Reportage da un mondo di luogocomunisti

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Rimaniamo in tema di disegni, o miei oscuri discepoli fedeli al guru Gringoire (questa additatemela come una discutibile affermazione di se stessi ;D)… mi sto dedicando con particolare fervore all'arte della matita solo da qualche giorno, dopo un periodo di isolamento dal seducente profumo delle mine… per 'riprendere la mano', come si suol dire, mi sto cimendtando nelle riproduzioni di disegni di terzi… questa volta tocca al disegno persente nella home di un sito (www.nati-art.com, di una bellezza in un certo senso raffinata. Il risultato è quanto segue (ancora in stato di 'making of'). Spero di non venire denunciato per oltraggio, cosa ne dite?

 

La band di Alice

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Sigùr Ròs - Glòsòli

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Nú vaknar þú
Allt virðist vera breytt
Eg gægist út
En er svo ekki neitt
Ur-skóna finn svo
A náttfötum hún
I draumi fann svo
Eg hékk á koðnun?

Með sólinni er hún
Og er hún, inni hér

En hvar ert þú….

Legg upp í göngu
Og tölti götuna
Sé ekk(ert) út
Og nota stjörnurnar
Sit(ur) endalaust hún
Og klifrar svo út.

Glósóli-leg hún
Komdu út

Mig vaknar draum-haf
Mitt hjartað, slá
Ufið hár.

Sturlun við fjar-óð
Sem skyldu-skrá.

Og hér ert þú…

Fannst mér…..

Og hér ert þú
Glósóli…..

Og hér ert þú
Glósóli…..

Og hér ert þú
Glósóli…..

Og hér ert þú

Questo brano… mi estraniò dalle convenzioni ipocrite della nostra realtà… convulso e stridente… il suo intento? Investire di follia un mondo già…

All is full of love . Bjork

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Un videoclip spettacolare… accompagna il brano 'all is full of love' della sirena islandese Bjork… tutto è pieno, intriso d'un amore universale, rappresentato nelle immagini del clip attraverso un dolcissimo bacio d'amore tra due androidi, comandati attraverso meccanismi computerizzati… semplicemente, decisamente 'asimoviano', per chi gradisce l'accostamento…

Se qUEsta NoN è ArtE…

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Bob Dylan si reinventa Disk Jockey

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Il debutto radiofonico del cliente favorito di Mr. Tambourine Man è prossimo. La data è quella del 3 maggio, nella quale il grande Bob Dylan debutterà nella veste di DJ radiofonico, sull'emittente, ad esclusiva emittenza satellitare, XM.

Un passo per così dire atipico per il musicista statunitense, che, all'età di 65 anni, si reinventa in una veste sino ad ora non sperimentata. Durante le sue trasmissioni, il musicista proporrà un'antologia di brani, divisa per tematiche specifiche.Durante la prima puntata, dedicata alla metereologia, sarà mandata in onda la canzone "Il sole è di tutti", brano inciso in italiano da Stevie Wonder.

Fonte: La Repubblica

Philippe halsman incontra Dalì

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http://mail.med.upenn.edu/~dconover/visions/atomicus/dali3.gif 

Potrebbe sembrare un fotomontaggio, ma non è questa la realtà dei fatti; questa incredibile foto, ad opera del fotografo Philippe Halsman e che ritrae un folle Dalì, è stata realizzata letteralmente lanciando all'aria i gatti che si vedono (poverini…) e attaccando alcuni degli elementi che compongono l'istantanea al soffitto, mantre il surreale artista spiccava un salto. Semplicemente stupenda…

Io ed il mio caro amico Gigi siamo già all'opera per concepire un ritratto di eguale spessore irrazionale…

Il progresso da lontano

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Ormai sono un ingegnere informatico (a proposito: yaaaaahhuuuuuuu… ehm, pardon), quindi, per andare, al solito, controcorrente (e contro me stesso :)), citerò un brano dei tiromancino, che mi ha sempre colpito, e che denuncia la negatività che ognuno di noi sortisce attraverso l'uso distorto della tecnologia e del progresso:

Ho provato ad immaginare il progresso
Come una grande anima malata
Una enorme concatenazione di cause ed effetti
Grandi numeri e probabilità infinitesimali

Come certe albe di Roma
La cui luce elenca piano gli alberi
Così la linea del progresso si espande
Trasformando i colori delle cose in uno solo
Il bianco

