Reportage da un mondo di luogocomunisti

No par condicio

Ecco un video (fonte Youtube) nel quale un anziano signore esprime uno sdegno, un pò sgangherato, sulla società e, in qualche modo, sulla attuale classe politica…

La porcheria del Superminimo

3 Aprile 2008

Pubblico per intero la lettera, inviatami dal mio caro amico e assiduo lettore Francesco (che ringrazio per la sua testimonianza), sul diabolico marchingegno (uno dei tanti) in cui è probabilmente incappato ogni metalmeccanico alle prese con il “Superminimo”. A lui la parola:

Ciao a tutti,
prima di tutto ringrazio Sebastiano e il suo blog per avermi dato la possibilità di dire a tutti voi lo schifo delle cose che ho appreso e visto in questi giorni di lavoro.
Io sono Francesco un onesto metalmeccanico che come tutti si aspettava l’aumento contrattuale e in questi giorni anche i famosi 300 euro previsti quando c’è stato l’accordo con i sindacati. In realtà l’aumento contrattuale e i 300 euro non ci sono stati ne per me ne per i miei colleghi. Il merito è dovuto a una voce presente sulla busta paga che prende il nome di superminimo. Ma cos’è il superminimo?

Il superminimo è la quota di retribuzione che, per accordo delle parti, viene corrisposta al lavoratore in aggiunta rispetto alla paga base e alla contingenza.

Da questa definizione sembra che il superminimo sia una cosa positiva in quanto è una quota aggiuntiva data al lavoratore rispetto a uno stipendio base. In realtà è una delle più grandi “INCULATE” che le aziende riservano ai propri dipendenti. Infatti grazie a questo superminimo io e tutti i miei colleghi non abbiamo avuto l’aumento contrattuale e i 300 euro che ci spettavano.
Ora spiego con un esempio il trucco sporco che si cela dietro a questa parola.
Ah dimenticavo di dire che il superminimo è “assorbibile” dallo stipendio base.
Facciamo dunque un esempio considerando due aziende, una azienda A dove lo stipendio viene pagato a un dipendente come somma di stipendio base e superminimo e una azienda B dove non esiste il superminimo (uguale a zero) e lo stipendio viene pagato solo come stipendio base. Supponiamo che ci sono due dipendenti, un dipendente per l’azienda A e uno per l’azienda B che cominciano la propria carriera partendo dallo stesso stipendio lordo, ad esempio 1100 euro. Il lavoratore B prenderà questo lordo sullo stipendio base, mentre quello dell’azienda A lo prenderà per una parte sullo stipendio base, ad esempio 1000 euro, e per l’altra parte sul superminimo, in questo caso 100 euro. La situazione di partenza è dunque la seguente dove entrambi i lavoratori prendono gli stessi soldi:

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Ora supponiamo che dopo un anno ci sia un aumento dovuto al rinnovo del contratto, e che questo aumento comporti un aumento dello paga base di 100 euro.
Per il lavoratore dell’azienda B (quella senza superminimo) questo aumento verrà assegnato sullo stipendio base, mentre per il lavoratore della azienda A, dal momento che il superminimo è assorbibile, questi soldi verranno tolti dal superminimo e messi sullo stipendio base. Quindi dopo un anno avremo la seguente situazione:

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dove il lavoratore dell’azienda B guadagna cento euro in più rispetto al lavoratore dell’azienda A, dal momento che il suo superminimo era 0. Già stiamo capendo la fregatura dove si cela, ma non è finita qui.
Ora entrambi hanno superminimo uguale a zero, quindi con un nuovo scatto contrattuale aumenterebbero entrambi il proprio stipendio.
Supponiamo però che, trascorso un altro anno, entrambi abbiano un aumento del proprio stipendio lordo mensile di 100 euro, per motivi di merito e non per motivi contrattuali.
Il lavoratore dell’azienda B vedrà tale aumento sullo stipendio base, mentre quello dell’azienda A vedrà tale aumento sul superminimo.
La nuova situazione è dunque la seguente, dove lo scarto tra gli stipendi è rimasto di 100 euro:

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Supponiamo ora che dopo un altro anno di lavoro venga rinnovato nuovamente il contratto. Per il lavoratore B (senza superminimo) tale aumento verrà elargito sullo stipendio base, mentre per il lavoratore A tale aumento verrà assorbito dal superminimo. Di conseguenza la situazione finale che si avrà è la seguente:

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Osserviamo che il lavoratore dell’azienda B, quello che aveva sempre superminimo zero, alla fine di 3 anni guadagna 200 euro in più rispetto a quello dell’azienda A, nonostante entrambi abbiano avuto la stessa identica carriera!
In pratica se continuassimo all’infinito vedremmo che il lavoratore dell’azienda dove c’è il superminimo vede un aumento dello stipendio solo quando gli viene incrementato per meriti e mai quando gli deve essere incrementato per rinnovo del contratto.
E proprio questo giochetto schifoso è stato usato per far si che noi metalmeccanici, nella nostra azienda, non avessimo l’aumento contrattuale.
Per quanto riguarda l’UNA TANTUM di 300 euro questo doveva essere calcolata sul totale del lavoro da luglio a dicembre. Quindi coloro che avevano un superminimo alto (praticamente tutti) dove la somma delle retribuzioni da luglio a dicembre superava i 300 euro non hanno avuto niente, mentre quelli che avevano un superminimo un po’ più basso hanno avuto la differenza tra i 300 euro e la somma dei superminimi.
Quindi se posso dare un consiglio quando si viene assunti bisogna pretendere che il superminimo sia sempre uguale a zero.
Ora questa è una cosa che penso negli altri paesi sia illegale, solo in un paese schifoso come l’Italia possono succedere queste porcherie. Ma quando mai si è visto dare un potere così forte alle aziende. Poi questi politici del cazzo ci vengo a dire “Gli stipendi sono bassi” , “bisogna aumentare gli stipendi”, ma non ci prendano in giro.
Poi vengono a dirci “detassiamo gli straordinari”. Ma pensino a togliere questi cavilli camorristici coi quali una azienda mangia sulle spalle della povera gente.
Ma alla fine di che ci meravigliamo questa è l’Italia, un paese dove

