Archivio per la categoria ‘Media e Informazione’
Pubblicato da Sebastian su Febbraio 6, 2009
06 Febbraio 09

Tante cose sono cambiate, dall’inaugurazione di questo spazio virtuale. E tra le parole annegate nel mare del Web, ripescate di tanto in tanto da qualche gentile avventore, accade una serie inarrestabile di avvenimenti durante i quali non si ha la facoltà di bilanciare gli stessi col tempo che si disgrega. Ognuno è spettatore inconsapevole del mondo che ha contribuito a creare attorno a sè. Il suo. Il Microcosmo.
Ma quanto dura? Come e in che misura è quantificabile la stabilità del proprio Microcosmo…? Quanto è grande e duraturo il “proprio” mondo? Sempre troppo poco, se intendiamo coglierne la stabilità e l’adeguata consistenza. E sempre troppo, prima che questo ci venga a monotonia.
Noi esseri umani siamo stelle fluttuanti alla ricerca perenne di un Nuovo. Pensate non sia così? E allora provate ad affacciarvi fuori dalla vostra corrente. Provate ad afferrare una lettera che vaga persa nello spazio che c’è oltre voi ed oltre le vostre convinzioni. Provate a staccarvi per un attimo dal percorso di Vita che credete inevitabile e che invece è solo acqua della fonte di qualcuno che per voi ha scritto il vostro destino… Cosa succede?
Spostate lo sguardo da questo monitor. Guardate alla realtà fuori come al sogno di qualche pazzo inventore del mondo che stiamo vivendo e delle sue barbare e incongruenti vicissitudini. E il vostro Microcosmo non sarà che un’infinitesima scintilla. Tanti nel corso della Storia ( il maiuscolo è d’obbligo ) l’hanno capito. Hanno capito che la realtà è un artefizio da retrobottega, e che sventare i piani sortiti ai danni di chi nasce, cresce e muore senza aver provato l’AMORE, la MAGIA, la FELICITA’, la GIUSTIZIA, la VITA, era possibile. Si, possibile. Anche a costo di rinchiudersi tra quattro alberi in una foresta inesplorata. A costo di indossare un vestito da gallina e scappare via da una città, affermando il proprio diritto anche ad essere anormale. Si, anche così. Come Stevenson, alla ricerca della SUA Vita. Sgretolando i confini del Microcosmo di default, verso quello che più si ritiene giusto. Verso ciò che si vuole.
E come potrebbe essere più semplice di oggi? Viviamo in un mondo completamente digitalizzato, nel bene e nel male. Potremmo sventrare le nostre carceri chiamate case e lavorare da qualsiasi angolo del globo. Far crescere i nostri figli nel mondo. Allevarli senza casa. Senza pregiudizi. Vivendo dove e quando ci piace. E invece…? Charlie Chaplin lo intuì un bel pò di anni orsono… “Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà” [ "Il grande dittatore", 1940 ]. E quindi, contrariamente alla tendenza dei mass-media, che continuamente osservano il fenomeno della fuga di cervelli, sottolineandone soltanto “l’andare” ( e non il “PERCHE’ andare”), non si parla di giovani laureati preda di una catena di montaggio scellerata ancor prima di lasciare la penna BIC sui banchi universitari. Non si parla di persone che “tirano a campare”… tirare per arrivare dove e a cosa??? Non si parla della morte di qualsiasi velleità artistica che annega nella mediocrità dilagante.
E allora lo volete un consiglio? “Break the gears in your lives”… rompete le righe, gli ingranaggi… Stracciate la vostra quotidianità come straccereste un assegno scoperto. Liquidate chi vi fornito la tracciatura di un paesaggio campestre da colorare con le vostre matite. Strappate il foglio e schizzate figure astratte. Date anche al vostro Cervello una opportunità di fuga. E che a seguirlo sia il vostro Cuore. Senza sè e senza ma. Salvate le vostre esistenze. Senza bisogno di spot pubblicitari, o format mass-mediatici preconfezionati, per stabilire cosa essere nella Vostra Vita.
