Reportage da un mondo di luogocomunisti

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Archivio per Ottobre 2008

Che vergogna…

Pubblicato da Sebastian su Ottobre 3, 2008

3 Ottobre 08

Che vergogna…


“Individui come questi governano [...] e lo sfondo si riempie di morte e sconforto”

[Frankie Hi Nrg - Libri di sangue]

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4-5-6 Ottobre 08 – Manifestazione antirazzista a Caserta

Pubblicato da Sebastian su Ottobre 3, 2008

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Last heroes… Part #1

Pubblicato da Sebastian su Ottobre 3, 2008

3 Ottobre 08

BF

Roberto Saviano: nato a Napoli nel 1979. Collabora con L'Espresso e la Repubblica. E' autore di Gomorra (Mondadori), tradotto in 33 paesi. La letteratura e il reportage sono gli strumenti che Roberto Saviano usa per raccontare la realtà. Dal 13 ottobre 2006 in seguito al successo del romanzo-nofiction Gomorra, fortemente accusatorio nei confronti delle attività camorristiche, alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, alle informative dei carabinieri e alle minacce rivolte in aula, durante il Processo Spartacus, dai boss Antonio Iovine e Francesco Bidognetti del clan dei casalesi, Roberto Saviano vive sotto scorta. 

htg
Lucariello: nome d’arte di Luca Caiazzo – (Napoli, 9 giugno 1977) è un rapper, beatmaker e cantante italiano. La sua peculiarità è quella di raccontare storie di strada e di spiritualità in lingua napoletana. Nel 2007 inizia il suo percorso solista con l’album “Quiet“, coprodotto con il giapponese Taketo Gohara. Nove tracce di hiphop suonato da strumenti acustici ed elettronici con liriche in dialetto strettissimo. Lucariello racconta storie, sottolineando i sentimenti dei protagonisti: ragazze madri che si scoprono lesbiche, giovani minorati che desiderano l’amore, prostitute africane che vogliono tornare a casa, uomini introversi che fanno viaggi interminabili con la mente, sono questi i personaggi che danno vita ai racconti di Quiet. Dalla sincera stima e da una corrispondenza iniziata nell’estate del 2007 con lo scrittore Roberto Saviano nasce Cappotto di Legno un brano ispirato alla vicenda dell’autore di Gomorra che vive sotto scorta perché condannato a morte dal Clan dei Casalesi. Nel testo Lucariello descrive dalla prospettiva di un killer l’omicidio dello scrittore, inserendo i campionamenti delle voce di Nicola Schiavone padre del Boss Francesco Schiavone detto “sandokan” che lo definisce:”un pagliaccio, un buffone”.
bdg
Co’sang: Cresciuti nel rione Marianella, ai confini con Scampia, Piscinola e Miano, hanno iniziato il loro percorso musicale è con la partecipazione all’album autoprodotto Spaccanapoli della crew napoletana Clan Vesuvio nel 1997, con la traccia Paura Che Passa, scritta e prodotta con Denè e Daiana, inizialmente membri dei Co’Sang. Nel 2005 la band ha pubblicato il primo album, intitolato Chi More Pe’ Mme, composto da 16 tracce, che dipingono una Napoli attuale e senza molti spazi ai compromessi, le liriche sono realizzate in napoletano. Le produzioni sono affidate a O’Luchè, ad eccezione di tre tracce realizzate da O’ Red del Clan Vesuvio, vi partecipano anche il rapper Lucariello, Fuossera ed il rapper giamaicano 2Bad.
gth
Sergio Nazzaro: Giornalista pubblicista ha scritto reportage sulla criminalità per le agenzie di stampa Clorofilla.it, Left Avvenimenti, Megachip, Nazione Indiana. Ha collaborato con Radio Kossuth (Ungheria), il quotidiano «MF DNS» (Praga), «Rumore» e «Next Exit». Ha pubblicato Un giorno in Messico,…e forse anche ottobre, Qualcosa di sconosciuto: la poesia di György Petri. Scrive per «Il Pizzino». Vive al Sud.
Rosaria Capacchione
Rosaria Capacchione: giornalista de «Il Mattino» di Napoli più volte entrata nel mirino del clan dei Casalesi a causa dei suoi articoli scomodi sugli affari e le collusioni camorristiche nel casertano.
Don Peppino Diana
Don Peppino Diana: Giuseppe Diana (Casal di Principe, 4 luglio 1958 – Casal di Principe, 19 marzo 1994) è stato un presbitero e scrittore italiano. Vittima innocente della camorra. Alle 7.30 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, don Giuseppe Diana viene assassinato nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, mentre si accingeva a celebrare la Santa Messa.
Don Peppe visse negli anni del dominio assoluto della camorra casalese, legata principalmente al boss Francesco Schiavone detto Sandokan. Gli uomini del clan controllavano non solo i traffici illeciti, ma si erano infiltrati negli enti locali e gestivano fette rilevanti di economia legale, tanto da diventare “camorra imprenditrice”.

Il barbaro omicidio, dicono gli atti processuali, maturò in un momento di crisi della camorra casalese. In questo periodo, una fazione del clan ordinò l’omicidio di don Peppe, personaggio molto esposto sul fronte antimafia, per far intervenire la repressione dello Stato contro la banda che ormai aveva vinto la guerra per il controllo del territorio.

A67
‘A67: Cinque ragazzi tra i 23 e i 33 anni che si immettono nella tradizione non-melodica di Napoli (da Enzo Avitabile ai 99 Posse) con un crossover funk-rock-rap e soprattutto un progetto: dimostrare che la camorra è una condizione mentale piu che un problema di ordine pubblico.

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