1. i criminali escono di galera grazie all’indulto
2. non c’è certezza della pena
3. chi paga le tasse è un fesso e chi non le ha mai pagate con un condono fiscale ha messo a posto tutte le sue pendenze
4. ci sono i costi dei tedeschi e gli stipendi dei greci
5. se hai un falso in bilancio e hai mandato in mezzo alla strada milioni di risparmiatori non vai in galera
6. ecc., tendente all’infinito

Concludo lo sfogo fatto in questa lettera ringraziando tutti coloro che l’hanno letta nella speranza che posso aver dato anche qualche delucidazione a qualche lavoratore un po’ inesperto come sono stato io. Grazie.
Francesco.

Dio è morto

14 Marzo 08

“O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell’intelligenza. ” Ernesto Che Guevara (1928-1967).

Siamo di fronte all’applicazione di un pattern politico vecchio ormai più di una idea rivoluzionaria o controrivoluzionaria. Seduti in riva a un acquitrino dove vediamo scorrere fluidi senza più appartenenza, tra i detriti e la sporcizia di un passato meno ingombrante del presente e la foschia di un futuro prossimo - o anteriore - evanescente, poniamo nuove pietre nella nostra mente affinchè il percorso mentale che guida i nostri pensieri sia ben tracciato. Le stesse pietre che dovrebbero inceppare il meccanismo della consuetudine dei nostri connettivi logici, per spalancare un terzo occhio. Un terzo occhio per capire. Senza controllo. Senza censura. Mi ritrovo sempre più spesso a pensare che sotto qualsiasi veste la società ci etichetta o potrà etichettarci, noi, uomini, e i nostri pensieri siamo nudi. E quindi liberi. Perchè rifiutare questa libertà, imprigionati in una gabbia di parole insensate, che scorrono più veloci dei bit che le trasportano?

E’ la quotidianità che ci trasporta verso un “modello di normalità” che prendiamo per buono perchè non abbiamo vista. Un punto di riferimento può essere ignorato. Sei miliardi sono difficili da ammutolire, finiscono inesorabilmente per coprire la voce sottile della mente col loro frastuono sempre più pesante. Come un uomo che trova uno specchio su una piazzola autostradale e finisce per non capire più qual è il nord, quale il sud, quale il passato, quale il futuro.

E la quotidianità, che ci copre con morbidi veli dal freddo della verità, ingloba qualsiasi “realtà particolare” che risiede nella nostra mente.

Sono trascorsi dieci anni. Pochi. E troppi. Il fuoco è sempre li, rende i miei risvegli una voglia innaturale di ricerca, corsa, rincorsa. Voglio tutto ed a tratti niente. Sento il vuoto e viceversa ascolto tutta la presenza dei miei giorni. A volte mi spengo con la testa china a riflettere su un sogno e su un ricordo, su un incubo o un momento, un abbraccio, un atto d’amore, un viso, un pianto.
Dieci anni. La lotta cambia forma, ma è sempre immobile ad agitarsi incatenata a mura fetide. Spesso si tramuta in rabbia, poi placa i suoi spasmi in una irrazionale cagione di pensiero.

Si snoda una sorta di immaginario groviglio, schifato da volti, atteggiamenti, usurpazioni, prevaricazioni, sortilegi indotti da mani magiche perfettamente allineate, ricche ed autorizzate. Razionalmente credi che il tempo passerà, e non riponi la speranza come un abito sporco che usi soltanto per i lavori più degradanti. Ma ritorni a pensare a quei volti, a quegli atteggiamenti, a quelle usurpazioni, a quelle prevaricazioni, a quei sortilegi e ti sembra di smarrirti e cadere in un abisso senza fondo, in una angoscia disegnata da una futilità che non riesci ad ignorare. Ti accorgi che la politica, la convenzionalità e la stessa, ma non tua, anticonvenzionalità sono soltanto una maschera inutile, perchè messa sul volto inanimato di un fantoccio. Ti accorgi che la politica ha dismesso quella maschera, perchè il popolo sta buono e reputa tutto normale, perchè la quotidianità, che lo copre con morbidi veli dal freddo della verità, ingloba qualsiasi “realtà particolare” che risiede nella nostra mente. Ed autocitazionismi a parte, vorresti urlare di una rabbia che soffocherebbe il tuo respiro e la tua stessa, passionale amante, la ragione. Ma non puoi, perchè non hai potere d’espressione. Il potere è detenuto da quegli stessi organi/ologrammi che dovrebbero tagliare i fili di ogni possibile detenzione illecita. Quella politica che è collusione, sospetto, paura, repressione, secessione, federalizzazione.

Quella politica che straccia i contratti precari del futuro delle nuove generazioni, smarrite in promesse vecchie solo del tempo che si impiega per varcare il confine di un’aula universitaria alla stretta nel pugno di una laurea triennale.

Quella politica che sputa sui volti arrabbiati, ma soltanto perchè moribondi, di uomini, donne, bambini che hanno sempre riivolto le spalle all’altra faccia del sole, quella nera, quella napoletana, e che ora annegano nei resti di ogni Leonia di un’Italia che muore.

Quella politica che riccorre a se stessa per riciclarsi sotto forma di sorrisi smaglianti da presentare come programma elettorale, e che andrebbe e potrebbe essere, se solo si volesse, annientata, derisa, cancellata per sempre dai memoriali da posare nelle mani dei nostri stessi figli.

