estratto delle note di pubblicazione, su YouTube, del video del bellissimo brano di Lucariello:

“Il video proietta la musica di Lucariello direttamente nei vicoli della sua città, Napoli, partendo da una delle leggi non scritte che, paradossalmente, governano i quartieri, quella del divieto di usare il casco. Una consuetudine che deriva dalla profonda tensione e radicata violenza che si respirano per le strade di Napoli. La guerra di Camorra impone di non usare il casco per evitare di essere scambiati per assassini al soldo di chi sa quale “boss”.
Una provocazione, quella di Lucariello, volta a denunciare l’assurdo sistema di cose, partendo da un dato banale come quello degli adolescenti in motorino. Un video in cui i visi coperti dei due protagonisti si alternano a quelli di persone comuni come fioristi, baristi, passanti, tutti con il volto celato da una calza di nylon, simbolo, nell’immaginario collettivo, proprio del delinquente rapinatore. [...] Proprio durante le riprese, i protagonisti, due ragazzi di 17 anni, Valentino e Stefano Colasurdo, indossando caschi integrali, sono a bordo di un motorino e girano per le strette vie di Napoli. La troupe incaricata delle riprese, con Lucariello a bordo della vettura, fà da apripista, i ragazzi seguono a breve distanza – come da copione – in sella al motorino. È sufficiente una breve distrazione, una maggior lontananza tra i due veicoli sulla scena, che gli sventurati attori sono subito intercettati da un gruppo di individui, poco più grandi di loro e con intenzioni tutt’altro che amichevoli. I due ragazzi vengono bloccati, privati dei caschi, schiaffeggiati e insultati. Il manipolo di facinorosi, scambiandoli per veri killers, non ha esitato a farsi giustizia da sé.”

La “sbronza De Gennaro” – Parte 2

30 Gennaio 08



Come evidenziato qualche post fa, le misure del Commissario straordinario Gianni De Gennaro, la cosiddetta “sbronza De Gennaro”, sono state messe in opera, annunciate dall’incipit poco felice di un sito per l’alloggiamento delle ecoballe a Pianura, previsto dal Commissario, nel quale, perfettamente a norma di legge, operavano ben 12 fabbriche – e che la dice lunga sulla scarsa competenza dei commissari straordinari (e strapagati) per l’emergenza rifiuti.
Tali misure, come molti lettori sapranno, prevedono l’apertura di tre discariche (e 5 siti di stoccaggio). Viene lecito chiedersi, dato il precedente creatosi nel caso del capannone per le ecoballe su menzionato, se l’ex capo della Polizia di Stato De Gennaro si sia informato, effettivamente, sulle condizioni normative dei siti individuati (sono legali o no?), se si sia informato sui rischi potenziali di disastro ambientale che lo stoccaggio di tonnellate di rifiuti potrebbe recare alle zone prescelte, se De Gennaro, magari, abbia vagamente idea – al di là dei nomi dei siti – del dove l’opera di stoccaggio verrà realmente effettuata.

Fatto sta che i cittadini di queste zone, in questi giorni, stanno portando avanti una dura (e repressa) opposizione a tali misure, assieme a sindaci e comitati, per la legittima salvaguardia dei loro territori già (o non ancora) compromessi. Opposizione che spesso ha trovato (diversamente da quanto accadeva a Caserta nelle scorse settimane dove, ricordiamolo, la situazione si è tutt’altro che risolta) una altissima adesione in termini di partecipanti, e che documento attraverso le seguenti immagini amatoriali.
Nelle immagini che seguono, le proteste a Montesarchio, TrePonti:


Nelle immagini seguenti, le proteste ad Ariano Irpino, Difesa Grande:


Nel video seguente, le proteste a Villaricca, Cava Riconta:

La “sbronza De Gennaro” – Parte 1

25 Gennaio 08

Partono i primi effetti della “sbronza De Gennaro” in tema smaltimento (in emergenza) dei rifiuti. Le misure del “commissario (straordinario) Giraldi”, ricordiamo, prevedono per la Campania le seguenti azioni:

  • Riapertura di 3 discariche: Difesa Grande (ad Ariano Irpino), Cava Riconta (a Villaricca), Tre Ponti (a Montesarchio), oltre ad una quarta discarica (Parapoti, a Montecorvino Pugliano) che, con linguaggio militaresco, servirà come “riserva strategica” e quindi, per il momento, non sarà riaperta.
  • Riapertura di 5 siti di stoccaggio (oltre a quelli temporanei già allestiti, come quello Ex-Ucar – a Caserta – che dopo due giorni di brillante attività si è esaurito, favorendo lo smaltimento, nuovamente, nel “panettone tossico” Lo Uttaro): Marigliano, Ferrandella, Pianura, Casalduni, Acerra.

