Reportage da un mondo di luogocomunisti

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Archivio per la categoria ‘Una finestra all'Attualità e alla Politica’

Un invito a cena e 10 battute sul cuore

Pubblicato da Sebastian su Luglio 15, 2009

15 Luglio 09

Voglio mescolare il rumore dei miei pensieri. E se riuscirete ad identificare la vostra rabbia con la mia, miei cari invitati a questa mensa, cercheremo di proteggere la nostra mente, le nostre orecchie, il nostro cuore da tutto il male che ci circonda.

Bene, cominciamo.

Ripetete con me:

  1. Io NON ACCETTO di vivere in un mondo dove il cantiere di un ospedale nel quale si condurrano sperimentazioni e ricerche sul cancro lo ritrovo tra una montagna disgregata dagli abusivismi delle cave e tra diversi focolai per lo smaltimento (“lecito” ed illecito) dei rifiuti.
  2. Io NON ACCETTO di progettare un futuro in un mondo che autorizza – il tacito assenso è soltanto una taciturna accettazione – qualcuno, indefinibile come “entità umana”, a picchiare, offendere, minacciare chi decide di denunciare estorsioni e soprusi di analoga fattura.
  3. Io NON ACCETTO di definirmi italiano in una patria in cui le spese per i proiettili eclissano quelle per i libri, dove “crescere” e maturare vuol dire sostenere un regime di guerra economica, che conduce il nostro sostegno militare a bilanciare gli indici di borsa.
  4. Io NON ACCETTO di definirmi italiano in una patria in cui la nazionalità discrimina il giudizio nelle aule di un tribunale, dove il concetto di latitante accomuna camorristi e lavavetri, dove salvare vite su un barcone innesca dispute internazionali per il “tocco” all’intervento, dove chi salva una vita subisce denunce, dove armarsi di forconi e vigilare per strade notturne in una neorealista caccia alle streghe di seicentesca memoria vale a dire esercitare una democrazia.
  5. Io NON ACCETTO questa limitata espressione, questa stanca vicissitudine giornaliera che vi porta ad amare il vostro giardinetto, la vostra auto, il vostro cuore e la vostra mente che non funzionano più, schiacciati dal torpore che vi annega ogni giorno di più. E con licenza parlando, vi ricopre di escrementi che non laverete nemmeno con la vostra dipartita.
  6. Io NON ACCETTO la strumentalizzazione della morte, i volti “in memoria di” connessi ad animi sorridenti, le dispute bipartitiche sul “giusto” e sullo “sbagliato”, i latitanti e le “ragazze immagine” ripuliti e seduti in un’aula di Parlamento.
  7. Io NON ACCETTO l’impunità per chi la legge dovrebbe auto-osservarla, per chi dovrebbe tutelarla, per chi dovrebbe sancirla, per chi dovrebbe amministrarla.
  8. Io NON ACCETTO il mutismo ipocrita trasformato in un essere “al di la della parte specifica”, che lascia il giardino incolto all’imperizia di chi non lo ravviva, di chi lo appesta con i fumi, e infanga il nome di chi quel giardino cerca di sistemarlo con le proprie idee utopiche, con la voce della verità, della giustizia, della diffidenza verso l’ambiguità del disvalore dilagante.
  9. Io NON ACCETTO l’ innestare il seme di nuove vite in terre dove il martirio è quotidiano, dove “il paradosso è cosa normale”, dove “la rabbia ci mostra solo il male”, dove l’onestà rende morti di fame e l’illegalità muove capitali colossali, riciclati a norma di legge al tasso del 5% e ripuliti investendo nell’imprenditoria che avvolge il nostro quotidiano, rendendo perfino assaggiare un gelato in un centro commerciale un gesto criminale.
  10. Io  NON ACCETTO chi brucia i propri sacrifici immolandoli all’altare di una multinazionale, di un regime senza scrupoli, aculturale, amorale, che avvolge vite in spirali di insensatezza senza scampo.

Visto? E’ facilissimo. Perdonatemi se vi ho rovinato la cena.

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“Break the gears in your lives”

Pubblicato da Sebastian su Febbraio 6, 2009

06 Febbraio 09

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Tante cose sono cambiate, dall’inaugurazione di questo spazio virtuale. E tra le parole annegate nel mare del Web, ripescate di tanto in tanto da qualche gentile avventore, accade una serie inarrestabile di avvenimenti durante i quali non si ha la facoltà di bilanciare gli stessi col tempo che si disgrega. Ognuno è spettatore inconsapevole del mondo che ha contribuito a creare attorno a sè. Il suo. Il Microcosmo.

Ma quanto dura? Come e in che misura è quantificabile la stabilità del proprio Microcosmo…? Quanto è grande e duraturo il “proprio” mondo? Sempre troppo poco, se intendiamo coglierne la stabilità e l’adeguata consistenza. E sempre troppo, prima che questo ci venga a monotonia.

Noi esseri umani siamo stelle fluttuanti alla ricerca perenne di un Nuovo. Pensate non sia così? E allora provate ad affacciarvi fuori dalla vostra corrente. Provate ad afferrare una lettera che vaga persa nello spazio che c’è oltre voi ed oltre le vostre convinzioni. Provate a staccarvi per un attimo dal percorso di Vita che credete inevitabile e che invece è solo acqua della fonte di qualcuno che per voi ha scritto il vostro destino… Cosa succede?