Quella politica che esige, che non cela più i propri spregevoli intenti di comando, di appiattimento, di arretramento sociale e culturale dietro false promesse, ma che sputtana se stessa suggerendo di sincronizzare orologi d’oro sull’inganno legale.

Quella politica marcia nel suo legno post-cristiandemocratico, che ammuffisce in cantina i sogni di chi sogna, ed acquista ancora una volta gli istinti più reconditi e puri di cambiamento con lo status del momento.

Quella politica che offende e sorride da cartelloni che inneggiano alla libertà del popolo, rendendosi perfettamente conto di essere modello d’ispirazione inconsapevole per milioni di caratteri vittime di un’occlusione studiata, messa in opera ed ottenuta al tavolino trasparente del potere mediatico.

Quella politica, LA politica, che non avrà vita breve perchè si nutre dello stesso pane e dello stesso vino con cui alimenta la massa: ignoranza e avidità.

Lucariello - Love song

5 Febbraio 08


Quello che segue è un estratto delle note di pubblicazione, su YouTube, del video del bellissimo brano di Lucariello:

“Il video proietta la musica di Lucariello direttamente nei vicoli della sua città, Napoli, partendo da una delle leggi non scritte che, paradossalmente, governano i quartieri, quella del divieto di usare il casco. Una consuetudine che deriva dalla profonda tensione e radicata violenza che si respirano per le strade di Napoli. La guerra di Camorra impone di non usare il casco per evitare di essere scambiati per assassini al soldo di chi sa quale “boss”.
Una provocazione, quella di Lucariello, volta a denunciare l’assurdo sistema di cose, partendo da un dato banale come quello degli adolescenti in motorino. Un video in cui i visi coperti dei due protagonisti si alternano a quelli di persone comuni come fioristi, baristi, passanti, tutti con il volto celato da una calza di nylon, simbolo, nell’immaginario collettivo, proprio del delinquente rapinatore. [...] Proprio durante le riprese, i protagonisti, due ragazzi di 17 anni, Valentino e Stefano Colasurdo, indossando caschi integrali, sono a bordo di un motorino e girano per le strette vie di Napoli. La troupe incaricata delle riprese, con Lucariello a bordo della vettura, fà da apripista, i ragazzi seguono a breve distanza - come da copione - in sella al motorino. È sufficiente una breve distrazione, una maggior lontananza tra i due veicoli sulla scena, che gli sventurati attori sono subito intercettati da un gruppo di individui, poco più grandi di loro e con intenzioni tutt’altro che amichevoli. I due ragazzi vengono bloccati, privati dei caschi, schiaffeggiati e insultati. Il manipolo di facinorosi, scambiandoli per veri killers, non ha esitato a farsi giustizia da sé.”

La “sbronza De Gennaro” - Parte 2

30 Gennaio 08



Come evidenziato qualche post fa, le misure del Commissario straordinario Gianni De Gennaro, la cosiddetta “sbronza De Gennaro”, sono state messe in opera, annunciate dall’incipit poco felice di un sito per l’alloggiamento delle ecoballe a Pianura, previsto dal Commissario, nel quale, perfettamente a norma di legge, operavano ben 12 fabbriche - e che la dice lunga sulla scarsa competenza dei commissari straordinari (e strapagati) per l’emergenza rifiuti.
Tali misure, come molti lettori sapranno, prevedono l’apertura di tre discariche (e 5 siti di stoccaggio). Viene lecito chiedersi, dato il precedente creatosi nel caso del capannone per le ecoballe su menzionato, se l’ex capo della Polizia di Stato De Gennaro si sia informato, effettivamente, sulle condizioni normative dei siti individuati (sono legali o no?), se si sia informato sui rischi potenziali di disastro ambientale che lo stoccaggio di tonnellate di rifiuti potrebbe recare alle zone prescelte, se De Gennaro, magari, abbia vagamente idea - al di là dei nomi dei siti - del dove l’opera di stoccaggio verrà realmente effettuata.

Fatto sta che i cittadini di queste zone, in questi giorni, stanno portando avanti una dura (e repressa) opposizione a tali misure, assieme a sindaci e comitati, per la legittima salvaguardia dei loro territori già (o non ancora) compromessi. Opposizione che spesso ha trovato (diversamente da quanto accadeva a Caserta nelle scorse settimane dove, ricordiamolo, la situazione si è tutt’altro che risolta) una altissima adesione in termini di partecipanti, e che documento attraverso le seguenti immagini amatoriali.
Nelle immagini che seguono, le proteste a Montesarchio, TrePonti:


Nelle immagini seguenti, le proteste ad Ariano Irpino, Difesa Grande:


Nel video seguente, le proteste a Villaricca, Cava Riconta:

La “sbronza De Gennaro” - Parte 1

25 Gennaio 08

Partono i primi effetti della “sbronza De Gennaro” in tema smaltimento (in emergenza) dei rifiuti. Le misure del “commissario (straordinario) Giraldi”, ricordiamo, prevedono per la Campania le seguenti azioni:

  • Riapertura di 3 discariche: Difesa Grande (ad Ariano Irpino), Cava Riconta (a Villaricca), Tre Ponti (a Montesarchio), oltre ad una quarta discarica (Parapoti, a Montecorvino Pugliano) che, con linguaggio militaresco, servirà come “riserva strategica” e quindi, per il momento, non sarà riaperta.
  • Riapertura di 5 siti di stoccaggio (oltre a quelli temporanei già allestiti, come quello Ex-Ucar - a Caserta - che dopo due giorni di brillante attività si è esaurito, favorendo lo smaltimento, nuovamente, nel “panettone tossico” Lo Uttaro): Marigliano, Ferrandella, Pianura, Casalduni, Acerra.