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Pubblicato da Sebastian su Settembre 17, 2008
17 Settembre 08

Da RaiNews24:
Un’agenzia dell’Onu, l’Unione internazionale per le telecomunicazioni (Itu), sta discutendo l’idea di rimuovere le protezioni che garantiscono di operare in Internet mantenendo l’anonimato. Immediate le proteste degli internauti che temono una “caccia alle streghe” telematica da parte di governi più o meno repressivi, come quello cinese.
Sul tavolo dell’Itu, riunito in questi giorni a Ginevra, c’è un testo proposto proprio dalla Cina, che chiede di “tracciare l’origine di informazioni essenziali” che circolano sul web.
Al ristretto gruppo di lavoro dell’Itu che potrebbe abolire l’anonimato sul web, chiamato in gergo tecnico ‘gruppo Q6/17′, partecipa attivamente anche l’agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (Nsa).
Le discussioni degli esperti del Q6/17 – che si svolgono a porte chiuse – si concentrano sullo sviluppo del cosiddetto IP Traceback, un sistema che permette di individuare da dove provengono dati diffusi su Intenet.
Gli esperti del mondo telematico temono che il Traceback venga usato dai governi per controllare informazioni scomode fatte circolare in maniera anonima. I documenti riservati dell’agenzia dell’Onu sono stati diffusi sul sito Internet CNet da Steve Bellovin, un professore della Columbia University di New York preoccupato per la proposta cinese.
Secondo Bellovin, il Traceback potrebbe servire ai governi “per schiacciare le opposizioni” e andrebbe “contro la stessa dichiarazione universale dell’Onu a difesa dei diritti umani”.
Fonte: http://www.rainews24.it/
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Pubblicato da Sebastian su Gennaio 22, 2008
23 Gennaio 08
Così come è nato, nello stesso silenzio chiude (abbondantemente in anticipo sui tempi di pensionamento) il portale Italia.it, diventato famoso alla community degli sviluppatori e non per gli abnormi – ed ingiustificabili – costi realizzativi (ben 45 milioni di euro!) stanziati dal Governo attraverso un bando, e per la mancanza totale di una qualsiasi pubblicizzazione del portale in Italia e nel resto del mondo. La chiusura, avvenuta a quanto pare per scarissimo numero di utenza (e quindi per inutilità), era già stata annunciata dal Ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli (lo stesso Rutelli si fece promotore dell’inaugurazione del portale qualche tempo fa) nel corso di quest’autunno.
Ciò che sorprende è il silenzio generale della stampa (sia in apertura che in chiusura del portale), che chiudendo gli occhi di fronte ad un vero e proprio “spreco legalizzato” di denaro pubblico finisce per coprire l’ennesima mossa sbagliata del Governo in ambito tecnologico: sostanzialmente 45 Milioni di Euro per un bigliettino da visita al mondo dell’Italia… poco più di una cartolina telematica.
Come sottolinea il blog “scandaloitaliano” in un suo interessante articolo (riportante le varie fasi che hanno portato alla decisione della chiusura), “Italia.it è solo tanto denaro pubblico, interessi di combriccole e un oceano di incompetenza”.
Fonte: http://vitadigitale.corriere.it/
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Pubblicato da Sebastian su Gennaio 9, 2008
9 Gennaio 08
Qualche tempo fa (leggi qui il post), vi parlai di un’operazione del leader libico Gheddafi che, insieme a Nicholas Negroponte (responsabile del MIT), intendeva dotare (entro il 2008) più di un milione di studenti libici di computer portatili realizzati con una dotazione hardware e software che ne consentisse un basso prezzo (meno di 150 dollari).