Spostate lo sguardo da questo monitor. Guardate alla realtà fuori come al sogno di qualche pazzo inventore del mondo che stiamo vivendo e delle sue barbare e incongruenti vicissitudini. E il vostro Microcosmo non sarà che un’infinitesima scintilla. Tanti nel corso della Storia ( il maiuscolo è d’obbligo ) l’hanno capito. Hanno capito che la realtà è un artefizio da retrobottega, e che sventare i piani sortiti ai danni di chi nasce, cresce e muore senza aver provato l’AMORE, la MAGIA, la FELICITA’, la GIUSTIZIA, la VITA, era possibile. Si, possibile. Anche a costo di rinchiudersi tra quattro alberi in una foresta inesplorata. A costo di indossare un vestito da gallina e scappare via da una città, affermando il proprio diritto anche ad essere anormale. Si, anche così. Come Stevenson, alla ricerca della SUA Vita. Sgretolando i confini del Microcosmo di default, verso quello che più si ritiene giusto. Verso ciò che si vuole.

E come potrebbe essere più semplice di oggi? Viviamo in un mondo completamente digitalizzato, nel bene e nel male. Potremmo sventrare le nostre carceri chiamate case e lavorare da qualsiasi angolo del globo. Far crescere i nostri figli nel mondo. Allevarli senza casa. Senza pregiudizi. Vivendo dove e quando ci piace. E invece…? Charlie Chaplin lo intuì un bel pò di anni orsono… “Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà” [ "Il grande dittatore", 1940 ]. E quindi, contrariamente alla tendenza dei mass-media, che continuamente osservano il fenomeno della fuga di cervelli, sottolineandone soltanto “l’andare” ( e non il “PERCHE’ andare”), non si parla di giovani laureati preda di una catena di montaggio scellerata ancor prima di lasciare la penna BIC sui banchi universitari. Non si parla di persone che “tirano a campare”… tirare per arrivare dove e a cosa??? Non si parla della morte di qualsiasi velleità artistica che annega nella mediocrità dilagante.

E allora lo volete un consiglio? “Break the gears in your lives”… rompete le righe, gli ingranaggi… Stracciate la vostra quotidianità come straccereste un assegno scoperto. Liquidate chi vi fornito la tracciatura di un paesaggio campestre da colorare con le vostre matite. Strappate il foglio e schizzate figure astratte. Date anche al vostro Cervello una opportunità di fuga. E che a seguirlo sia il vostro Cuore. Senza sè e senza ma. Salvate le vostre esistenze. Senza bisogno di spot pubblicitari, o format mass-mediatici preconfezionati, per stabilire cosa essere nella Vostra Vita.

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Omicidio Orsi: una svolta…

Pubblicato da Sebastian su Novembre 19, 2008

Svolta nell’omicidio dell’imprenditore Michele Orsi. I carabinieri hanno arrestato nella sua abitazione l’uomo che ebbe un ruolo nel delitto avvenuto a Casal di Principe. Si tratta di Mario Di Puorto, di 23 anni. Di Puorto è accusato di esser stato lo “specchiettista” del commando, significa, nel gergo criminale, che indicò al gruppo di fuoco chi era la vittima da colpire. Fece insomma da “specchietto”, la mattina dell’agguato, consentendo ai sicari di agire a colpo sicuro. Siamo alla svolta in questo delitto compiuto, secondo gli inquirenti, per far tacere Orsi che aveva deciso di collaborare e di svelare le trame oscure dell’affare rifiuti legato alla camorra. Per l’omicidio si ricerca il superkiller Giuseppe Setola, che si è finto cieco per cercare un alibi rispetto ai delitti di cui è accusato. Setola è in fuga dalla giustizia ma gli inquirenti lo stanno braccando.

Fonte: www.repubblica.it

(grazie Amore per la segnalazione)

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4-5-6 Ottobre 08 – Manifestazione antirazzista a Caserta

Pubblicato da Sebastian su Ottobre 3, 2008

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Last heroes… Part #1

Pubblicato da Sebastian su Ottobre 3, 2008

3 Ottobre 08

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Roberto Saviano: nato a Napoli nel 1979. Collabora con L'Espresso e la Repubblica. E' autore di Gomorra (Mondadori), tradotto in 33 paesi. La letteratura e il reportage sono gli strumenti che Roberto Saviano usa per raccontare la realtà. Dal 13 ottobre 2006 in seguito al successo del romanzo-nofiction Gomorra, fortemente accusatorio nei confronti delle attività camorristiche, alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, alle informative dei carabinieri e alle minacce rivolte in aula, durante il Processo Spartacus, dai boss Antonio Iovine e Francesco Bidognetti del clan dei casalesi, Roberto Saviano vive sotto scorta. 