Tralasciando la risposta del signor Bassolino alle feroci - pacifiche - opposizioni dei cittadini allarmati per la loro salute (”Bisogna isolare chi si oppone”… dove isolarci, signor Bassolino, in un lazzaretto di manzoniana memoria???), l’attuazione della “sbronza De Gennaro” ha prodotto i primi effetti colllaterali della sbornia. A Pianura, infatti, all’arrivo dei tecnici incaricati di allestire il sito per il deposito delle ecoballe, il sito stesso ha riservato una sorpresa: al suo interno, regolate dai ritmi incalzanti delle 8 ore giornaliere, erano - e sono tuttora - presenti ben 12 aziende, con duecento dipendenti, perfettamente in regola (documenti alla mano, i tecnici di De gennaro hanno dovuto impacchettare “baracca e burattini” e tornare dal loro capo). Lecito a questo punto chiedersi: può un commissario straordinario (e strapagato) per l’EMERGENZA RIFIUTI (modo gentile di definire il DISASTRO AMBIENTALE, ECONOMICO E TERRITORIALE che TUTTI NOI stiamo subendo) inviare una squadra di tecnici senza neanche essere a conoscenza dell’occupazione effettiva della zona in cui intende mettere in atto i suoi strampalati provvedimenti? E’ questa l’essenza del modello americano tanto predicato dal signor De Gennaro?

Ed in silenzio se ne va…

23 Gennaio 08

Così come è nato, nello stesso silenzio chiude (abbondantemente in anticipo sui tempi di pensionamento) il portale Italia.it, diventato famoso alla community degli sviluppatori e non per gli abnormi - ed ingiustificabili - costi realizzativi (ben 45 milioni di euro!) stanziati dal Governo attraverso un bando, e per la mancanza totale di una qualsiasi pubblicizzazione del portale in Italia e nel resto del mondo. La chiusura, avvenuta a quanto pare per scarissimo numero di utenza (e quindi per inutilità), era già stata annunciata dal Ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli (lo stesso Rutelli si fece promotore dell’inaugurazione del portale qualche tempo fa) nel corso di quest’autunno.

Ciò che sorprende è il silenzio generale della stampa (sia in apertura che in chiusura del portale), che chiudendo gli occhi di fronte ad un vero e proprio “spreco legalizzato” di denaro pubblico finisce per coprire l’ennesima mossa sbagliata del Governo in ambito tecnologico: sostanzialmente 45 Milioni di Euro per un bigliettino da visita al mondo dell’Italia… poco più di una cartolina telematica.
Come sottolinea il blog “scandaloitaliano” in un suo interessante articolo (riportante le varie fasi che hanno portato alla decisione della chiusura), “Italia.it è solo tanto denaro pubblico, interessi di combriccole e un oceano di incompetenza”.

Fonte: http://vitadigitale.corriere.it/

Er commissario (per la) monnezza

19 Gennaio 08

Prendo a prestito il nomignolo di un’icona del cinema trash italiano, il Commissario Giraldi, per porre all’attenzione il problema dei commissariati straordinari per l’emergenza rifiuti. Da una recente sentenza della magistratura contabile italiana (contenuta nella relazione su “La gestione dell’emergenza rifiuti effettuata dai Commissari straordinari del Governo”), dei magistrati Antonio Mezzera e Renzo Liberati si evincono i dettagli della paradossale vicenda delle cinque regioni del centro sud, commissariate dal 1997 al 2005, nelle quali sono stati spesi ben 1,8 miliardi di Euro senza ottenere il benché minimo risultato.
Cito testualmente la sentenza, in particolare nella sezione “I capi d’accusa”:


La relazione evidenzia senza mezzi termini l’anomalia della figura del Commissario che molto spesso ha coinciso con quella del Presidente della Regione: «Singolare risulta il fatto che il commissariamento venga sollecitato quasi sempre dagli stessi organi regionali diminuiti nelle loro funzioni, che non temono la surrogazione, anche perché (…) la scelta del Commissario delegato si è andata sempre più incentrando, paradossalmente, sugli stessi sostituiti, e cioè i Presidenti delle Regioni,(…) con l’attribuzione di competenze straordinarie ad organi ordinari». Senza peraltro velocizzare i procedimenti amministrativi visto che l’assenza di confronto democratico con le realtà locali «ha prodotto una pletora di ricorsi amministrativi, costituzionali e, addirittura, a livello comunitario, che hanno pesantemente rallentato la soluzione dell’emergenza».
[...]

Entrando nel merito della gestione integrata, la Corte denuncia che «la riduzione della produzione dei rifiuti è stata spesso ignorata e comunque mai ritenuta come strategia prioritaria» e al tempo stesso ricorda che negli anni di commissariamento «il gap nella percentuale della raccolta differenziata con la media nazionale si è addirittura aggravato, e questo nonostante il profluvio di risorse dedicate allo sviluppo della stessa».
[...]
Per quanto riguarda gli impianti «ancora, in buona parte, non realizzati», la relazione rileva «l’assenza riscontrata spesso nei bandi dei criteri di dimensionamento (…), delle modalità di utilizzo del prodotto e dello smaltimento dei sovvalli» a dimostrazione di «una sostanziale abdicazione della gestione commissariale dalle sue prerogative di programmazione e coordinamento».
E poi contesta fortemente la libertà di scelta data dai Commissari agli operatori privati su «i siti dove ubicare i vari impianti e dove provvedere agli stoccaggi provvisori, la scelta se realizzare o meno i termovalorizzatori o di servirsi di impianti esistenti per l’incenerimento, ecc.- che non si è rivelata positiva, stante la delicatezza di tali determinazioni, per le loro implicazioni ambientali, sociali ed economiche, che dovrebbero essere assunte dalla pubblica autorità, al fine di una loro ponderata valutazione, ispirata esclusivamente ad interessi pubblici e non di parte».