Tralasciando la risposta del signor Bassolino alle feroci – pacifiche – opposizioni dei cittadini allarmati per la loro salute (“Bisogna isolare chi si oppone”… dove isolarci, signor Bassolino, in un lazzaretto di manzoniana memoria???), l’attuazione della “sbronza De Gennaro” ha prodotto i primi effetti colllaterali della sbornia. A Pianura, infatti, all’arrivo dei tecnici incaricati di allestire il sito per il deposito delle ecoballe, il sito stesso ha riservato una sorpresa: al suo interno, regolate dai ritmi incalzanti delle 8 ore giornaliere, erano – e sono tuttora – presenti ben 12 aziende, con duecento dipendenti, perfettamente in regola (documenti alla mano, i tecnici di De gennaro hanno dovuto impacchettare “baracca e burattini” e tornare dal loro capo). Lecito a questo punto chiedersi: può un commissario straordinario (e strapagato) per l’EMERGENZA RIFIUTI (modo gentile di definire il DISASTRO AMBIENTALE, ECONOMICO E TERRITORIALE che TUTTI NOI stiamo subendo) inviare una squadra di tecnici senza neanche essere a conoscenza dell’occupazione effettiva della zona in cui intende mettere in atto i suoi strampalati provvedimenti? E’ questa l’essenza del modello americano tanto predicato dal signor De Gennaro?

Ed in silenzio se ne va…

23 Gennaio 08

Così come è nato, nello stesso silenzio chiude (abbondantemente in anticipo sui tempi di pensionamento) il portale Italia.it, diventato famoso alla community degli sviluppatori e non per gli abnormi – ed ingiustificabili – costi realizzativi (ben 45 milioni di euro!) stanziati dal Governo attraverso un bando, e per la mancanza totale di una qualsiasi pubblicizzazione del portale in Italia e nel resto del mondo. La chiusura, avvenuta a quanto pare per scarissimo numero di utenza (e quindi per inutilità), era già stata annunciata dal Ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli (lo stesso Rutelli si fece promotore dell’inaugurazione del portale qualche tempo fa) nel corso di quest’autunno.

Ciò che sorprende è il silenzio generale della stampa (sia in apertura che in chiusura del portale), che chiudendo gli occhi di fronte ad un vero e proprio “spreco legalizzato” di denaro pubblico finisce per coprire l’ennesima mossa sbagliata del Governo in ambito tecnologico: sostanzialmente 45 Milioni di Euro per un bigliettino da visita al mondo dell’Italia… poco più di una cartolina telematica.
Come sottolinea il blog “scandaloitaliano” in un suo interessante articolo (riportante le varie fasi che hanno portato alla decisione della chiusura), “Italia.it è solo tanto denaro pubblico, interessi di combriccole e un oceano di incompetenza”.

Fonte: http://vitadigitale.corriere.it/

Er commissario (per la) monnezza

19 Gennaio 08

Prendo a prestito il nomignolo di un’icona del cinema trash italiano, il Commissario Giraldi, per porre all’attenzione il problema dei commissariati straordinari per l’emergenza rifiuti. Da una recente sentenza della magistratura contabile italiana (contenuta nella relazione su “La gestione dell’emergenza rifiuti effettuata dai Commissari straordinari del Governo”), dei magistrati Antonio Mezzera e Renzo Liberati si evincono i dettagli della paradossale vicenda delle cinque regioni del centro sud, commissariate dal 1997 al 2005, nelle quali sono stati spesi ben 1,8 miliardi di Euro senza ottenere il benché minimo risultato.
Cito testualmente la sentenza, in particolare nella sezione “I capi d’accusa”:


La relazione evidenzia senza mezzi termini l’anomalia della figura del Commissario che molto spesso ha coinciso con quella del Presidente della Regione: «Singolare risulta il fatto che il commissariamento venga sollecitato quasi sempre dagli stessi organi regionali diminuiti nelle loro funzioni, che non temono la surrogazione, anche perché (…) la scelta del Commissario delegato si è andata sempre più incentrando, paradossalmente, sugli stessi sostituiti, e cioè i Presidenti delle Regioni,(…) con l’attribuzione di competenze straordinarie ad organi ordinari». Senza peraltro velocizzare i procedimenti amministrativi visto che l’assenza di confronto democratico con le realtà locali «ha prodotto una pletora di ricorsi amministrativi, costituzionali e, addirittura, a livello comunitario, che hanno pesantemente rallentato la soluzione dell’emergenza».
[...]