Il progetto ha avuto alterne vicende nel corso di questi anni (vedendosi anche in alcuni casi “clonato”) a causa delle divergenze tra Negroponte e la Intel Corporation (quest’ultima in passato sponsorizzò e prese parte al progetto del MIT). Negroponte parla di “concorrenza sleale, da parte della Intel, al consorzio OLPC (One Laptop per Child, il progetto per la distribuzione dei pc low-cost) in svariate e ripetute occasioni, proprio mentre era parte e sponsor del progetto“, citando inoltre il caso dei rapporti col governo peruviano, che aveva ordinato, allo stesso Negroponte, 270.000 pezzi del notebook low-cost, e con il quale governo la Intel avrebbe stretto rapporti commerciali proponendo – come alternativa al pc “di Negroponte” – il suo Classmate, un pc dello stesso livello ma del tutto estraneo al progetto dell’organizzazione No profit di Negroponte.
Polemiche a parte, il problema nasce probabilmente in virtù dello scopo del tutto sociale (e soprattutto no-profit) dell’idea di Negroponte, buona idea che è finita quindi nel mirino della “speculazione” di una grossa corporation dell’hi-tech.
Fonte: repubblica.it
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Pubblicato da Sebastian su Ottobre 20, 2007
20 Ottobre 07

“Gli spiriti della verità e della libertà sono i pilastri della società.” (Henrik Ibsen, drammaturgo norvegese)
Il disegno di Legge Prodi-levi sulle pubblicazioni editoriali, approvato lo scorso 12 ottobre dal Consiglio dei Ministri, classifica come prodotto di editoria “qualsiasi prodotto che abbia finalità di informazione e di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.”
Forma e mezzo qualsiasi implica, quindi, anche il mezzo telematico, nella fattispecie la rete, con la conseguenza che, qualsiasi blog o sito web, per quanto piccolo esso sia, rientra nella categoria, ed è quindi soggetto ad una tassazione formalizzata come iscrizione al ROC, il Registro degli Operatori di Comunicazione. Ragazzini desiderosi di condividere i propri pensieri, divulgatori indipendenti (e senza quattrini…), naviganti in rete e nel mondo che condividono abitualmente viaggi e sogni saranno costretti a formalizzare, perdendo una buona parte dell’indipendenza offertagli dalla rete, quella loro stessa libertà, mobilità, trasparenza.
La rete è in fermento (ed è, in particolare, incazzata!)… Invito CHIUNQUE a firmare la seguente petizione, NO INTERNET TAX:
http://firmiamo.it/nointernettax
ed a divulgare questo o qualsiasi altro post inerente l’argomento. Per evitare di bollare per sempre con una X rossa la vignetta in cima a questo articolo…
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Pubblicato da Sebastian su Settembre 10, 2007

Rinunciamo all’acquisto di qualsiasi tipo di pasta asciutta per un giorno.
E’ quanto annunciano quattro associazioni per la tutela dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) per contrastare i salati rincari governativi sui beni alimentari di prima necessità, per richiedere una regolarizzazione dei costi di benzina, bollette dell’elettricità e costi dei trasporti, e per richiedere, attraverso un gesto fortemente simbolico, un tavolo di confronto col presidente Prodi.
“La nostra – sottolineano le associazioni in una nota – vuole essere un’iniziativa di denuncia e di proposta, perché si intervenga nella questione degli aumenti dei prezzi e delle tariffe, sia quelli già realizzati che quelli annunciati nelle prossime settimane”.
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Pubblicato da Sebastian su Aprile 2, 2007
Il fenomeno dei BarCamp è in costante crescita, nel resto del mondo come in Italia. Si tratta di riunioni, principalmente tese a radunare bloggers, ma potenzialmente aperte a chiunque sia interessato, nel corso delle quali, in maniera quanto più conviviale possibile, scambiare opinioni e dibattere sui temi trattati nei propri blog. Si tratta, cioè, di “trasportare” i contenuti dei blog dalla rete, quindi da virtuale, al reale.