Parole abbastanza grevi (potete leggere l’intera sentenza a questo link) su una questione che va oramai avanti da più di 14 anni e che sembra sempre più un paradosso che si consuma nell’Italietta dell’inconcludenza. Di seguito un riassunto delle spese procurate allo Stato e alle Regioni:

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Ebay, palline vendonsi…

19 Gennaio 08

Tante le immagini che in questi giorni sono balenate dinanzi agli occhi di tutti noi dalla cronaca: dalla ormai onnipresente spazzatura non smaltita delle nostre regioni alle indagini sulla moglie del guardasigilli Mastella, dalle tenerezze dell’orsetto di Norimberga alle presunte “censure” papali.

Tra le tante immagini italiane e d’oltreconfine, quelle di Piazza di Spagna, o più precisamente della bellissima scalinata di Trinità dei Monti, a Roma, hanno fatto il giro del globo, grazie alla trovata del futurista Graziano Cecchini, ormai noto alle cronache per le sue… opere dalla preponderante estremizzazione dell’impatto mediatico (molti di voi ricorderanno di certo lo spargimento di un colorante rosso nelle acque della Fontana di Trevi, qualche mese fa).
Al di là del forte impatto sull’immaginario collettivo e, di conseguenza, mediatico, la cascata delle 500mila palline colorate (atto a denuncia, secondo l’artista, della situazione drammatica dei rifiuti in Campania), l’episodio ha scatenato una sorta di “caccia al reperto artistico”: come pezzi di un mosaico, le palline colorate sono state infatti raccolte dai passanti e… messe in vendita come pezzi d’arte. Cercando infatti sul più diffuso portale per l’e-commerce, ebay, è possibile rilevare decine e decine di inserzioni che propongono le “bellissime palline colorate di Trinità dei Monti” a prezzi che oscillano dai 2-3 Euro a 10 Euro ed oltre. L’immagine che segue mostra le varie inserzioni al giorno 18 Gennaio (clicca sull’immagine per ingrandirla):

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Visibili anche al seguente link (soltanto, naturalmente, per i giorni rimanenti al termine delle aste on-line):

http://search.ebay.it/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=piazza+spagna&category0=

Che questi particolari “pezzi” dell’opera siano autentici o meno non è dato saperlo; appare piuttosto lecito osservare quanto l’arte contemporanea spinga sempre più nella direzione del colpo di scena e dell’oggetto quotidiano come mezzo allegorico per deformare e riformare il reale… e quando l’Arte discende dai piedistalli dei Musei per affacciarsi alla strada e comunicare in maniera diretta e, talvolta, più efficace, allora non c’è più legge che freni la comunicazione… nemmeno quella del libero mercato.

(Grazie a Mahyo per la segnalazione)

Come creare una… lacrima

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17 Gennaio 08

Le seguenti immagini sono tratte da “The Art of Origami”, di Gay Merrill Gross:

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Caserta tra Reggia e immondizia - 17

16 Gennaio 08

Le immagini qui di seguito parlano da sole: volete ancora discariche nella terra della Camorra?

(grazie a Dario per la segnalazione)

Caserta tra Reggia e immondizia - 16

16 Gennaio 08

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Pubblico per intero il contenuto di una mail inviatami dal comitato “Unart Group” di Marcianise (CE), che propone il “Principio delle 4R” promosso da legambiente.

“Ridurre l’immondizia da raccogliere. Questo il primo passo per uscire dall’emergenza in Campania, a partire dal carrello della spesa. A fornire qualche consiglio utile è Legambiente, che lancia “il principio delle 4R”: riduzione alla fonte degli imballaggi, riuso, riciclaggio, recupero di energia. In un processo virtuoso l’immondizia diminuisce, si riducono alla fonte gli imballaggi e si riusano gli oggetti prima che diventino rifiuti (dal vuoto a rendere alla redistribuzione dei vestiti usati), poi si riciclano i materiali attraverso la raccolta differenziata. Solo alla fine arriva lo smaltimento: con il recupero energetico della frazione di rifiuti non altrimenti riciclabile e in discarica per i materiali che non possono avere altra destinazione.

Ecco le regole d’oro di Legambiente per una spesa più amica dell’ambiente, che pensa a diminuire l’immondizia in discarica:
LA LISTA DELLA SPESA: evitare acquisti inutili; scartare i prodotti con imballaggi eccessivi o difficilmente riciclabili, meglio prodotti dagli imballi meno voluminosi.
COSA PREFERIRE: sfuso è meglio, ad esempio acquistando frutta e verdura fresca sfusa.
I SACCHETTI: utilizzare sacchetti per la spesa in stoffa o in materiale biodegradabile, o se di plastica riutilizzarlo più e più volte per la spesa.
LE CONFEZIONI: scegliere ricariche e confezioni salvaspazio o formato famiglia, “no al monodose”; prediligere supermercati che vendono alla spina; no acqua minerale, sì acqua di rubinetto o dai dispenser.
PLASTICA: evitare l’uso di piatti e bicchieri in plastica, prediligere oggetti di lunga durata.
VETRO: prendere il vetro, più igienico, inerte e riutilizzabile
PRODOTTI BIO: scegliere prodotti biodegradabili, riciclabili o riciclati.
VUOTO A RENDERE: meglio il vuoto a rendere anziché vuoto a perdere.
A CASA E IN UFFICIO: usare sempre il fronte retro nelle fotocopie; evitare l’usa e getta, applicare l’usa e riusa; ridurre sempre i volumi quando si getta un rifiuto; bere acqua di rubinetto; in bar e mense scegliere bevande alla spina.”