Entrando nel merito della gestione integrata, la Corte denuncia che «la riduzione della produzione dei rifiuti è stata spesso ignorata e comunque mai ritenuta come strategia prioritaria» e al tempo stesso ricorda che negli anni di commissariamento «il gap nella percentuale della raccolta differenziata con la media nazionale si è addirittura aggravato, e questo nonostante il profluvio di risorse dedicate allo sviluppo della stessa».
[...]
Per quanto riguarda gli impianti «ancora, in buona parte, non realizzati», la relazione rileva «l’assenza riscontrata spesso nei bandi dei criteri di dimensionamento (…), delle modalità di utilizzo del prodotto e dello smaltimento dei sovvalli» a dimostrazione di «una sostanziale abdicazione della gestione commissariale dalle sue prerogative di programmazione e coordinamento».
E poi contesta fortemente la libertà di scelta data dai Commissari agli operatori privati su «i siti dove ubicare i vari impianti e dove provvedere agli stoccaggi provvisori, la scelta se realizzare o meno i termovalorizzatori o di servirsi di impianti esistenti per l’incenerimento, ecc.- che non si è rivelata positiva, stante la delicatezza di tali determinazioni, per le loro implicazioni ambientali, sociali ed economiche, che dovrebbero essere assunte dalla pubblica autorità, al fine di una loro ponderata valutazione, ispirata esclusivamente ad interessi pubblici e non di parte».

Parole abbastanza grevi (potete leggere l’intera sentenza a questo link) su una questione che va oramai avanti da più di 14 anni e che sembra sempre più un paradosso che si consuma nell’Italietta dell’inconcludenza. Di seguito un riassunto delle spese procurate allo Stato e alle Regioni:

spese_commissari.png

Ebay, palline vendonsi…

19 Gennaio 08

Tante le immagini che in questi giorni sono balenate dinanzi agli occhi di tutti noi dalla cronaca: dalla ormai onnipresente spazzatura non smaltita delle nostre regioni alle indagini sulla moglie del guardasigilli Mastella, dalle tenerezze dell’orsetto di Norimberga alle presunte “censure” papali.

Tra le tante immagini italiane e d’oltreconfine, quelle di Piazza di Spagna, o più precisamente della bellissima scalinata di Trinità dei Monti, a Roma, hanno fatto il giro del globo, grazie alla trovata del futurista Graziano Cecchini, ormai noto alle cronache per le sue… opere dalla preponderante estremizzazione dell’impatto mediatico (molti di voi ricorderanno di certo lo spargimento di un colorante rosso nelle acque della Fontana di Trevi, qualche mese fa).
Al di là del forte impatto sull’immaginario collettivo e, di conseguenza, mediatico, la cascata delle 500mila palline colorate (atto a denuncia, secondo l’artista, della situazione drammatica dei rifiuti in Campania), l’episodio ha scatenato una sorta di “caccia al reperto artistico”: come pezzi di un mosaico, le palline colorate sono state infatti raccolte dai passanti e… messe in vendita come pezzi d’arte. Cercando infatti sul più diffuso portale per l’e-commerce, ebay, è possibile rilevare decine e decine di inserzioni che propongono le “bellissime palline colorate di Trinità dei Monti” a prezzi che oscillano dai 2-3 Euro a 10 Euro ed oltre. L’immagine che segue mostra le varie inserzioni al giorno 18 Gennaio (clicca sull’immagine per ingrandirla):

palline-spagna-inserzioni-bay.jpg

Visibili anche al seguente link (soltanto, naturalmente, per i giorni rimanenti al termine delle aste on-line):

http://search.ebay.it/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=piazza+spagna&category0=

Che questi particolari “pezzi” dell’opera siano autentici o meno non è dato saperlo; appare piuttosto lecito osservare quanto l’arte contemporanea spinga sempre più nella direzione del colpo di scena e dell’oggetto quotidiano come mezzo allegorico per deformare e riformare il reale… e quando l’Arte discende dai piedistalli dei Musei per affacciarsi alla strada e comunicare in maniera diretta e, talvolta, più efficace, allora non c’è più legge che freni la comunicazione… nemmeno quella del libero mercato.

(Grazie a Mahyo per la segnalazione)

Come creare una… lacrima

17 Gennaio 08

Le seguenti immagini sono tratte da “The Art of Origami”, di Gay Merrill Gross:

lacrima1.jpg
lacrima2.jpg
lacrima3.jpg
lacrima4.jpg
lacrima5.jpg
lacrima6.jpg
lacrima7.jpg

Caserta tra Reggia e immondizia – 17

16 Gennaio 08

Le immagini qui di seguito parlano da sole: volete ancora discariche nella terra della Camorra?