Dopo Milano, Torino (Torino Barcamp), Roma (Romecamp) e le Marche (Marcamp), Dario ha proposto un’iniziativa interessante, quella di proporre un BarCamp, a tema tecnologico/telematico/informatico, nella nostra zona, in particolare nella bellissima cornice della Reggia di Caserta. Alcuni di noi hanno già proposto il loro contributo all’iniziativa, tesa tra l’altro a dimostrare che anche nel sud Italia esiste una forte realtà orientata allo sviluppo delle tecnologie ed, in generale, al mondo dell’Information Technology.
Alcune idee sono già state messe in campo: si tratterebbe di utilizzare un’area della primissima parte del giardino della Reggia (ovvero la prima parte del giardino che si incontra dirigendosi dalla Reggia vera e propria verso le cascate del “Torrione”), per montarvi uno (o degli) stand entro i quali svolgere le attività previste per l’incontro, stand provvisti eventualmente di una copertura wireless per la connettività wi-fi.
L’idea è ancora agli inizi: ogni aiuto (sponsor, idee, consigli, semplice rilancio dell’iniziativa tramite sito/blog) può essere utilissimo.
Potete commentare questo post oppure, per maggiori informazioni, consultare il sito di Dario
www.dariosalvelli.com
L’articolo dell’evento, battezzato “Royal Camp”, è il seguente:
http://www.dariosalvelli.com/2007/03/royalcamp-e-gli…
Esiste, inoltre, un apposito wiki, tramite il quale potete venire a conoscenza dei progressi dell’iniziativa e di tutte le informazioni che vi occorrono. Il link è:
http://barcamp.org/RoyalCamp
Io ci sarò… e voi?
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Pubblicato da Sebastian su Marzo 23, 2007

E’ uno degli argomenti più ambigui e controversi della storia dell’uomo. Tra crop circles, presunti (e continui) avvistamenti, segreti di stato ed ipotesi di cospirazioni, la ricerca di una vita extraterrestre sembra non esaurire mai la carica di fascino per l’ignoto esercitata sull’uomo.
E’ notizia di queste ore quella della pubblicazione, da parte del Centro nazionale per gli studi spaziali’ (Cnes) di Parigi, di oltre 400 dossier che documentano altrettanti casi di avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Per la prima volta nella storia, quindi, questo tipo di informazioni diventa di totale dominio pubblico, contrariamente a quanto accaduto in America nel corso degli anni, dove sugli avvistamenti, e ancor più sui presunti ufo crashes c’è sempre stato un assoluto, ed assolutamente incerto, riserbo.
Ho provato a consultare il sito web del Cnes (www.cnes.fr), alla sezione geipan (la sezione contenente i dossier), ma l’accesso è risultato particolarmente difficoltoso, a causa della grossa mole di visite di cui, presumibilmente, il sito sta beneficiando in queste ore, beneficio dato dal grosso rilancio che la notizia ha avuto in ogni parte del mondo. Non esitate a commentare questo post per qualsiasi novità o segnalazione. Perchè loro sono tra noi, come direbbero in un vecchio film a tema degli anni ‘50…
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Pubblicato da Sebastian su Marzo 18, 2007

Di tanto in tanto leggo le classifiche. Leggo i riscontri ufficializzati. Leggo le statistiche.
E’ essenziale, permette di avere una visione più larga sulle cose: libri, cinema, stili artistici, mode, usi, costumi. Di tanto in tanto mi lascio trasportare dalla “magia” dei primi posti, in una innocua febbre di capire.
Leggo le classifiche di WordPress. Ai primi post(i): l’ultima bolla scoppiata nei reality show, una nuova distribuzione Linux, tecnologie, pettegolezzi.
La democratizzazione orizzontale introdotta dalla tecnologia del nuovo millennio, Internet, ha portato TUTTI, potenzialmente, a poter (davvero) – liberamente – esprimere il proprio punto di vista incondizionato.