L’emergenza resta ancora alta, nonostante i primi carichi di rifiuti siano in questi giorni in partenza dal sito di stoccaggio “temporaneo” Ex-Ucar, nell’area Saint-Gobain, in direzione Emilia Romagna. Molto interessante il reportage di Claudio Coluzzi del Mattino, che evidenzia come la zona di Viale carlo III (Il “Vialone”), Caserta, sia ormai una “Terra di Nessuno”, dove nottetempo, scoraggiando così persino “l’attività” di prostitute e viados, “i galoppatoi borbonici [i vialetti paralleli laterali al viale, n.d.r.] diventano luogo di scarichi abusivi“. Una situazione che nonsarebbe difficile da arginare, o almeno da tenere sotto controllo, anche perchè l’ampio viale, un tempo costeggiato da rigogliosi alberi e completamente esente da traffico urbano, rappresenta viceversa oggi la principale via d’accesso, per chi proviene da Napoli, alla città di Caserta; e che oggi accoglie turisti (e non solo) con cumuli informi di nettezza urbana che, come accennavo qualche riga fa, vengono di notte trasportati in queste aree da chissà quale altra area afflitta dal triste problema dei rifiuti non smaltiti. Cosa più importante rispetto al problema apparenza, il fatto che in queste zone sono presenti diversi terreni agricoli coltivati, abitazioni, attività commerciali, che vengono in tal modo ad essere soggette alle esalazioni ed alle infiltrazioni dei materiali provenienti dalla spazzatura in decomposizione.
Nel frattempo, critica resta la situazione della città di Aversa (CE) (di cui vi ho parlato qualche articolo fa), dove il sindaco della città Ciaramella lamenta un “privilegio”, per quanto riguarda lo smaltimento, nei confronti del capoluogo a sfavore della provincia aversana, afflitta da ben tremila tonnellate di rifiuti.

Caserta tra Reggia e immondizia - 15

15 Gennaio 08

Reduci da una settimana ricca di proteste, speranze disilluse e riflettori mediatici spalancati sul problema spazzatura (qualcuno si è chiesto PERCHE’ i servizi tele-giornalistici a carattere nazionale aretrano sempre più dallo spazio della “notizia del giorno”? Eppure l’emergenza è più viva che mai!), vi propongo alcune immagini della manifestazione del giorno 12 Gennaio, a Caserta, corteo di - per lo più - giovani itinerante sul percorso dei Palazzi del Potere casertani.

In questo primo video vediamo il corteo nei pressi del Palazzo della Provincia (vuoto), poco prima che i cittadini depositassero buste della spazzatura dinanzi al portone principale del Palazzo, con su piantati i cartelli “Vergogna”, che spesso abbiamo visto in questi giorni:

Le foto seguenti documentano ulteriormente il passaggio del corteo sul corso Trieste, dinanzi agli occhi dei commercianti che, quasi come se il problema non appartenesse affatto a loro, ai loro figli e finanche al loro stesso esercizio commerciale, fanno “orecchie da mercante” alle richieste di abbassare le saracinesche delle loro rispettive attività in segno di protesta; dai bambini e da un gruppo di ragazzini un segno di speranza, con i loro rispettivi striscioni: “Ridateci la dignità” e “Ricordatevi di questo scempio quando verranno a mendicare il voto”.

(Clicca sulle foto piccole per ingrandirle)

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Nei video che seguono, invece, vediamo il corteo in Piazza Vanviteli, nel centro di Caserta, nei pressi dell’ingresso al Palazzo del Comune.

Potete vedere il “sotto-corteo” di bambini inneggiare alla raccolta differenziata:

Ed i momenti conclusivi della manifestazione, dove i manifestanti trasportano rifiuti di diverso genere verso l’ingresso del Palazzo del Comune, creando così… l’ennesima discarica (abusiva o meno, a voi il giudizio…) casertana:

Le foto seguenti mostrano i diversi momenti della manifestazione a Piazza Vanvitelli:

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Per concludere, una singolare nota di folklore alla manifestazione è stata resa dalla presenza di alcuni esponenti politici nella “platea” dei manifestanti. Tra questi, mi sta a cuore sottolineare la presenza dell’Euro-parlamentare forzista Riccardo Ventre. Giunto ai piedi del Palazzo del Comune, proprio nel clou del corteo del dissenso, il signor Ventre è stato notato da alcuni cittadini che, avvicinatolo, hanno ad egli evidenziato la lieve incongruenza della sua presenza in quella circostanza. Ma il signor Ventre, il cui sorriso smagliante è a tutti noi familiare dai cartelloni pubblicitari, ha lasciato correre le polemiche, scrollandosele di dosso; ciononostante, altri manifestanti, tra cui, in particolare, il sottoscritto, hanno rimarcato il concetto secondo cui “la presenza di uno come lei è una vergogna, se ne vada al più presto” e che “un burocrate che per anni ha occupato il posto di Presidente della Provincia di Terra di Lavoro e in nulla si è operato per porre rimedio alla situazione dei rifiuti non dovrebbe oggi essere qui”; la goccia che evidentemente ha fatto traboccare il vaso è stata la parola “camorrista”, rivolta più volte dal sottoscritto al signor Ventre, che, su tutte le furie (chissà perchè?), ha consigliato al sottoscritto (cittadino LIBERO e soprattutto ESENTE DA CENSURA) di “andare a fare in culo”. Ma come, signor Ventre? Mi stupisce e mi duole constatare che un navigato politicante come Lei, aderente prima alla Democrazia Cristiana, poi al PPI, poi al CDU, ed infine a Forza Italia - partito del quale riveste la carica di consigliere nazionale - non sappia tenere testa senza il turpiloquio ad uno gruppo di manifestanti. Un Presidente della Provincia chiamato in audizione in una Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse dovrebbe piuttosto chiarire ai cittadini delle reali ragioni che si celano dietro le difficoltà della raccolta dei rifiuti in questi anni, Le pare? Ma sono sicuro che quelle parole sgarbate sono soltanto frutto di un innocente malinteso, o magari di un passeggero malumore mattutino.