(grazie a Dario per la segnalazione)

Caserta tra Reggia e immondizia – 16

16 Gennaio 08

imag0784.jpg

Pubblico per intero il contenuto di una mail inviatami dal comitato “Unart Group” di Marcianise (CE), che propone il “Principio delle 4R” promosso da legambiente.

“Ridurre l’immondizia da raccogliere. Questo il primo passo per uscire dall’emergenza in Campania, a partire dal carrello della spesa. A fornire qualche consiglio utile è Legambiente, che lancia “il principio delle 4R”: riduzione alla fonte degli imballaggi, riuso, riciclaggio, recupero di energia. In un processo virtuoso l’immondizia diminuisce, si riducono alla fonte gli imballaggi e si riusano gli oggetti prima che diventino rifiuti (dal vuoto a rendere alla redistribuzione dei vestiti usati), poi si riciclano i materiali attraverso la raccolta differenziata. Solo alla fine arriva lo smaltimento: con il recupero energetico della frazione di rifiuti non altrimenti riciclabile e in discarica per i materiali che non possono avere altra destinazione.

Ecco le regole d’oro di Legambiente per una spesa più amica dell’ambiente, che pensa a diminuire l’immondizia in discarica:
LA LISTA DELLA SPESA: evitare acquisti inutili; scartare i prodotti con imballaggi eccessivi o difficilmente riciclabili, meglio prodotti dagli imballi meno voluminosi.
COSA PREFERIRE: sfuso è meglio, ad esempio acquistando frutta e verdura fresca sfusa.
I SACCHETTI: utilizzare sacchetti per la spesa in stoffa o in materiale biodegradabile, o se di plastica riutilizzarlo più e più volte per la spesa.
LE CONFEZIONI: scegliere ricariche e confezioni salvaspazio o formato famiglia, “no al monodose”; prediligere supermercati che vendono alla spina; no acqua minerale, sì acqua di rubinetto o dai dispenser.
PLASTICA: evitare l’uso di piatti e bicchieri in plastica, prediligere oggetti di lunga durata.
VETRO: prendere il vetro, più igienico, inerte e riutilizzabile
PRODOTTI BIO: scegliere prodotti biodegradabili, riciclabili o riciclati.
VUOTO A RENDERE: meglio il vuoto a rendere anziché vuoto a perdere.
A CASA E IN UFFICIO: usare sempre il fronte retro nelle fotocopie; evitare l’usa e getta, applicare l’usa e riusa; ridurre sempre i volumi quando si getta un rifiuto; bere acqua di rubinetto; in bar e mense scegliere bevande alla spina.”

L’emergenza resta ancora alta, nonostante i primi carichi di rifiuti siano in questi giorni in partenza dal sito di stoccaggio “temporaneo” Ex-Ucar, nell’area Saint-Gobain, in direzione Emilia Romagna. Molto interessante il reportage di Claudio Coluzzi del Mattino, che evidenzia come la zona di Viale carlo III (Il “Vialone”), Caserta, sia ormai una “Terra di Nessuno”, dove nottetempo, scoraggiando così persino “l’attività” di prostitute e viados, “i galoppatoi borbonici [i vialetti paralleli laterali al viale, n.d.r.] diventano luogo di scarichi abusivi“. Una situazione che nonsarebbe difficile da arginare, o almeno da tenere sotto controllo, anche perchè l’ampio viale, un tempo costeggiato da rigogliosi alberi e completamente esente da traffico urbano, rappresenta viceversa oggi la principale via d’accesso, per chi proviene da Napoli, alla città di Caserta; e che oggi accoglie turisti (e non solo) con cumuli informi di nettezza urbana che, come accennavo qualche riga fa, vengono di notte trasportati in queste aree da chissà quale altra area afflitta dal triste problema dei rifiuti non smaltiti. Cosa più importante rispetto al problema apparenza, il fatto che in queste zone sono presenti diversi terreni agricoli coltivati, abitazioni, attività commerciali, che vengono in tal modo ad essere soggette alle esalazioni ed alle infiltrazioni dei materiali provenienti dalla spazzatura in decomposizione.
Nel frattempo, critica resta la situazione della città di Aversa (CE) (di cui vi ho parlato qualche articolo fa), dove il sindaco della città Ciaramella lamenta un “privilegio”, per quanto riguarda lo smaltimento, nei confronti del capoluogo a sfavore della provincia aversana, afflitta da ben tremila tonnellate di rifiuti.