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Lucariello: nome d’arte di Luca Caiazzo – (Napoli, 9 giugno 1977) è un rapper, beatmaker e cantante italiano. La sua peculiarità è quella di raccontare storie di strada e di spiritualità in lingua napoletana. Nel 2007 inizia il suo percorso solista con l’album “Quiet“, coprodotto con il giapponese Taketo Gohara. Nove tracce di hiphop suonato da strumenti acustici ed elettronici con liriche in dialetto strettissimo. Lucariello racconta storie, sottolineando i sentimenti dei protagonisti: ragazze madri che si scoprono lesbiche, giovani minorati che desiderano l’amore, prostitute africane che vogliono tornare a casa, uomini introversi che fanno viaggi interminabili con la mente, sono questi i personaggi che danno vita ai racconti di Quiet. Dalla sincera stima e da una corrispondenza iniziata nell’estate del 2007 con lo scrittore Roberto Saviano nasce Cappotto di Legno un brano ispirato alla vicenda dell’autore di Gomorra che vive sotto scorta perché condannato a morte dal Clan dei Casalesi. Nel testo Lucariello descrive dalla prospettiva di un killer l’omicidio dello scrittore, inserendo i campionamenti delle voce di Nicola Schiavone padre del Boss Francesco Schiavone detto “sandokan” che lo definisce:”un pagliaccio, un buffone”.
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Co’sang: Cresciuti nel rione Marianella, ai confini con Scampia, Piscinola e Miano, hanno iniziato il loro percorso musicale è con la partecipazione all’album autoprodotto Spaccanapoli della crew napoletana Clan Vesuvio nel 1997, con la traccia Paura Che Passa, scritta e prodotta con Denè e Daiana, inizialmente membri dei Co’Sang. Nel 2005 la band ha pubblicato il primo album, intitolato Chi More Pe’ Mme, composto da 16 tracce, che dipingono una Napoli attuale e senza molti spazi ai compromessi, le liriche sono realizzate in napoletano. Le produzioni sono affidate a O’Luchè, ad eccezione di tre tracce realizzate da O’ Red del Clan Vesuvio, vi partecipano anche il rapper Lucariello, Fuossera ed il rapper giamaicano 2Bad.
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Sergio Nazzaro: Giornalista pubblicista ha scritto reportage sulla criminalità per le agenzie di stampa Clorofilla.it, Left Avvenimenti, Megachip, Nazione Indiana. Ha collaborato con Radio Kossuth (Ungheria), il quotidiano «MF DNS» (Praga), «Rumore» e «Next Exit». Ha pubblicato Un giorno in Messico,…e forse anche ottobre, Qualcosa di sconosciuto: la poesia di György Petri. Scrive per «Il Pizzino». Vive al Sud.
Rosaria Capacchione
Rosaria Capacchione: giornalista de «Il Mattino» di Napoli più volte entrata nel mirino del clan dei Casalesi a causa dei suoi articoli scomodi sugli affari e le collusioni camorristiche nel casertano.
Don Peppino Diana
Don Peppino Diana: Giuseppe Diana (Casal di Principe, 4 luglio 1958 – Casal di Principe, 19 marzo 1994) è stato un presbitero e scrittore italiano. Vittima innocente della camorra. Alle 7.30 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, don Giuseppe Diana viene assassinato nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, mentre si accingeva a celebrare la Santa Messa.
Don Peppe visse negli anni del dominio assoluto della camorra casalese, legata principalmente al boss Francesco Schiavone detto Sandokan. Gli uomini del clan controllavano non solo i traffici illeciti, ma si erano infiltrati negli enti locali e gestivano fette rilevanti di economia legale, tanto da diventare “camorra imprenditrice”.

Il barbaro omicidio, dicono gli atti processuali, maturò in un momento di crisi della camorra casalese. In questo periodo, una fazione del clan ordinò l’omicidio di don Peppe, personaggio molto esposto sul fronte antimafia, per far intervenire la repressione dello Stato contro la banda che ormai aveva vinto la guerra per il controllo del territorio.

A67
‘A67: Cinque ragazzi tra i 23 e i 33 anni che si immettono nella tradizione non-melodica di Napoli (da Enzo Avitabile ai 99 Posse) con un crossover funk-rock-rap e soprattutto un progetto: dimostrare che la camorra è una condizione mentale piu che un problema di ordine pubblico.

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Sventrare monti non è un reato…

Pubblicato da Sebastian su Settembre 30, 2008

30 Settembre 08

Come dire… “immondizia e non solo”…

E’ notizia di questi giorni che il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Pepe, abbia prosciolto gli 11 imputati della cosiddetta “Operazione Olimpo”, l’inchiesta condotta dal pm Donato Ceglie che portò al sequestro di cave e a diversi arresti. Tra gli imputati assolti, perché “il reato non sussiste”, gli imprenditori Luigi e Antonio Luserta. La decisione ha prodotto il dissequestro di beni e cave situate nella zona tra Caserta e Maddaloni.

La devastazione dell’ecosistema delle colline casertane, che ha prodotto, oltre ad un notevole stridore estetico, modifiche al clima della città e costante presenza di fumi dovuti alle polveri che si spargono nell’aria, cade dunque in prescrizione…

Nei prossimi giorni vi fornirò una serie di foto della gravissima situazione delle cave nel casertano.

[Fonte: www.casertaweb.com]

[Grazie Amore per la segnalazione]

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“Piombo”

Pubblicato da Sebastian su Settembre 23, 2008

23 Settembre 08

“Chiazze di sangue, giornate di sole
Le dita sull’asfalto, l’arma già scarica.
Giovane vita in un gesso sottile
Tutto finisce, in terra resta una sagoma.

Fanti e pedine, scacchiere di morte
La merce nel sistema è l’unica regola
Rischiare tutto e non essere niente

Nel male scuro che travolge ogni pietà.

L’aria è più pesante che mai quando un fantasma ci ruba l’ossigeno
Quando il futuro è solo piombo su queste città
Sotto una cupola che sembra la normalità.

L’aria è più pesante che mai e brucia tanto che manca l’ossigeno
Troppi silenzi in quel cemento che già sanguina
Troppe speranze nel mirino che ora luccica.

Se un sogno non raggiunge neanche il mattino
Se le illusioni sono scorie di umanità
Come fare a coniugare un verbo al futuro
Quando il futuro è solo appalto di tenebra.

Dentro una terra di sole e veleni
C’è un paradiso infestato dai demoni
Spettri temuti con nomi e cognomi
Che tremano solo di fronte alla verità

Quella del coraggio di chi sfida l’oscurità,
Quella di chi scrive denunciando la sua realtà,
Le anime striscianti che proteggono l’incubo
Sotto la scorta di un domani che scotterà.”

L’aria è più pesante che mai quando un fantasma ci ruba l’ossigeno
Quando il futuro è solo piombo su queste città
Sotto una cupola che sembra la normalità.
L’aria è più pesante che mai e brucia tanto che manca l’ossigeno
Troppi silenzi in quel cemento che già sanguina
Troppe speranze nel mirino che ora luccica.”