E il punto di vista incondizionato finisce inesorabilmente a cozzare contro lo zoccolo del faceto, della leggerezza, della goliardia. Ciò che permette, al 100%, la circolazione libera delle idee, perde una fetta pari almeno al 90% del suo potenziale nell’inconcludenza; un 90% condizionato dagli altri diffusori di idee, opinioni, fatti: tv, radio, giornali.
La democratizzazione della parola si chiude quindi in un impoverimento globale della parola stessa.
E la classifica risulta la seguente:
- 90% inconsistenza.
- 10% contenuti.
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Pubblicato da Sebastian su Febbraio 28, 2007

60-50-40-30 anni fa. Ascoltare musica voleva dire avere a disposizione un giradischi. Sfoderare il proprio disco, facendo scorrere le dita in un raccoglitore plastificato, estrarre delicatamente una ruota scura, in vinile, adagiare ballonzolante il disco sul piatto, sollevare il braccetto alla cui estremità c’è la puntina, porla sul vinile, in una maniacale, minuziosa attenzione, premere il pulsante di avvio.
L’amplificatore e le casse fanno il resto. Ma la magia sta proprio nella puntina, da essa emerge un minuscolo, gracchiante fruscio, come un’anteprima, un trailer di quella che sarà la musica, che uscirà solo dopo qualche millisecondo, nella sua forma più completa, dalle casse. La puntina è il contatto diretto, è in un certo senso la materializzazione della musica. Che sia Bach, Jimi Hendrix, Janis Joplin o Bowie. Le note, contorcendosi nell’aria, donano il suono più pulito, che permea il tappeto orientale, il divano, la stanza, l’intero appartamento.
La musica digitale, o meglio il supporto digitale per la musica, nasce prima di tutti in America. Poi si esporta in tutto il mondo. E’ l’apice di un crescendo che porta sempre più alla “smaterializzazione”: dallo stipite in noce, che contiene giradischi e vinili, al piccolo vano (isolato), alloggio della musicassetta; da questa al compact disc, alloggiato in un cd player o inserito in un lettore da salotto. Dal cd agli svariati formati digitali (mpeg, ogg, etc.) il passo è breve. Ma la musica non esiste più, è persa in un sottovuoto elettronico fatto di bit. La forma cambia, la sostanza si astrae.
Come la musica si smaterializza, così l’informazione (quella dei fatti, delle persone, delle parole, dei suoni) perde la sua sostanza. Chilometri su chilometri di asfalto e mangianastri; telefonate notturne e liquori giornalistici; proiettili che sfiorano le orecchie e mortai a bruciapelo: tutto ciò perde sostanza. Il giornalismo, anche quello più puro, si arricchisce del prefisso cyber, questa parola così di retroguardia da sembrare pronuniciata da un androide, di quelli che popolavano fantasie e speranze negli anni ‘70. Il cyber-giornalista è ovunque, qualificato e non. Il cyber-giornalista è anche (e soprattutto) ogni giornalista. Le notizie, i fatti, rimbalzano in rete da un capo all’altro del globo, percorrendo soluzioni wireless, router, switch, server. Per approdare infine alle menti. Il cyber-giornalista è ovunque perchè la notizia è ovunque. Il cyber-giornalista è un bambino senza gli arti oppure un bambino che allunga le mani su una professoressa. L’informazione è fatto e artefatto. Così come la musica era materia ed oggi non lo è più.

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Pubblicato da Sebastian su Novembre 18, 2006
Di tanto in tanto sembra si spenga, sembra diminuire il suo spirito totalmente anticonformista, ma il padre diuna buona fetta dei bloggers che curano aspetti scomodi e indiscussi della società in cui viviamo, Beppe Grillo, riesce sempre a sorprendermi. Riporto liberamente ed integralmente un suo bellissimo articolo, del giorno 17 Novembre 2006:

Qualcosa sta cambiando.