Notizie Flash: Sacramento “superstar”

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13 Gennaio 08

Celebrati questa mattina, sotto la bellissima volta della Cappella Sistina, gli annuali riti del Battesimo da parte di Papa Benedetto XVI in persona. Il papa ha accolto nella Chiesa 13 bambini, assicurandosi come ogni anno che ognuno di essi fosse di pura razza ariana… :)

Caserta tra Reggia e immondizia - 14

13 Gennaio 08

Dopo l’apertura dell’Ex-UCAR, nella zona Saint Cobain, come centro di stoccaggio “temporaneo” dei rifiuti, entrano in atto le misure del nuovo Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti De Gennaro, che tra l’altro prevedono l’intervento dell’esercito per le situazioni “di necessità e urgenza”. Vi mostro qui le immagini, girate (con un telefono cellulare) alle 11 circa di stamane, 13 Gennaio, a Caserta (in via Laviano), nelle quali possiamo vedere alcune pale meccaniche, alcuni camion e diversi militari occupati nelle operazioni di raccolta dei rifiuti e nella conseguente deviazione del traffico cittadino:

Le foto seguenti mostrano, in più, diversi momenti della raccolta:

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Nel frattempo, naturalmente, sempre peggiore è l’immagine che l’Italia offre all’Estero, contribuendo in tal senso a vertiginosi cali nei bilanci dell’economia industriale, soprattutto quella turistica e quella alimentare; una situazione che, come osserva il portale d’attualità France 24 (che pubblica - accanto al reportage del mio amico Dario, osservatore per l’Italia del portale - una foto da me scattata in occasione di una delle manifestazioni di questa settimana a Caserta), non è destinata a mutare perchè “Pour la Camorra, les déchets sont de l’or”…

Caserta tra Reggia e immondizia - 13

11 Gennaio 08

Ieri sera, in auto in giro a Caserta, mi sono trovato ad un bivio… senza bivio. Sinistra o destra? La scelta era abbastanza ovvia:

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Nel frattempo sembra che l’immondizia sia in via di smaltimento, “grazie” alla scellerata apertura della pseudo-discarica nell’area Ex-UCAR. I cassoni dei camion della spazzatura sono però istallati nelle strade a mò di cassonetti (unico vantaggio, la maggiore capienza…), e allora si ricorre all’aiuto dell’Esercito per la raccolta, come testimonia questa immagine da me scattata nel pomeriggio:

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Ciononostante l’emergenza resta altissima, e per arginarla continua lo sbarco dei rifiuti verso le regioni che hanno accettato di riceverli: dopo la partenza di navi verso la Sardegna , anche la Sicilia aspetta il suo carico di “resti della Leonia d’ieri”, come evidenzia Ariela nel suo post MUNNIZZA + MONNEZZA = SOLDI

Caserta tra Reggia e immondizia - 12

10 Gennaio 08

Continuano le proteste, le proposte e la mancanza di risposte sensate da parte delle amministrazioni in merito all’angosciante problema dei rifiuti nel casertano e nel napoletano. Nonostante l’indignazione raggiunga ormai livelli esasperanti, c’è chi ancora cerca di ridimensionare il fenomeno della protesta e di lasciar intendere - probabilmente agli occhi di quanti non vedono, metaforicamente e praticamente parlando - che la situazione è tutto sommato sotto controllo, come potete vedere in questo video estratto da Blob del giorno 8 Gennaio 2008:

in cui vediamo il Presidente del Consiglio Romano Prodi e (soprattutto) il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo, rispettivamente, banalizzare e sproloquiare senza alcun senno, ed il giornalista Bruno Vespa (e la sua trasmissione, “illustri” ospiti compresi) giocare all’audience con i manifestanti di Pianura.

La situazione, non c’è bisogno di sottolienarlo, è tutt’altro che nella norma, nel napoletano, nel casertano (come ho a più riprese testimoniato) e nell’hinterland napoletano, come testimoniano queste foto, scattate stamane, della città di Aversa

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nella quale città un’intera area adibita a spazio per la fiera settimanale è stata in queste ultime settimane letteralmente sommersa da un mare di rifiuti, recentemente rimossi. L’area (le foto in cui vedete immondizia bruciata ne ritraggono una parte) è stata anche posta sotto videosorveglianza, per evitare ulteriori scarichi da parte dei cittadini.

C’è chi, altresì, continua a “s’ sta a casa”, nonostante ormai le manifestazioni di dissenso cittadino siano all’ordine del giorno. Di seguito le foto della protesta di ieri sera a Caserta (svoltasi anche Martedi e che si ripeterà stasera con appuntamento alle 18.30 a P.zza Dante a Caserta), svoltasi con uno sparuto gruppo di partecipanti, sotto i principali “centri del potere” casertano:

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Invito chiunque legga le mie parole ad unirsi a qualsiasi manifestazione di dissenso popolare venga organizzata nella propria città, affinchè ci siano voci forti a contrastare la squallida realtà in cui la politica casertana e campana ci ha catapultato da quattordici anni a questa parte.

OLPC: La sfida continua

9 Gennaio 08

Qualche tempo fa (leggi qui il post), vi parlai di un’operazione del leader libico Gheddafi che, insieme a Nicholas Negroponte (responsabile del MIT), intendeva dotare (entro il 200 8) più di un milione di studenti libici di computer portatili realizzati con una dotazione hardware e software che ne consentisse un basso prezzo (meno di 150 dollari).