Ho provato ad immaginare il progresso
Come masse di uomini che si spostano
Rincorrendo equilibri impossibili
Mescolando il colore di una bandiera
Con il rumore elettrico di un fast food
Io confondo il bene con i beni
E mi disperdo la coscienza in sensi unici

Guarderò il progresso da lontano
Per esserne affascinato e non coinvolto fino in fondo
Non vedo un altro modo per salvare l’entusiasmo
In questo mondo

Dove ognuno tende ad inseguire
Solo l’ideale di se stesso
Moltiplicando il senso del potere
Ricercando il compromesso

Eppure noi viviamo nel progresso
Lo utilizziamo per ascoltarci
Per accomaodarci, per salvare l’entusiasmo
E lo fraintendiamo con la cultura dell’immagine
Del corpo, dell’apparenza

Ne occupiamo le frequenze,
e ci serviamo di certe sue estensioni
fino a rimanerne abbronzati
perchè può sostituire anche la luce del sole
e la ricerca di un Dio

Così, d’istinto, cerchiamo protezione
E poniamo distanze tra l’ieale di noi stessi
E tutto il diverso
Moltiplicando il senso del potere,
ricercando il compromesso.

Guarderò il progresso da lontano
Per esserne affascinato e non coinvolto fino in fondo
Non vedo un altro modo per salvare l’entusiasmo
In questo mondo

Dove ognuno tende ad inseguire
Solo l’ideale di se stesso
Moltiplicando il senso del potere
Ricercando il compromesso

Mi piace immaginare un altro punto dell’universo
Opposto al nostro
Dove un uomo divaga sul progresso del suo mondo
Da una finestra ricavata
In mezzo a una metropoli 

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"…alle volte c'è tanta bellezza al mondo, così tanta che non riusciamo a sopportarla…"

…il piano di T. Newman fluisce la sua grazia direttamente in me, mentre il convulso ticchettio delle tastiere riporta le sensazioni alla loro sfera reale, una sfera astratta tra il calore che si diffonde… solitario e irreale, dalle perle del sangue.

Dipingo le volte d'un celeste, nell'inenarrabile ricordo di sensazioni e sogni, che volano e cadono, e in un battito d'ali s'afflosciano derisi dagli stupidi del mondo, nelle loro certezze, nelle melense sfide del sentimento, così contrari a quello che io… vorrei…

Archiviato in: Generale — Sebastian @

Ti ho detto di scendere

Te lo ordino… fai un balzo e concentrati nel dimenticare quel sogno…

è così inconsueto!

c'è un fiume sotterraneo, noi siamo su un ponte scuro e cosparso d'humus, forme viventi striscianti…

alziamo lo sguardo… vediamo due immense pareti, che si innalzano dalle sponde del fiume, con un'infinità di finestre tutte identiche, da cui fuoriescono alternate luci pallide…

è tutto più o meno scuro, e il fiume continua a scorrere…

ti dico di salire a cavalcioni sulla mia schiena, ma sei completamente impallata nel tuo misantropo trip…

ti sprono sollevandoti a fatica, per fortuna sei leggera…

mentre il ponte ci conduce verso una spiaggia piena di strane architetture mi sussurri di nuovo quella cosa, non capisco cosa… ti metto a sedere sul sedile di una cabina per fare autoscatti, sulla spiaggia (?), vicino un antico chiosco di gelati… e mi avvio verso il mare infinito.

Il progetto “tree spirit”

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Un vero e proprio atto d'amore verso la natura, nel senso quasi letterale del concetto. Attraverso il suo obiettivo fotografico, Jack Gescheidt, fotografo newyorkese, ritrae fusioni tra esseri umani e piante, tronchi, radici, fogliame ribelle…

''Sin da quando ero solo un ragazzino'' afferma Jack Gescheidt, "amavo vivere al di fuori delle mura domestiche, amavo arrampicarmi sugli alberi, amavo soprattutto correre e sentirmi vivo e libero a contatto con la natura…"

E' questo amore che ha portato il fotografo a proporre questa particolare commistione, che appare come un'arcana riscoperta, forse come uno smarrirsi, quasi infantile, tra le braccia dei meandri inerpicati, tra l'odore della natura, in quel mondo, robusto e forte, che soffre d'eccessiva sopraffazione.

web site: http://www.treespiritproject.com/ 

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