[ Subsonica - "Piombo" ]

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“Lettera a Gomorra, tra killer e omertà”

Pubblicato da Sebastian su Settembre 23, 2008

23 Settembre 08

Pubblico integralmente la lettera di Roberto Saviano su Repubblica.it, a riguardo dei recenti assassinii compiuti nel territorio di Castel Volturno, Caserta.

Ritengo la lettura di questa lettera un dovere civico per ogni cittadino. Senza alcuna esagerazione.

“I RESPONSABILI hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un’anima. O forse no. Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino, Pietro Vargas stanno portando avanti una strategia militare violentissima. Sono autorizzati dal boss latitante Michele Zagaria e si nascondono intorno a Lago Patria. Tra di loro si sentiranno combattenti solitari, guerrieri che cercano di farla pagare a tutti, ultimi vendicatori di una delle più sventurate e feroci terre d’Europa. Se la racconteranno così.

Ma Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino e Pietro Vargas sono vigliacchi, in realtà: assassini senza alcun tipo di abilità militare. Per ammazzare svuotano caricatori all’impazzata, per caricarsi si strafanno di cocaina e si gonfiano di Fernet Branca e vodka. Sparano a persone disarmate, colte all’improvviso o prese alle spalle. Non si sono mai confrontati con altri uomini armati. Dinnanzi a questi tremerebbero, e invece si sentono forti e sicuri uccidendo inermi, spesso anziani o ragazzi giovani. Ingannandoli e prendendoli alle spalle.

E io mi chiedo: nella vostra terra, nella nostra terra sono ormai mesi e mesi che un manipolo di killer si aggira indisturbato massacrando soprattutto persone innocenti. Cinque, sei persone, sempre le stesse. Com’è possibile? Mi chiedo: ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l’amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, “così è sempre stato e sempre sarà così”?

Leggi il seguito di questo post »

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Caserta tra Reggia e immondizia – 21

Pubblicato da Sebastian su Settembre 18, 2008

18 Settembre 08

Ecco di seguito riportati due articoli, dove si rende ben noto come la politica casertana voleva abilmente nascondere sotto la sabbia una problematica seria, d’altronde in linea con la condotta dell’attuale governo: “la immondizia c’è ma non si vede, con la felicità di qualche topolino in meno”; ma l’emergenza rifiuti è tutt’altro che superata.
E a quanto pare questi “rispettabili” signori hanno dimenticato nuovamente un diritto fondamentale sancito dalla nostra Carta Costituzionale: Diritto alla Salute!!

EMERGENZA RIFIUTI : DI NUOVO CRISI
Sciopero dipendenti, no raccolta in 26 Comuni

16.9.08 Nuova emergenza rifiuti a Caserta. O meglio emergenza rifiuti volutamente ‘celata’ che torna semplicemente in auge. Da circa cinque giorni i comuni, 26 in totale, gestiti dal consorzio Ce2 sono nuovamente immersi da immondizia a causa dello sciopero dei dipendenti che hanno indetto lo stato di agitazione per il mancato percepimento delle spettanze dovute. Per mercoledì mattina, invece, è previsto un incontro in prefettura a Caserta per cercare una soluzione definitiva. DAL GOVERNO CENTRALE – Il sottosegretario all´emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, ha provato a chiarire il motivo del disagio. “Non esiste alcun problema di assegnazione delle quote di rifiuti – spiega l’uomo del cavaliere – da destinare nelle diverse discariche che quotidianamente la struttura del sottosegretario attribuisce ai comuni, ma solo e unicamente a difficoltà legate al sistema della raccolta di competenza territoriale”. CONSORZIO UNICO – Dopo lo scioglimento dei consorzi di bacino tutti i comuni stanno incontrando difficoltà di un certo rilievo. In tutti i casi si tratta di problematiche economiche, in quanto molti comuni risultano morosi e di conseguenza non riescono a mettersi rapidamente in regola. A farne le spese sono ovviamente i lavoratori che non percepiscono le mensalità dovute ed alcuni altri comuni che invece risultano in regola. LA SITUAZIONE ATTUALE – E’ di nuovo la città di Aversa quella più colpita dalla crisi. Santa Maria Capua Vetere si stanno mettendo in linea per non perdere terreno nei confronti del comune normanno. Ma è allarmante la situazione a Parete e Carinaro, i due comuni che comunque si sono contraddistinti negli ultimi tempi per l’ottima differenziata svolta.
(www.interno18.it)

ECOSCANDALO: SEQUESTRATA AZIENDA SMALTIMENTO RIFIUTI

CASERTA 17.9.08 – Controlli per combattere gli infortuni e tutelare l’igiene sul posto di lavoro: operazione del Noe e dei carabinieri, che sequestrano un impianto di smaltimento di rifiuti ferrosi a “Lo Uttaro”.
Nel pomeriggio di domenica, verso le 16, sulla strada statale Appia, in località “Lo Uttaro” di Caserta, i militari della locale stazione dei carabinieri, unitamente agli uomini del Nucleo operativo ecologico di Caserta, hanno sequestrato una struttura di smaltimento per rifiuti particolari.
Si tratta di un impianto della società “Ricicla molisana srl”. Le forze dell’ordine, grazie ad una mirata operazione, si sono presentati alla struttura e hanno proceduto a ispezionare un impianto di riciclo materiale ferroso all’insegna e il tutto è stato sottoposto a sequestro.
Il tutto è stato contestato con una circostanziata denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Nello specifico sono state riscontrate infrazioni alle normative inerenti infortuni ed igiene sul lavoro. I militari della Benemerita, alla fine delle operazioni, hanno posto i sigilli all’impianto, il quale è composto da un capannone che sorge su un area di circa diecimila metri quadri, immobile e macchinari sequestrati hanno un valore di duemilioni e cinquecentomila euro.
(www.casertaweb.com)

[Articolo a cura di my Love Poison Girl]

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Via l’anonimato dal Web!