Il progetto ha avuto alterne vicende nel corso di questi anni (vedendosi anche in alcuni casi “clonato”) a causa delle divergenze tra Negroponte e la Intel Corporation (quest’ultima in passato sponsorizzò e prese parte al progetto del MIT). Negroponte parla di “concorrenza sleale, da parte della Intel, al consorzio OLPC (One Laptop per Child, il progetto per la distribuzione dei pc low-cost) in svariate e ripetute occasioni, proprio mentre era parte e sponsor del progetto“, citando inoltre il caso dei rapporti col governo peruviano, che aveva ordinato, allo stesso Negroponte, 270.000 pezzi del notebook low-cost, e con il quale governo la Intel avrebbe stretto rapporti commerciali proponendo - come alternativa al pc “di Negroponte” - il suo Classmate, un pc dello stesso livello ma del tutto estraneo al progetto dell’organizzazione No profit di Negroponte.
Polemiche a parte, il problema nasce probabilmente in virtù dello scopo del tutto sociale (e soprattutto no-profit) dell’idea di Negroponte, buona idea che è finita quindi nel mirino della “speculazione” di una grossa corporation dell’hi-tech.

Fonte: repubblica.it

Caserta tra Reggia e immondizia - 11

8 Gennaio 08

Sottotitolo: come il provvisorio continua a trasformarsi in definitivo.

Sull’onta delle decisioni prese per Pianura, le amministrazioni della città di Caserta hanno deciso di allineare la propria linea strategica, accordandosi con la societa’ Tecnocampus per la concessione pubblica (della durata di sei mesi) di un capannone di 750 mq di capienza sito presso l’area ex Grafitech, via Appia… praticamente ex area Saint Cobain: in parole più semplici, un’area confinante con la nuova zona residenziale casertana, ricavata dalla ristrutturazione e dall’abbattimento delle fabbriche; confinante con altre discariche, quali la ormai celeberrima “Lo Uttaro”; confinante con una nuova, scintillante struttura ospedaliera in via di costruzione (polo ospedaliero per la ricerca medica…), che a sua volta, a est, confina con le cave da cui provengono polveri tossiche.
Ne parla anche Petteruti, che si dichiara “soddisfatto del provvedimento”.
Il problema slitta dunque di 6 mesi. Ma, come sottolinea anche il portale “Caserta c’è”, la domanda è: E POI?


AGGIORNAMENTO:

ORE 18: Vari impiegati ed operai del napoletano sono stati bloccati all’uscita del posto di lavoro, in conclusione della propria giornata lavorativa, per cercare di coinvolgere quest’ultimi nella protesta contro la riapertura della discarica. Secondo quanto riferitomi, i diretti interessati sarebbero stati bloccati anche con forza, attraverso minacce e spranghe di ferro. (grazie a Francesco per la segnalazione)

Naples: spaghetti, moustache and rubbish

8 Gennaio 08

Un punto di riferimento (l’ultimo?) nel trash, nel calderone del rubbish televisivo. Blob, Raitre. Nei suoi montaggi caleidoscopici propone scampoli di realtà (vera) quotidiana, attraverso immagini e “re-immagini” di repertorio reingegnerizzate attraverso un particolare leitmotiv giornalistico. Il mondo parla di “cittadini che camminano nei propri escrementi”, del fatto che “Naples garbage mountain continues to grow” (EuroNews) e che “Naples’s trash is a challenge politicians are flunking” (International Herald Tribune Europe), evidenziando in alcuni casi (e come potrebbe essere diversamente, vista l’opinione di cui all’estero gode la città di Napoli) che il “business at Pizzeria Napoli Nord is down 70 percent” (riferendosi alla diossina che può infestare il latte e quindi la mozzarella campani).
La puntata del giorno 7 gennaio 2008 di un “Blob che mostro non è” è dedicata anima e corpo agli scontri di Pianura, all’emergenza rifiuti, alle voci (più o meno) politicizzate e politicizzanti - oltre a quelle politiche - che dibattono acri sul tema. Ecco la prima

e la seconda parte

della puntata, qui integralmente riportata. Alle immagini e alle urla dei cittadini che costituzionalmente affermano i propri diritti (le accese proteste dei cittadini di Pianura, illuse ieri e deluse oggi, 8 Gennaio), contrappunti al limite del macchiettismo (non maccartismo, attenzione!) per una situazione su cui si pronunciano “peste e corna” e sulla quale già si intravedono i bagliori di un’ironia rassegnata tipicamente partenopea: “accattateve o biglietto della lotteria, accussì ve ne iate a dinto a ’sta munnezza” (“acquistate un biglietto della lotteria, cosicchè possiate andar via da questa immondizia”).
Ascoltate la conclusione della puntata. Le parole di Italo Calvino, tratte da “Le città invisibili” (libro pubblicato per la prima volta nel 1972 e da me letto qualche estate fa), che qui vi riporto, non sono frutto del caso:

“La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall’ultimo modello d’apparecchio.
Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi dì plastica, i resti della Leonia d’ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d’imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l’opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l’espellere, l’allontanare da sé, il mondarsi d’una ricorrente impurità. Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell’esistenza di ieri è circondato d’un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare.
Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo; ma ogni anno la città s’espande, e gli immondezzai devono arretrare più lontano; l’imponenza del gettito aumenta e le cataste s’innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto. Aggiungi che più l’arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. È una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.
Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d’ieri che s’ammucchiano sulle spazzature dell’altroieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri.
Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell’estremo crinale, immondezzai d’altre città, che anch’esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell’una e dell’altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.
Più ne cresce l’altezza, più incombe il pericolo delle frane: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spagliato rotoli dalla parte di Leonia e una valanga di scarpe spaiate, calendari d’anni trascorsi, fiori secchi sommergerà la città nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle città limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo. Già dalle città vicine sono pronti coi rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.”

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