Caserta tra Reggia e immondizia – 15

15 Gennaio 08

Reduci da una settimana ricca di proteste, speranze disilluse e riflettori mediatici spalancati sul problema spazzatura (qualcuno si è chiesto PERCHE’ i servizi tele-giornalistici a carattere nazionale aretrano sempre più dallo spazio della “notizia del giorno”? Eppure l’emergenza è più viva che mai!), vi propongo alcune immagini della manifestazione del giorno 12 Gennaio, a Caserta, corteo di – per lo più – giovani itinerante sul percorso dei Palazzi del Potere casertani.

In questo primo video vediamo il corteo nei pressi del Palazzo della Provincia (vuoto), poco prima che i cittadini depositassero buste della spazzatura dinanzi al portone principale del Palazzo, con su piantati i cartelli “Vergogna”, che spesso abbiamo visto in questi giorni:

Le foto seguenti documentano ulteriormente il passaggio del corteo sul corso Trieste, dinanzi agli occhi dei commercianti che, quasi come se il problema non appartenesse affatto a loro, ai loro figli e finanche al loro stesso esercizio commerciale, fanno “orecchie da mercante” alle richieste di abbassare le saracinesche delle loro rispettive attività in segno di protesta; dai bambini e da un gruppo di ragazzini un segno di speranza, con i loro rispettivi striscioni: “Ridateci la dignità” e “Ricordatevi di questo scempio quando verranno a mendicare il voto”.

(Clicca sulle foto piccole per ingrandirle)

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Nei video che seguono, invece, vediamo il corteo in Piazza Vanviteli, nel centro di Caserta, nei pressi dell’ingresso al Palazzo del Comune.

Potete vedere il “sotto-corteo” di bambini inneggiare alla raccolta differenziata:

Ed i momenti conclusivi della manifestazione, dove i manifestanti trasportano rifiuti di diverso genere verso l’ingresso del Palazzo del Comune, creando così… l’ennesima discarica (abusiva o meno, a voi il giudizio…) casertana:

Le foto seguenti mostrano i diversi momenti della manifestazione a Piazza Vanvitelli:

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Per concludere, una singolare nota di folklore alla manifestazione è stata resa dalla presenza di alcuni esponenti politici nella “platea” dei manifestanti. Tra questi, mi sta a cuore sottolineare la presenza dell’Euro-parlamentare forzista Riccardo Ventre. Giunto ai piedi del Palazzo del Comune, proprio nel clou del corteo del dissenso, il signor Ventre è stato notato da alcuni cittadini che, avvicinatolo, hanno ad egli evidenziato la lieve incongruenza della sua presenza in quella circostanza. Ma il signor Ventre, il cui sorriso smagliante è a tutti noi familiare dai cartelloni pubblicitari, ha lasciato correre le polemiche, scrollandosele di dosso; ciononostante, altri manifestanti, tra cui, in particolare, il sottoscritto, hanno rimarcato il concetto secondo cui “la presenza di uno come lei è una vergogna, se ne vada al più presto” e che “un burocrate che per anni ha occupato il posto di Presidente della Provincia di Terra di Lavoro e in nulla si è operato per porre rimedio alla situazione dei rifiuti non dovrebbe oggi essere qui”; la goccia che evidentemente ha fatto traboccare il vaso è stata la parola “camorrista”, rivolta più volte dal sottoscritto al signor Ventre, che, su tutte le furie (chissà perchè?), ha consigliato al sottoscritto (cittadino LIBERO e soprattutto ESENTE DA CENSURA) di “andare a fare in culo”. Ma come, signor Ventre? Mi stupisce e mi duole constatare che un navigato politicante come Lei, aderente prima alla Democrazia Cristiana, poi al PPI, poi al CDU, ed infine a Forza Italia – partito del quale riveste la carica di consigliere nazionale – non sappia tenere testa senza il turpiloquio ad uno gruppo di manifestanti. Un Presidente della Provincia chiamato in audizione in una Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse dovrebbe piuttosto chiarire ai cittadini delle reali ragioni che si celano dietro le difficoltà della raccolta dei rifiuti in questi anni, Le pare? Ma sono sicuro che quelle parole sgarbate sono soltanto frutto di un innocente malinteso, o magari di un passeggero malumore mattutino.

Notizie Flash: Sacramento “superstar”

13 Gennaio 08

Celebrati questa mattina, sotto la bellissima volta della Cappella Sistina, gli annuali riti del Battesimo da parte di Papa Benedetto XVI in persona. Il papa ha accolto nella Chiesa 13 bambini, assicurandosi come ogni anno che ognuno di essi fosse di pura razza ariana… :)

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