Pubblicato da Sebastian su Settembre 17, 2008

17 Settembre 08

Da RaiNews24:

Un’agenzia dell’Onu, l’Unione internazionale per le telecomunicazioni (Itu), sta discutendo l’idea di rimuovere le protezioni che garantiscono di operare in Internet mantenendo l’anonimato. Immediate le proteste degli internauti che temono una “caccia alle streghe” telematica da parte di governi più o meno repressivi, come quello cinese.

Sul tavolo dell’Itu, riunito in questi giorni a Ginevra, c’è un testo proposto proprio dalla Cina, che chiede di “tracciare l’origine di informazioni essenziali” che circolano sul web.

Al ristretto gruppo di lavoro dell’Itu che potrebbe abolire l’anonimato sul web, chiamato in gergo tecnico ‘gruppo Q6/17′, partecipa attivamente anche l’agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (Nsa).

Le discussioni degli esperti del Q6/17 – che si svolgono a porte chiuse – si concentrano sullo sviluppo del cosiddetto IP Traceback, un sistema che permette di individuare da dove provengono dati diffusi su Intenet.

Gli esperti del mondo telematico temono che il Traceback venga usato dai governi per controllare informazioni scomode fatte circolare in maniera anonima. I documenti riservati dell’agenzia dell’Onu sono stati diffusi sul sito Internet CNet da Steve Bellovin, un professore della Columbia University di New York preoccupato per la proposta cinese.

Secondo Bellovin, il Traceback potrebbe servire ai governi “per schiacciare le opposizioni” e andrebbe “contro la stessa dichiarazione universale dell’Onu a difesa dei diritti umani”.

Fonte: http://www.rainews24.it/

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Caserta tra Reggia ed immondizia – 20

Pubblicato da Sebastian su Settembre 16, 2008

16 Settembre 08

Le immagini che seguono sono state scattate il giorno 15 Settembre – ovvero circa tre mesi dopo la dichiarazione da parte del Presidente del Consiglio della fine dell’emergenza rifiuti – ad Aversa, in provincia di Caserta. Il quadro è piuttosto angosciante:

L'immagine mostra una strada della città dove i rifiuti dai cassonetti finiscono per invadere la carreggiata stradale e parte del marciapiede

L'immagine mostra una strada della città, dove i rifiuti che fuoriescono dai cassonetti finiscono per invadere la carreggiata stradale e parte del marciapiede

L'immagine mostra

In quest'immagine un enorme cumulo di rifiuti invade completamente il marciapiede, fin quasi a raggiungere i punti di aerazione che vedete. Particolare inquietante: i punti di aerazione fanno capo ai locali di un Poliambulatorio!

L'immagine

In questo scatto vediamo un abnorme accumulo di spazzatura in pieno centro cittadino. All'altro lato della strada l'ingresso alla Facoltà di Ingegneria. Una donna passeggia tranquillamente con la bici...

L'immagine

Un cumulo di spazzatura nei pressi dell'ingresso al garage degli Uffici delle P.P.T.T. ...

(grazie Amore per il supporto…)

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Caserta tra Reggia e immondizia – 19

Pubblicato da Sebastian su Settembre 13, 2008

13 Settembre 08

Continua la gravissima emergenza rifiuti, nonostante in alcune zone i cumuli di immondizia siano scomparsi dalle strade.

Ma dove viene smaltita?

E, soprattutto, da chi?

Per la prima domanda è sempre più difficile fornire una risposta certa, a causa delle misure dittatoriali imposte dal Governo sulla legittimità di protesta verso la creazione di siti di stoccaggio e discariche, e sulla possibilità di operare inchieste su quest’ultimi.

Tuttavia, grazie a chi cerca di operare una informazione sempre più libera ed incondizionata, alla seconda domanda sembrano mostrarsi, col passare del tempo, delle risposte concrete.

E’ notizia di questi giorni, ad esempio, che l’imprenditore Vassallo, vicino al clan Bidognetti di Casal di Principe, abbia mosso accuse al coordinatore regionale di Forza Italia, Nicola Cosentino, in carica come sottosegretario all’Economia.

Cosentino è stato accusato di “prendere soldi dai fratelli Orsi” e di essere direttamente coinvolto nei traffici di rifiuti tossici che “sono stati sversati in Campania per 20 anni pagando tangenti a politici e funzionari”. Vassallo, inoltre, cita Licio Gelli, noto “Maestro Venerabile” della Loggia Massonica P2 (che contò tra le sue file, negli anni ‘70, con fascicolo 625, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – come potete osservare in questa lista), evidenziando i rapporti intercorsi negli anni tra camorristi, ecomafiosi e, appunto, logge massoniche del Centro-Nord (come la P2).

Insomma, 20 anni di smaltimento illecito, nelle campagne del napoletano e del casertano, di scorie tossiche (scorie industriali, fanghi dall’Acne di Cengio, scarti di lavorazione del poliestere, avanzi delle concerie toscane, oltre ai “normali” rifiuti urbani) e amianto, provenienti dalle industrie del nord al ritmo di 20 camion al giorno. Uno scempio feroce che ormai non costituisce più un segreto, ma che, a quanto pare, non riesce a scuotere con decisione le coscienze degli abitanti di queste zone violentate dall’arrivismo e dalla corruzione politico/imprenditoriale.

“E’ fango sul governo, mai visto quell’uomo. Sono solo menzogne e lo dimostrerò”, si difende Cosentino, sostenendo che “i clan provinciali erano contro di me. Quando mi sono presentato alle elezioni nel 1980 per le Provinciali, i clan avevano messo un loro candidato contro di me [...] A Casal di Principe c’era anche la mia segreteria politica. Normale che venivano tutti, mi aspettavano anche sotto casa“.