Se una donna nata a Dakar in Senegal. Madre di quattro figli senza essere sposata. Che convive da venticinque anni. Una donna che dichiara che gli insegnanti francesi devono lavorare a tempo pieno e non solo diciassette ore. Con scandalo dei sindacati e delle sinistre francesi. Che ha introdotto gratuitamente la pillola del giorno dopo in tutti i licei. Che ha previsto il congedo di paternità per la nascita dei figli. Che è definita populista, antiparlamentare sommaria, guardia rossa di Mao. Ma anche Zapatera francesa.
Se una bella signora di 53 anni che propone giurie popolari estratte a sorte che a scadenze fisse giudichino l’operato dei politici. Che vuole ridurre a due i mandati per ogni politico o funzionario pubblico. Che chiede di eliminare l’uso dell’amnistia per i politici. Che pensa che le rivolte nelle banlieue parigine nascano anche dalla corruzione dei politici.
Se un’elegante socialista francese che crede al rinnovamento dello Stato dal basso. Dalle realtà e dai movimenti locali. Che pensa ai cittadini in termini di intelligenza collettiva. Che parla con le persone nel suo blog. Che se ne infischia dell’apparato.
Se una donna così vince le primarie socialiste per la corsa alla presidenza francese qualcosa sta cambiando.
Poi guardo Prodi, Bertinotti, Berlusconi. Settantenni d’oro. E Fini, Casini e D’Alema, cinquantenni di piombo. E mi riprende lo sconforto.
Liberalizziamo la politica europea. Libera circolazione di deputati. Proponiamo uno scambio tre per uno ai francesi: Bindi, Turco e Santanchè per Ségolène Royal. E un conguaglio di un paio di miliardi di euro a carico degli italiani. Pagherebbero tutti, volentieri e subito.
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Pubblicato da Sebastian su Ottobre 21, 2006
Il leader libico MuhammarGheddafi, insieme a Nicholas Megroponte, responsabile del MIT (Massachusetts Institute of Technology), si è accordato affinchè entro il 2008 gli studenti della Libia (circa 1,2 milioni), ricevano i computer portatili a basso prezzo (meno di 150 dollari) messi a punto dall’organizzazione no-profit OLPC (One Laptop Per Child).Negroponte, fratello del responsabile dell’intelligence USA John, ha incontrato Gheddafi ad Agosto raggiungendo l’intesa.Il compter in questione, di colore verde, ha uno schermo che può essere ruotato in tutte le direzioni, ma soprattutto è dotato di una manovella grazie alla quale è possibile caricare la batteria senza necessità di corrente elettrica. Grazie a quello che è stato ribattezzato <<computer a manovella>>, la Libia potrebbe diventare uno dei paesi più informatizzati al mondo, superando addirittura Usa e Singapore.
notizia tratta dalla sezione ‘Cronache’ del Corriere della Sera, in edizione ‘Operazione invito alla lettura’
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Pubblicato da Sebastian su Settembre 9, 2006

La notizia del ritorno del giornalista Michele Santoro in tv era già nell’aria da diversa mesi, ma da qualche settimana è stata ufficializzata e ha preso forma in un programma di approfondimento politico/giornalistico.
Il programma si intitolerà “Anno Zero” e partirà Giovedi 14 Settembre su Raidue. Sono previste 11 puntate a cadenza settimanale, durante le quali il controverso giornalista, escluso dalla RAI per “un uso criminoso del mezzo televisivo” – sotto decisione dell’ormai ex governo Berlusconi – sarà affiancato da numerosi collaboratori, vecchi e nuovi, tra i quali spicca il nome di Marco Travaglio, in coppia con il vignettista Vauro. «A Travaglio e Vauro ho chiesto di essere scomodi a 360 gradi – ha detto il conduttore in conferenza stampa – perché ora al governo non c’è più Berlusconi».