In attesa dell’esito dell’indagine che vede coinvolto Cosentino e, in una faccenda di assunzioni pilotate, l’ex Ministro delle Telecomunicazioni ed attuale parlamentare di AN, Mario Landolfi, vi propongo il seguente video, che mostra come l’emergenza rifiuti sia TUTT’ALTRO che conclusa:

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Caserta tra Reggia e immondizia – 18

Pubblicato da Sebastian su Settembre 12, 2008

12 Settembre 08

  • Dal dizionario De Mauro on line:

mar|cia|piè|de
s.m.
AU
1a parte laterale di una strada destinata all’esclusivo transito dei pedoni spesso rialzata e delimitata da un gradino

  • Dalla corrispondente voce Wikipedia:

L’articolo 3 comma 1° nr. 33 Codice della Strada definisce

Marciapiede: quella parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni [...] Conosciuto nell’antichità, sparì durante il Medioevo, in quanto a quell’epoca le strade venivano realizzate con un ruscello centrale che provvedeva a ripulire la strada dai fanghi e dai rifiuti

Ecco come ad Aversa, tra Caserta e Napoli, le più banali definizioni vengono sovvertite:

Come di può notare, non solo nel Medioevo, ma anche ai giorni nostri può capitare che un marciapiede “sparisca”…

  • Un’ultima citazione:

“Abbiamo fatto il primo Consiglio dei Ministri a Napoli 58 giorni fa e oggi sono orgoglioso di dire che già non c’è più spazzatura per le strade” [Silvio Berlusconi, 18/07/2008, fonte http://italiadallestero.info]

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Con le mie parole [agli "ospiti" dei CPT]

Pubblicato da Sebastian su Settembre 11, 2008

12 Settembre 08

E lei gli disse: “Voglio iniziarti… iniziarti alla Vita…”.
“E come?”, rispose l’uomo, le mani sulle sbarre.
“Con le mie parole”.

Il carattere patogeno della detenzione, causato principalmente dalle strutture e dall’assenza di comunicazione (fino ad atteggiamenti di disprezzo) dei responsabili con le persone trattenute; misure securitarie sproporzionate per persone trattenute in un quadro amministrativo; nessuna assistenza alle persone vulnerabili; servizio medico presente ma carente, soprattutto nei centri altamente popolati; carenza del servizio d’interpreti e traduttori; mancanza di un servizio d’assistenza legale”. Per questo si chiede con urgenza, “la ristrutturazione dei centri e l’eliminazione delle gabbie; l’accesso permanente di Ong e giornalisti; il miglioramento dei servizi igienici, medici e legali.’

[da un rapporto dell'Unione Europea sui CPT]

Fonte: http://oltrelesbarre.splinder.com/

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Rifiuti in fattori elementari

Pubblicato da Sebastian su Settembre 11, 2008

11 Settembre 08

Ricorrere alla semplicità. Questa la soluzione. Un problema, infatti, non è mai tanto complesso da non poter essere ridotto a una serie di sotto-problemi più semplici da approcciare e, di conseguenza, da risolvere.

Altra premessa: il problema della spazzatura in Campania (ma forse sarebbe più esatto scrivere “in Italia”) è tutt’altro che risolto; sta, viceversa, conoscendo una delle sue fasi più acute, per via della feroce disinformazione della quale è oggetto. Per intenderci: rimuovere i rifiuti dalle strade, ometterli alla nostra vista, e sostenere che il problema della nettezza urbana è stato risolto, equivale a fornire di una scatoletta di sardine ogni abitante del pianeta e tranquillizzarsi del fatto che la fame nel mondo è scomparsa!

Ciò premesso, vorrei sottolineare come in Giappone, tenendo presente la regola di scomposizione in fattori più elementari di cui sopra, un piccolo paese, Kamikatsu (2000 abitanti), abbia risolto definitivamente il problema dello smaltimento. Niente cassonetti, niente imprese per la raccolta di rifiuti. Questo perchè, semplicemente, tutti i residenti operano la raccolta differenziata. E non solamente con la plastica, la carta, il vetro e l’organico. I cittadini hanno l’obbligo di differenziare ben 34 diverse tipologie di rifiuti. E sono loro stessi a portarli presso i centri di recupero che poi provvederanno al riciclaggio.

L’idea nacque nel 2003, quando il paese si impegnò, per l’anno 2020, a ridurre a zero ogni spreco connesso allo smaltimento dei rifiuti, in un’ottica di totale riciclo. Ecco alcuni dei punti chiave introdotti dalla Kamikatsu-cho Zero Waste Declaration:


1. Kamikatsu-cho will strive to foster individuals who will not pollute our environment!
2. Kamikatsu-cho shall promote waste recycling and resource reuse to the best of its ability to eliminate waste incineration and landfill by 2020!
3. Residents of Kamikatsu-cho shall join hands with people around the world in order to improve the earth’s environment!

Il programma è invece disponibile sulla mirror giapponese di Greenpeace, a questo indirizzo.

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Tutto è intorno a te

Pubblicato da Sebastian su Maggio 19, 2008

19 Maggio 2008


Si stanno stringendo la mano. Due uomini. Le dita di lui, che ha gli occhi cerchiati di vaghe venature bluastre e le scarpe invecchiate di qualche anno, accarezzano per qualche istante fugace quelle dell’altro. Si gira a guardarlo. Gli lascia la mano mentre nella calura pre-estiva del pomeriggio il treno au-ralenty sferza d’aria d’Altroquando i loro vestiti, i loro capelli, i loro lineamenti. Lo guarda come solo un fratello maggiore sa fare. E il sorriso che i suoi occhi rimandano è il segnale. Stanno percorrendo il binario giusto.

Corinne è all’angolo. L’alto platano offre ai suoi pensieri scomposti il riparo necessario dall’ordinarietà del sole. Guarda la camicia bianca, i seni che la arrotondano perfettamente. Guarda le sue mani curate. Isola per qualche istante la sua mente in un’urna personale, psicologica, provando ad immaginarsi librata nell’aria, quella vera, reale, olfattiva, ossessiva per chi non l’ha mai percepita. L’urna le riempie l’anima, passando dalla mente al corpo. Come un’orgasmo. Come una placenta che si disgrega di piacere. Il rumore di un treno che rallenta, e nella sua testa fa capolino un pensiero, l’immagine affollata da arrivi e partenze, mormorii reciproci, un avviso che non si ascolta perchè la musica disegna dinanzi agli occhi un mondo artificiale. E la domanda: “Stiamo percorrendo il binario giusto?”.

Sente il guinzaglio rodergli i peli del collo. Vorrebbe dirlo, ma non può. Sente un’ambulanza, si gira verso gli occhi distratti che errano dietro gli occhiali da sole di Giulio, che si perdono nella folla. Quegli occhi li, in alto. Ma Giulio non sente nulla. Tommy pensa che il suo padrone sia insensibile. Incoerente. Muore/sta male/ha bisogno qualcuno di qualcun altro. E lui non sembra accorgersene. Gira il volto dall’altra parte. Lo sfrigolio dei freni sui binari del treno gli attanaglia l’udito. Lo satura violento. Tommy spicca un salto, e ricade posando le zampe sul binario azzurro delle strisce di un parcheggio.

Il tempo di inalare l’aria, di guardare gli occhi di suo fratello, che non vuole percepire sensazioni, che le eclissa perchè dorrebbero. Gli occhi dell’ultima speranza, destinata ad allontanarsi da lui di mille chilometri. La distanza che chi resta sulla piattaforma deve percorrere necessita ancora di qualche anno, per essere calcolata. Quella distanza che legge negli occhi chi sale su un treno, chi parte, chi lascia, e percorre, scopre, riscopre, vive. La speranza di occhi che non tradiranno mai, nonostante non si dica a parole. Quella speranza ha ancora bisogno di qualche anno. Poi scoprirà che vivere è possibile. Senza rimorsi, né sconfitte.

Corinne abbassa la testa. La rialza. Apre gli occhi. Immagina un soffio di vento. Che arriva. La cinge e la distrugge. Le strappa i capelli. Le lacera la pelle, le ossa, le stritola l’anima in una morsa di impotenza e di inquietudine animale. Di Corinne rimane solo l’essenza dell’essere. Ma è solo immaginazione. Ora riapre davvero gli occhi. Qualche istante di silenzio, poi un’auto passa. E scompare, rivelandole la desolata consistenza di una strada infangata dalla pioggia che si è insinuata nella spazzatura. L’olezzo pesante della decomposizione. Un tanfo che come un orrido la precipita in un’angusta fame di inconsapevolezza. Che non può essere soddisfatta. Pensa a una neonata deforme. Pensa al cadavere di un ratto perso tra le confezioni di dessert, tra buste Sisa, Ikea, Carrefour, Albero. E urla, Corinne, incurante della donna che da sessant’anni porta un cesto di verdura sulla testa per gli stessi, consumati settecento metri, e che ha paura di guardarla, accelerando il passo.

Giulio guarda Tommy, che rimanda uno sguardo tenero, venato da una inconsueta e strana inquietudine. Giulio pensa sia il rumore. Tommy pianta le zampe al suolo caldo ed umido. Giulio lo osserva, con dolcezza. Si toglie la mascherina, guardando accigliato i residui color terra che ne hanno attaccato il biancore dall’esterno. La posa sul muso di Tommy, evitando di interpellare i recessi della sua razionalità. “Sono come Tommy, seguo l’istinto”, pensa. Risollevandosi passa una mano tra i capelli. Vede una donna che piange, le sue lacrime calde d’amore rigano il volto bello, partenopeo. Pulito. Ha un’anima ancora tutta da costruire, stretta tra le braccia, che cerca con la bocca il suo seno. Sotto il balcone il rogo si bagna delle lacrime che gocciolano lente dagli occhi di lei. Giulio osserva atterrito. “La morte non è necessariamente la fine, di una vita”.

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No par condicio

Pubblicato da Sebastian su Aprile 3, 2008

Ecco un video (fonte Youtube) nel quale un anziano signore esprime uno sdegno, un pò sgangherato, sulla società e, in qualche modo, sulla attuale classe politica…

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La porcheria del Superminimo

Pubblicato da Sebastian su Aprile 3, 2008

3 Aprile 2008

Pubblico per intero la lettera, inviatami dal mio caro amico e assiduo lettore Francesco (che ringrazio per la sua testimonianza), sul diabolico marchingegno (uno dei tanti) in cui è probabilmente incappato ogni metalmeccanico alle prese con il “Superminimo”. A lui la parola:

Ciao a tutti,
prima di tutto ringrazio Sebastiano e il suo blog per avermi dato la possibilità di dire a tutti voi lo schifo delle cose che ho appreso e visto in questi giorni di lavoro.
Io sono Francesco un onesto metalmeccanico che come tutti si aspettava l’aumento contrattuale e in questi giorni anche i famosi 300 euro previsti quando c’è stato l’accordo con i sindacati. In realtà l’aumento contrattuale e i 300 euro non ci sono stati ne per me ne per i miei colleghi. Il merito è dovuto a una voce presente sulla busta paga che prende il nome di superminimo. Ma cos’è il superminimo?

Il superminimo è la quota di retribuzione che, per accordo delle parti, viene corrisposta al lavoratore in aggiunta rispetto alla paga base e alla contingenza.