Nel frattempo tardano ad arrivare, a ormai 4 mesi dal varo del nuovo governo Prodi, le nomine per il nuovo c.d.a. (consiglio di amministrazione) della Rai. <<si tratta di una faccenda talmente difficile da risolvere>>, spiega il premier Prodi, <<che, in confronto, l’organizzazione della missione di pace in Libano appariva quasi un gioco da ragazzi>>.
E in effetti così sembra essere, dimostrando in tal modo quanto l’azienda RAI sia ormai uno degli organi statali piu’ politicizzati.
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Pubblicato da Sebastian su Febbraio 28, 2006
Da un pò di tempo questo blog si occupa del movimento No-Tav, inteso come un movimento di persone che affermano il diritto costituzionale alla espressione del proprio dissenso per un’opera che non condividono, e che, poco pacificamente, sono stati in qualche occasione democraticamente bastonati! Questo blog ritorna ora sull’argomento dopo un periodo di fumoso polverone, fomentato (spesso ad arte) dai mass-media e, forse in qualche caso, strumentalizzato in periodo di Olimpiadi, nonostante l’occasione di un evento sportivo di prospettiva intenazionale non dovrebbe bloccare l’espressione di un’opionione di cittadini abitanti del luogo in cui temporaneamente tale evento si svolge. Vi propongo in questo post un interessante documentario, che cerca di porre un confronto tra posizioni contrastanti, analizzando le famigerate ragioni del SI e del NO. Il documentario, realizzato dalla rete svizzera RTSI, è visibile al link è seguente:
Valle di Susa: le ragioni di un no
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Pubblicato da Sebastian su Febbraio 25, 2006
Nasce come uno spazio di opinione ed informazione, ma, secondo il noto e controverso comico Daniele Luttazzi, può mutarsi in uno strumento di leaderismo, ossia il weblog può assumere i connotati di uno spazio nel quale le idee vengono “imposte”, non suggerite, e quindi l’analisi e la riflessione su tali idee andrebbero in qualche modo sfatata, favoreggiando un modello che Luttazzi definisce come “massa più leader”.
Sarà un’opinione personale del comico che da tempo stimo, ma personalmente credo che il mezzo virtuale del blog (e la rete in generale) costituisca probabilmente un ottimo veicolo col quale trasportare le idee e i propri pensieri. E’ poi il modo in cui essi vengono “assunti”, interpretati, o presi per buoni in maniera cieca e senza ulteriori confronti sullo stesso argomento, che porta ad un utilizzo distorto di questa forma di informazione, e solo a quel punto viene alla luce una posizione di leaderismo del propositore dell’informazione.
Vi consiglio, per approfondire ulteriormente la notizia, il link sul sito de “La Repubblica”:
articolo su repubblica.it
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Pubblicato da Sebastian su Gennaio 21, 2006

Una delle sfide che i media alternativi assumeranno, sarà quella della registrazione e diffusione di grossi dibattiti e delle varie proposte provenienti da movimenti e/o associazioni sociali nel VI Forum Sociale Mondiale (Forum Social Mundial, FSM) del Venezuela, un progetto che mira ad aggregare e dare risalto ai mezzi di informazione alternativi e liberi.
Il sito web del comitato riporta il successo di esperienze di altri FSM, come ad esempio il progetto ‘Ciranda’, una esperienza molto interessante di comunicazione condivisa che riguarda giornalismo scritto, ma anche altre costruttive iniziative di tipo radiofonico e televisivo. L’evento è previsto nel periodo che va dal 24 al 29 Gennaio, e vedrà la partecipazione di oltre 4000 comunicatori, che avranno a disposizione una moderna sala-stampa nell’hotel Caracas Hilton. L’ampia sala disporrà di tutta una serie di agevolazioni e strumenti di comunicazione, tra i quali ad esempio 150 computer in rete, tramite i quali sarà possibile, ai comunicatori, la stesura di pagine digitali che appariranno quotidianamente nella pagina web del FSM.
“um outro mundo é possìvel”
sito web : Forumsocialmundial.org.br
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