Da questa definizione sembra che il superminimo sia una cosa positiva in quanto è una quota aggiuntiva data al lavoratore rispetto a uno stipendio base. In realtà è una delle più grandi “INCULATE” che le aziende riservano ai propri dipendenti. Infatti grazie a questo superminimo io e tutti i miei colleghi non abbiamo avuto l’aumento contrattuale e i 300 euro che ci spettavano.
Ora spiego con un esempio il trucco sporco che si cela dietro a questa parola.
Ah dimenticavo di dire che il superminimo è “assorbibile” dallo stipendio base.
Facciamo dunque un esempio considerando due aziende, una azienda A dove lo stipendio viene pagato a un dipendente come somma di stipendio base e superminimo e una azienda B dove non esiste il superminimo (uguale a zero) e lo stipendio viene pagato solo come stipendio base. Supponiamo che ci sono due dipendenti, un dipendente per l’azienda A e uno per l’azienda B che cominciano la propria carriera partendo dallo stesso stipendio lordo, ad esempio 1100 euro. Il lavoratore B prenderà questo lordo sullo stipendio base, mentre quello dell’azienda A lo prenderà per una parte sullo stipendio base, ad esempio 1000 euro, e per l’altra parte sul superminimo, in questo caso 100 euro. La situazione di partenza è dunque la seguente dove entrambi i lavoratori prendono gli stessi soldi:

immagine1.jpg

Ora supponiamo che dopo un anno ci sia un aumento dovuto al rinnovo del contratto, e che questo aumento comporti un aumento dello paga base di 100 euro.
Per il lavoratore dell’azienda B (quella senza superminimo) questo aumento verrà assegnato sullo stipendio base, mentre per il lavoratore della azienda A, dal momento che il superminimo è assorbibile, questi soldi verranno tolti dal superminimo e messi sullo stipendio base. Quindi dopo un anno avremo la seguente situazione: Leggi il seguito di questo post »

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Dio è morto

Pubblicato da Sebastian su Marzo 15, 2008

14 Marzo 08

“O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell’intelligenza. ” Ernesto Che Guevara (1928-1967).

Siamo di fronte all’applicazione di un pattern politico vecchio ormai più di una idea rivoluzionaria o controrivoluzionaria. Seduti in riva a un acquitrino dove vediamo scorrere fluidi senza più appartenenza, tra i detriti e la sporcizia di un passato meno ingombrante del presente e la foschia di un futuro prossimo – o anteriore – evanescente, poniamo nuove pietre nella nostra mente affinchè il percorso mentale che guida i nostri pensieri sia ben tracciato. Le stesse pietre che dovrebbero inceppare il meccanismo della consuetudine dei nostri connettivi logici, per spalancare un terzo occhio. Un terzo occhio per capire. Senza controllo. Senza censura. Mi ritrovo sempre più spesso a pensare che sotto qualsiasi veste la società ci etichetta o potrà etichettarci, noi, uomini, e i nostri pensieri siamo nudi. E quindi liberi. Perchè rifiutare questa libertà, imprigionati in una gabbia di parole insensate, che scorrono più veloci dei bit che le trasportano?

E’ la quotidianità che ci trasporta verso un “modello di normalità” che prendiamo per buono perchè non abbiamo vista. Un punto di riferimento può essere ignorato. Sei miliardi sono difficili da ammutolire, finiscono inesorabilmente per coprire la voce sottile della mente col loro frastuono sempre più pesante. Come un uomo che trova uno specchio su una piazzola autostradale e finisce per non capire più qual è il nord, quale il sud, quale il passato, quale il futuro.

E la quotidianità, che ci copre con morbidi veli dal freddo della verità, ingloba qualsiasi “realtà particolare” che risiede nella nostra mente.

Sono trascorsi dieci anni. Pochi. E troppi. Il fuoco è sempre li, rende i miei risvegli una voglia innaturale di ricerca, corsa, rincorsa. Leggi il seguito di questo post »

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Lucariello – Love song

Pubblicato da Sebastian su Febbraio 5, 2008

5 Febbraio 08


Quello che segue è un estratto delle note di pubblicazione, su YouTube, del video del bellissimo brano di Lucariello:

“Il video proietta la musica di Lucariello direttamente nei vicoli della sua città, Napoli, partendo da una delle leggi non scritte che, paradossalmente, governano i quartieri, quella del divieto di usare il casco. Una consuetudine che deriva dalla profonda tensione e radicata violenza che si respirano per le strade di Napoli. La guerra di Camorra impone di non usare il casco per evitare di essere scambiati per assassini al soldo di chi sa quale “boss”.
Una provocazione, quella di Lucariello, volta a denunciare l’assurdo sistema di cose, partendo da un dato banale come quello degli adolescenti in motorino. Un video in cui i visi coperti dei due protagonisti si alternano a quelli di persone comuni come fioristi, baristi, passanti, tutti con il volto celato da una calza di nylon, simbolo, nell’immaginario collettivo, proprio del delinquente rapinatore. [...] Proprio durante le riprese, i protagonisti, due ragazzi di 17 anni, Valentino e Stefano Colasurdo, indossando caschi integrali, sono a bordo di un motorino e girano per le strette vie di Napoli. La troupe incaricata delle riprese, con Lucariello a bordo della vettura, fà da apripista, i ragazzi seguono a breve distanza – come da copione – in sella al motorino. È sufficiente una breve distrazione, una maggior lontananza tra i due veicoli sulla scena, che gli sventurati attori sono subito intercettati da un gruppo di individui, poco più grandi di loro e con intenzioni tutt’altro che amichevoli. I due ragazzi vengono bloccati, privati dei caschi, schiaffeggiati e insultati. Il manipolo di facinorosi, scambiandoli per veri killers, non ha esitato a farsi giustizia da sé.”

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